Passa ai contenuti principali

Incompatibilità di carattere: vassallo fuori dal meta – cronaca e aggiornamenti fino al 2025

Nel 2016 il suo nome era ovunque: Valerio Vassallo, attivista vegano e cofondatore del movimento animalista Meta, era diventato famoso per le sue posizioni radicali, le sue uscite mediatiche contro la medicina tradizionale e per aver dichiarato che avrebbe disconosciuto la madre se si fosse curata con farmaci testati su animali. Ma la sua parabola pubblica è stata breve e turbolenta. E oggi, a distanza di anni, la domanda è: che fine ha fatto Valerio Vassallo?

📉 Dall’attivismo al pronto soccorso: la lite con l’ex compagna

Tutto è iniziato nel luglio 2016, quando Vassallo è finito al centro di una colluttazione con la sua ex compagna e alcuni suoi amici. Secondo la versione della donna, lui sarebbe uscito di casa brandendo una spranga, colpendo di striscio lei e ferendo un amico, prima di cadere e ferirsi alla testa. Vassallo ha sempre sostenuto di essere stato aggredito.

Il fatto ha avuto un’eco mediatica anche per l’apparente contraddizione: l’uomo che si era detto contrario a ogni forma di medicina convenzionale si era recato al pronto soccorso per farsi curare. Un dettaglio che ha fatto discutere, soprattutto tra chi lo aveva sostenuto per la sua “coerenza etica”.


Fotografia di Valerio Vassallo ricoverato al pronto soccorso dopo la collutazione con la sua ex ragazza e alcuni suoi amici
Valerio Vassallo al pronto soccorso

🚨 L’arresto per stalking e l’espulsione dal movimento

Pochi mesi dopo, a settembre 2016, Vassallo è stato arrestato con l’accusa di stalking nei confronti della sua ex compagna. Secondo le indagini, avrebbe continuato a perseguitarla con appostamenti e telefonate minatorie. A quel punto, anche il movimento Meta ha preso le distanze da lui, dichiarandolo “incompatibile” con i valori di non violenza del gruppo.

🥊 La condanna per aggressione a un cacciatore

Nel 2024, Vassallo è tornato alla ribalta per un altro episodio: è stato condannato a 4 mesi di carcere per fatti risalenti a 3 anni prima.

In compagnia di alcuni "attivisti" biellesi ha intercettato e inseguito un cacciatore, secondo loro "bracconiere di fagiani". L'uomo vedendosi aggredito è scappato rifugiandosi in un allevamento di sua proprietà, ma Vassallo e gli altri "attivisti" lo hanno inseguito. La situazione è degenerata in una colluttazione, e il cacciatore ha sporto denuncia per lesioni personali.

Negata la "Giustizia riparativa", cioè la possibilità di incontrare la vittima in contesti protetti per annullare il reato, è stato prima condannato a 6 mesi poi rivisti in 4 mesi di condanna.

🧠 Quando il pacifismo diventa aggressivo

Il caso di Vassallo è emblematico di una contraddizione che attraversa alcuni movimenti radicali: professare la non violenza, ma agire con modalità aggressive. È un paradosso che si ripete in vari contesti, dove l’ideologia — anche se nata da buone intenzioni — finisce per giustificare comportamenti estremi.

🔍 Che fine ha fatto Valerio Vassallo?

Ad oggi, Vassallo non risulta più attivo pubblicamente né nel movimento Meta né in altri contesti noti. Dopo la condanna del 2024, il suo nome è scomparso dai radar mediatici. Nessun canale ufficiale, nessuna nuova iniziativa. È probabile che abbia scelto — o sia stato costretto — a ritirarsi dalla scena pubblica.

📌 Conclusione: il caso Vassallo come monito

La storia di Valerio Vassallo non è solo una cronaca di caduta personale. È anche un’occasione per riflettere su quanto sia facile per alcuni movimenti perdere il contatto con la realtà, trasformando ideali nobili in dogmi rigidi. E su quanto sia importante distinguere tra coerenza etica e fanatismo ideologico.

Fonti e approfondimenti:

Commenti

  1. Oh mamma.... io mi sono sempre chiesta come fanno questi che rifiutano questo è quell'altro...
    Poi nel momento del bisogno come si comportano?

    RispondiElimina
  2. Oh mamma.... io mi sono sempre chiesta come fanno questi che rifiutano questo è quell'altro...
    Poi nel momento del bisogno come si comportano?

    RispondiElimina
  3. L'ipocrisia regna sovrana in quelle organizzazioni che si definiscono contro a questo, quello e quell'altro finché le disgrazie non capitano a qualcuno dei loro membri.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I vegani che indottrinano i bambini

Le pratiche di indottrinamento e il lavaggio del cervello dei figli di vegani si sprecano. Non risparmiano neanche bambini in tenerissima età. Ovviamente tale cosa è a dir poco disgustosa e assolutamente ingiustificabile, soprattutto se si considera il risultato. Schierati contro la salute, contro il progresso e contro la speranza di essere guariti. Il teatrino del grottesco odierno proviene dalla tastiera del vegano Valdo Vaccaro:

Vegan: setta da evitare

Ormai ho scritto diversi post che smascherano i fanatismi e le menzogne di quella piccola parte della popolazione che risponde al nome di vegan, o vegani. Ma stavolta voglio sottolineare alcune cose sconcertanti riguardo alcuni gruppi di loro.

Gli animalisti ci vogliono tutti morti

Non è un'esagerazione, e chi segue la faccenda da tempo già lo sapeva, ma ora esiste anche un precedente: purtroppo è morto di infarto Roberto Gerardi , un circense del circo di Praga, a seguito delle solite minacce e ingiurie animaliste che sono degenerate in un litigio fra Roberto ed i facinorosi.