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Perché la musica pop peggiora di anno in anno

Non è solo una tua impressione: un tempo la musica pop era più ricca, varia e complessa. Basti pensare ai Beatles, che per registrare alcune tracce dell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band utilizzarono un’orchestra di 90 elementi! Oggi, invece, la musica commerciale sembra sempre più ripetitiva e semplificata. Ma quali sono le ragioni dietro questo cambiamento?

Frank Zappa Aveva Ragione: Il Declino della Qualità Musicale

Il leggendario Frank Zappa aveva già previsto il declino della musica pop. In un’intervista, spiegò che le case discografiche hanno smesso di rischiare, preferendo puntare su formule sicure e collaudate. Questo ha portato a una semplificazione dei testi e delle basi musicali, rendendo le canzoni più ripetitive e meno originali.

Un tempo le case discografiche investivano in innovazione musicale, sperimentando nuovi generi e suoni. Oggi, la logica del mercato le ha spinte verso la massima standardizzazione, eliminando ogni elemento che potrebbe risultare poco familiare o difficile da assimilare.




Ripetitività nei Testi e nelle Melodie: Il Trucco della Familiarità

Hai mai notato che molte canzoni ripetono ossessivamente le stesse frasi? Un esempio classico è With or Without You degli U2, ma la lista è lunga. Anche le basi strumentali sono diventate sempre più simili, sfruttando un meccanismo psicologico chiamato familiarità: più ascoltiamo una melodia, più ci sembra orecchiabile.

Questa ripetitività è studiata per catturare l’ascoltatore e renderlo più incline a ricordare la canzone. Il risultato? Brani con testi semplici e ridondanti, accompagnati da melodie minimali, pensate per favorire la memorizzazione immediata.

La Formula Vincente: Accordi Sempre Uguali

Oggi, molte hit pop possono essere suonate con gli stessi quattro accordi. Gli Axis of Awesome hanno dimostrato che centinaia di canzoni condividono la stessa progressione armonica, segno che l’industria musicale punta su schemi collaudati per garantire il successo.

Questa omogeneità musicale riduce il rischio di flop discografici: se una progressione di accordi ha funzionato in passato, è probabile che funzioni ancora. Tuttavia, questa strategia appiatta la creatività musicale, eliminando la varietà che caratterizzava il pop di qualche decennio fa.


Chi Scrive le Hit? Sempre le Stesse Persone

Negli ultimi anni, la maggior parte delle canzoni di successo è stata scritta da due soli autori: Dr. Luke (Lukasz Gottwald) e Max Martin. Le case discografiche si affidano a loro per garantire almeno una hit, e questo spiega perché molte canzoni si somigliano così tanto.

Se gli stessi autori scrivono la maggior parte delle hit pop, è naturale che le melodie e i testi risultino ripetitivi e prevedibili. Questo fenomeno limita enormemente la diversità musicale, riducendo il mercato a una formula standardizzata.



Il "Millennial Whoop": L’Amo Perfetto per l’Ascoltatore

Un altro trucco per catturare subito l’attenzione è il Millennial Whoop, identificato dal musicista Patrick Metzger. Si tratta di tre semplici note, accompagnate da un ha ah ripetuto più volte. Questo suono è immediatamente riconoscibile e familiare, aumentando la probabilità che la canzone piaccia fin dal primo ascolto.

Il motivo dietro questo trucco è semplice: gli ascoltatori, bombardati da milioni di brani, skippano le canzoni che non catturano subito la loro attenzione. Il Millennial Whoop è progettato per evitare che ciò accada, garantendo un immediato coinvolgimento emotivo.



L’Impatto dello Streaming sulla Musica: La Ricerca dell’Immediatezza

Un tempo, le persone compravano pochi dischi, ascoltandoli più volte. Oggi, con lo streaming, le canzoni sono accessibili ovunque e in quantità enorme. Se un brano non piace subito, viene skippato. Per questo, le case discografiche puntano su melodie immediate, testi semplici e suoni già collaudati.

Inoltre, i guadagni delle piattaforme di streaming dipendono dalle riproduzioni, quindi le case discografiche cercano di creare brani che vengano ascoltati più volte, favorendo l’uso di elementi ripetitivi e facilmente memorizzabili.

La Guerra del Volume: Compressione Audio e Perdita di Qualità

Negli ultimi 20 anni, l’industria musicale ha combattuto una guerra del volume, utilizzando la compressione dinamica per rendere le canzoni più potenti. Questo processo riduce la qualità audio, eliminando sfumature e profondità sonora, ma garantisce un impatto immediato.

Questa strategia rende le canzoni più "pompate", ma al prezzo di una perdita di dettaglio e qualità. Un suono più uniforme può sembrare più coinvolgente al primo ascolto, ma nel lungo termine risulta meno emozionante e coinvolgente.

Conclusione: Perché il Pop è Peggiorato?

La musica pop è cambiata perché le case discografiche evitano i rischi, puntando su formule sicure e suoni familiari. La concorrenza, lo streaming e la ricerca dell’immediatezza hanno portato a una semplificazione estrema, riducendo la creatività e la varietà musicale.

Se cerchi musica più ricca e armonica, dovrai esplorare generi meno commerciali, dove gli artisti hanno maggiore libertà creativa. Nel frattempo, il pop continua a seguire schemi rigidi e collaudati, limitando la sua evoluzione artistica.


Commenti

  1. Lo stesso vale per i film.

    Basta vedere il comportamento di un colosso come Disney, da sempre nel bene o nel male votato all'innovazione, ormai votato al fare sequel su sequel di qualsiasi cosa.

    La gente non ha voglia di esplorare, e i produttori non hanno voglia di rischiare. Quindi, sequel nel caso di film, brani ripetitivi nel caso della musica.

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    Risposte
    1. A proposito di Disney calza benissimo a pennello l'esempio di Star Wars episodio 7: molto simile al episodio 3.
      Sequel e perfino simile, sono andati sul supersicuro

      Elimina
  2. Ormai qualsivoglia prodotto creativo - non solo la musica, proprio come dice Guga - è ridotto a essere un gigantesco spottone pubblicitario che deve garantire profitti immediati (e questo anche perché i produttori non sono più in grado di pianificare a lungo termine: denaro ora, in gran quantità, e domani chi se ne fotte). Guarda quelle saghe infinite che vari autori scrivono, i cui romanzi dal secondo in poi brillano soltanto di luce riflessa del primo. Guarda i film con sequel, prequel, minkiel di vario genere. Guarda anche i videogiochi: vanno avanti anche loro con sequel infiniti, finendo per diventare soltanto più lo spot di sé stessi. È vero che la gente si sta rincoglionendo, ma sono tutti questi fanatici del "profitto oggi e al domani penseremo dopodomani" a contribuire notevolmente a questo rincoglionimento. La musica non se la scampa di sicuro in questo mondo del consumismo a qualunque costo.

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  3. non Episode VII è il remake ( non dichiarato ) di episode IV...
    dopotutto se dopo per tentare di far qualcosa di nuovo producono merda fumante meglio che copino roba decente...

    comunque si hai perfettamente ragione.

    RispondiElimina

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