venerdì 8 giugno 2018

Perché la musica pop peggiora di anno in anno

Lo hanno notato un po' tutti, la musica pop, o meglio quella "commerciale" come si dice fra noi, sta degenerando sempre di più, di anno in anno, sia da un punto di vista musicale che qualitativo.
Il perché ha diverse ragioni, e non basta dire "la gente si sta rincoglionendo".
Un po' si, ma non è per quello...

Frank Zappa aveva ragione

Vediamo prima di tutto una intervista al leggendario Frank Zappa sulla questione:



E aveva piena ragione, in tutto.
Secondo diverse ricerche la musica pop ha iniziato a peggiorare proprio dopo gli anni '60, peggiorare in tutto.

La ragione numero uno è proprio quella di cui ha parlato Frank tempo fa: le case discografiche non vogliono più rischiare. Oggi più che mai.

Questo si è tradotto nella "semplificazione" dei testi.
Prima articolati, ora fin troppo ripetitivi.
Ci avete fatto caso? Molte canzoni sono ripetitive nei testi (With or without you, presente? Una fra tante), con lyrics che a volte non sono più lunghi di due paragrafi.
Questo non è dovuto però al "risparmio" o all'instupidimento della gente, questo è un conscio sfruttamento di un meccanismo cerebrale che abbiamo tutti: la familiarità.
Ci sentiamo più a nostro agio con qualcosa che conosciamo, ma non solo.

Mai successo che una canzone, anche demmerda, più la si ascolta più ci piace?
Ecco, il meccanismo è quello. Ma oggi come oggi le case discografiche puntano a farti piacere SUBITO una canzone, quindi diventa ripetitiva nei testi, usando anche qualche accorgimento come

Ripetitiva anche nella musica...
Molto spesso le canzoni non brillano per numero di strumenti usati e numero di note usate.
Sono così semplici che le puoi riprodurre con quattro accordi, quattro di numero, come dimostrato dagli Axix of Awesome:



Ma torniamo un attimo ai testi...
Questo è dovuto ad un fatto solo, ricollegabile al "andare sul sicuro e incassare soldi": la maggior parte delle hit degli ultimi anni, le prime 10 in classifica come le prime 100, sono state scritte da DUE SOLE PERSONE.

Lukasz Gottwald conosciuto come Dr. Luke (Quello accusato da Kesha) e Max Martin, chi non ci crede può leggere le loro pagine di wikipedia che fanno un riassunto veloce dei loro successi.
Questi due (il primo ha un team ad essere precisi ma ci siamo capiti) hanno scritto, scrivono e continueranno a scrivere canzoni di successo planetario, le case discografiche e gli artisti si affideranno sempre a loro per garantirsi almeno una hit puntando appunto sul sicuro.

Questi scrittori sicuramente sanno come attirare la gente, ed essendoci loro dietro molti successi si capisce anche perché in un modo o nell'altro le canzoni si somigliano.

Negli ultimi dieci anni poi si è aggiunto un ulteriore fattore: l'amo, the hook.
Uno di questi "ami", per catturare subito l'attenzione dell'ascoltatore, è il "Millennial Whoop", come lo ha chiamato il musicista Patrick Metzger, e consiste in 3 semplici note accompagnate da un "ha ah" ripetuto una o più volte, ovviamente ascoltarlo rende meglio che scriverlo:



Impossibile non averlo sentito almeno un paio di volte...
A che serve questo Whoop? Come detto prima: lo abbiamo già sentito ed è immediatamente orecchiabile.

Ma perché le case discografiche puntano così tanto al "immediatamente"?
Prima le canzoni erano accessibili in quantità minore dalle persone, compravi un disco che ti costava un certo tanto di soldi e lo ascoltavi. Non si aveva la possibilità di comprare troppi dischi tutti in una volta, si aveva accesso a poche canzoni alla volta.
Oggi invece grazie a streaming vari e canzoni accessibili a prezzi irrisori siamo bombardati dalle canzoni, quindi se una non ci piace immediatamente la "skippiamo" subito passando alla successiva...

Per questo le case discografiche puntano sempre più sul sicuro, usando ami, note già conosciute e collaudate con il pubblico, testi non troppo complicati e facili magari da ricordare e canticchiare.

Quindi, fra case discografiche che non vogliono più rischiare e puntano sul sicuro e un accesso ai brani che fino a dieci anni fa era impensabile, ecco i motivi per cui la musica pop sta diventando sempre più piatta, monotona e ripetitiva...

E non solo nelle canzoni, dicevo.
Perché un altro degli "ami" per agganciare subito l'ascoltatore è il volume della musica: negli ultimi 20 anni le case discografiche hanno messo su una vera e propria guerra del volume.
Ma come possono far tuonare le loro canzoni se l'utente è sempre stato in controllo del volume?
Utilizzando una tecnica chiamata compressione, dynamic range compression.
In pratica con la compression si prendono i suoni dal volume più basso e li si avvicina ai suoni con il volume più alto, creando in questo modo un brando dal volume percepito più alto.

Ma come molti appassionati di musica ben sanno, se aumenti il volume di un suono in quella maniera per forza perdi in qualità audio. E infatti così è stato, si sono persi molte sfumature nella musica pop, sfumature che contribuiscono a rendere ancora più omogeneo e uniforme l'intero settore.



Quindi, anche se è vero che la gente con un QI più alto cerca musica più armonica (più strumenti, più qualità, più accordi, insomma una musica più varia e ricca piuttosto che una monotona e povera), il motivo per cui la musica è diventata sempre più scarsa e povera nel corso degli anni è la scarsa propensione al rischio imprenditoriale delle case discografiche e il loro continuo litigare con la concorrenza.

Poi ci stupiamo di young signorino e della merda che "canta"...

6 commenti:

  1. Lo stesso vale per i film.

    Basta vedere il comportamento di un colosso come Disney, da sempre nel bene o nel male votato all'innovazione, ormai votato al fare sequel su sequel di qualsiasi cosa.

    La gente non ha voglia di esplorare, e i produttori non hanno voglia di rischiare. Quindi, sequel nel caso di film, brani ripetitivi nel caso della musica.

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    1. A proposito di Disney calza benissimo a pennello l'esempio di Star Wars episodio 7: molto simile al episodio 3.
      Sequel e perfino simile, sono andati sul supersicuro

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  2. Ormai qualsivoglia prodotto creativo - non solo la musica, proprio come dice Guga - è ridotto a essere un gigantesco spottone pubblicitario che deve garantire profitti immediati (e questo anche perché i produttori non sono più in grado di pianificare a lungo termine: denaro ora, in gran quantità, e domani chi se ne fotte). Guarda quelle saghe infinite che vari autori scrivono, i cui romanzi dal secondo in poi brillano soltanto di luce riflessa del primo. Guarda i film con sequel, prequel, minkiel di vario genere. Guarda anche i videogiochi: vanno avanti anche loro con sequel infiniti, finendo per diventare soltanto più lo spot di sé stessi. È vero che la gente si sta rincoglionendo, ma sono tutti questi fanatici del "profitto oggi e al domani penseremo dopodomani" a contribuire notevolmente a questo rincoglionimento. La musica non se la scampa di sicuro in questo mondo del consumismo a qualunque costo.

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    1. Ci rimangono solo Tarantino e Kojima

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    2. Due grandi, ma ormai mosche bianche.

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  3. non Episode VII è il remake ( non dichiarato ) di episode IV...
    dopotutto se dopo per tentare di far qualcosa di nuovo producono merda fumante meglio che copino roba decente...

    comunque si hai perfettamente ragione.

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