Negli ultimi anni, Rosario Marcianò, noto nel web come Straker, ha continuato a diffondere teorie complottiste e accuse infondate contro giornalisti, scienziati e attivisti. Il suo bersaglio più recente è Daniele Cereda, un cittadino che si impegna nella divulgazione scientifica sulla lotta contro la disinformazione vaccinale.
Secondo Marcianò, la sua condanna per diffamazione aggravata sarebbe frutto di un complotto orchestrato da Cereda, con l’aiuto di influenze politiche e mediatiche. Ma quanto c’è di vero?
🧠 La teoria del complotto: tra CICAP e Renzi
Marcianò sostiene che Cereda abbia manipolato il sistema giudiziario grazie ai suoi presunti legami con la giornalista Silvia Bencivelli e con l’ex premier Matteo Renzi. La “prova”? Un evento del CICAP a cui avrebbero partecipato sia Cereda che Bencivelli. Secondo Straker, questo basterebbe a dimostrare una rete di potere occulta.
Ma la realtà è ben diversa: partecipare a una conferenza non implica alcuna influenza giudiziaria. La condanna di Marcianò è avvenuta per atti documentati di diffamazione e stalking, non per pressioni esterne. E chi conosce il personaggio e ha letto le sue fandonie sa bene che la condanna non è assolutamente campata per aria. Per approfondimenti leggi questo articolo.
🔗 Il caso Tenaris e la “connessione politica”
Tra le teorie più fantasiose avanzate da Rosario Marcianò c’è quella che collega Angelo Cereda, padre di Daniele e secondo lui dirigente dell’azienda Tenaris, a Matteo Renzi che ha visitato l'azienda durante un tour industriale. Secondo Marcianò, questo basterebbe a dimostrare un legame diretto tra Renzi e la famiglia Cereda, e quindi una presunta influenza politica sulla sua condanna.
Il salto logico è evidente: una visita istituzionale non implica alcuna relazione personale o favoritismo giudiziario. Inoltre, come confermato da fonti attendibili, Angelo Cereda non era direttore della Tenaris, ma ricopriva un ruolo tecnico nell’area Audit.
A smontare ulteriormente la teoria è lo stesso Daniele Cereda, che ha smentito pubblicamente ogni legame con Renzi e ha chiarito che suo padre non ha mai avuto ruoli dirigenziali nell’azienda. Il tentativo di Marcianò di costruire una rete di potere invisibile si basa su connessioni deboli e interpretazioni forzate, tipiche del complottismo narrativo.
E' come se dicessi di essere amico intimo di Max Pezzali perché sono andato ad un suo concerto o mi sono fatto firmare un autografo. Questa è la magnificenza della panzana che ha raccontato.
⚖️ La condanna: stalking e diffamazione
Il 14 febbraio 2025, il Tribunale di Bergamo ha emesso una sentenza chiara e pesante: Rosario Marcianò è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per i reati di diffamazione aggravata e stalking ai danni di Daniele e Angelo Cereda. La condanna include:
💰 Un risarcimento immediato di €15.000 alle parti civili
⚖️ Il pagamento delle spese legali per €3.000
📜 Una provvisionale esecutiva che rende la sentenza immediatamente applicabile
Durante il processo, Marcianò ha sostenuto di essere vittima di un sistema manipolato, ma il giudice ha riconosciuto la gravità delle sue azioni, che si sono protratte nel tempo con modalità persecutorie. La sua difesa, affidata inizialmente all’avvocato Alessandro Fusillo e poi passata a un legale d’ufficio, non è riuscita a ribaltare l’impianto accusatorio.
Questa condanna si aggiunge a una lunga lista: Marcianò è già stato riconosciuto colpevole per diffamazione contro Silvia Bencivelli, Valeria Solesin e risulta imputato per minacce contro l’inviato de Le Iene, Gaston Zama. Il suo curriculum giudiziario non lascia spazio a dubbi: non si tratta di un perseguitato, ma di un recidivo.
📌 Conclusione personale
Da osservatore curioso, mi colpisce come ogni condanna venga reinterpretata da Marcianò come “censura di regime”. Ma quando le accuse si basano su eventi pubblici, ruoli aziendali e foto di conferenze, e ignorano completamente la sostanza dei reati, non si tratta più di opinioni — si tratta di negazione della realtà.
A seguito di tutte le condanne e risarcimenti, e con il calo della sua popolarità in ambienti complottisti, deve aver finito i fondi, come suggerisce il passaggio al legale d'ufficio in corsa durante il processo.
Dovrebbe darsi una calmata: non ha più tanti seguaci disposti a far sbocciare il portafogli per finanziare le sue beghe giuridiche.

Il komandnate mi fa venire in mente il detto antico:
RispondiEliminaGli dei confondono coloro che hanno deciso di perdere.
Non lo conosco, che significa?
EliminaChe chi è destinato alla rovina ha le idee sempre più confuse...E il nostro komandante sembra aver sempre più voglia di andare in rovina.
RispondiEliminaForse ha capito che è il suo destino e non si ribella alla sua fine
EliminaI vetri su cui strakPUPPA si sta arrampicando senza ventose sono sempre più unti... Ho anche l'impressione che la sua raccolta fondi per pagarsi le spese legali stia facendo un fiasco clamoroso, e che anche attingere allo stipendio del fratello acconguagliato non basti più. Lo aspetto al varco quando ci sarà il processo per diffamazione intentato dai parenti della Solesin: la sua tentata arrampicata su vetri ben oliati avrà sicuramente qualcosa di spettacolare!
RispondiEliminaAnche i gonzi finiscono i soldi, sono dieci anni che gli sganciano soldi...
EliminaForse è per quello che sta esagerando sempre di più: sente la merda arrivargli sotto il naso, ma così peggiora solo la situazione
Già, e va detto che perfino i cazzari della sua stessa risma lo stanno lasciando solo (topi che scappano dalla nave che affonda, eh?).
EliminaAuditor, direttore, ... cosa volete che sia?
RispondiEliminaDetto da uno che leggendo il mio profilo LinkedIn ha capito che "IT Project Manager at Roche" vuol dire che ho un'azienda che si chiama "IT Project Manager at Roche"...
Hahahahahahahahahaha
EliminaHo appena sentito in una web radio che consigliava di comprare schede video con le "pipeline" a raffreddarle perché così non rilasciavano "gas nobili".
Le pipeline servono a fare dei calcoli, non a refrigerare...