Se ne sentono di tutti i colori a riguardo queste "intelligenze artificiali", ma la cosa che più mi fa sorridere è vedere ogni tre per due un "ex ingegnere IA" che, manco fossero tutti fatti con lo stampino, si licenziano e "avvertono il mondo" della pericolosità delle IA. Cicciano fuori più puntuali di un cucù dall'orologio a pendolo e l'ultimo in ordine cronologico al momento in cui scrivo ha addirittura sparato grosso: le ia ci uccideranno tutti, entro 10 anni!
Le "intelligenze artificiali" non sono intelligenti
Partiamo subito con le cose principali: le cosiddette "intelligenze artificiali" in realtà non sono affatto intelligenze artificiali, sono dei semplici modelli che INDOVINANO secondo calcoli PROBABILISTICI quello che ti devono rispondere/mostrare. In inglese si chiamano Large Language Model e danno l'idea di essere "intelligenti" o "sapere" unicamente perché "addestrate" con immense quantità di dati.
Dati che hanno raggranellato per tutto il MONDO. Esatto: le "IA" ormai hanno letto tutto, visto tutto, sentito tutto. E questo è un punto fondamentale per comprendere perché non diventeranno Skynet, e nemmeno le macchine di Matrix.
Questo tipo di modelli esistono, tieniti forte, sin dagli anni '70 e venivano eseguiti sulle macchine dell'epoca. Quelle con gli schermi a fosfori verdi, se mai c'è qualcuno che li ha visti di persona.
Ma non solo, c'era un programma universitario che poi ha fatto strada e per decenni ha ricevuto finanziamenti pubblici, di miliardi, e si è concluso con un nulla di fatto, ma non voglio divagare troppo sennò finisce che scrivo un romanzo.
Quello che voglio sottolineare è come la "IA", specialmente quella generativa, non è intelligente e l'esempio perfetto ce lo ha dato la "IA tutta italiana" Emma. Ce la ricordiamo Emma, si? Beh ecco qualche screen che ho raccolto in giro per internet per rinfrescarci la memoria:
Il grande pregio di questo modello è di dimostrare nudo e crudo come in realtà questi modelli funzionano, appunto come dicevo prima tirando a indovinare le parole.
Il limite di Emma era l'esiguo database, si parla di 500 milioni e rotti di linee di comando (o qualcosa del genere) mentre le IA che conosciamo tutti hanno migliaia di miliardi di comandi.
E questa povertà la si nota nelle risposte.
Ma non facciamoci trarre in inganno: risposte simili le hanno date anche le IA più blasonate, e non molto tempo fa. Uno youtuber ha letteralmente avviato il suo canale facendo domande a Chat-GPT.
Una delle più famose: devo lavare la macchina e l'autolavaggio è a soli 50 metri da casa, vado in macchina o a piedi?
Risposta: meglio andare a piedi vista la distanza esigua.
Si ma come lavo la macchina se la lascio a casa?
Non solo risposte fantasiose: le "IA" soffrono di "allucinazioni", cioè si inventano cose di sana pianta.
Appunto perché non sono veramente intelligenti, e mai lo saranno!
Negli ultimi anni sono migliorate tantissimo, tanto che molti dicono "Will Smith che mangia spaghetti è migliorato tantissimo in pochi anni, immagina cosa potranno fare fra 10 anni!"
In realtà non funziona così, come dicevo prima ormai gli LLM hanno fagocitato tutto il sapere umano finora prodotto.
Per migliorare del 4% il modello, il 4%, è servita una potenza computazionale (hardware insomma) e un dispendio energetico superiore di almeno il 20% rispetto prima. Insomma questi modelli hanno raggiunto il plateu: qualsiasi miglioramento è antieconomico.
E quel 4% di miglioramento lo vogliono, lo bramano: fino all'anno scorso la migliore IA generava errori, allucinazioni o inesattezze nel 94% delle volte. Esatto, solo il 6% di quanto prodotto dalle IA era privo di fesserie. E le altre erano pure peggio!
Del resto basta guardare le immagini generate dalla IA per rendersi conto di come si, a prima vista sembrerebbero pure molto buone, ma osservandole un secondo di più iniziano a vedersi magagne sopra magagne.
La mia esperienza diretta con le IA
Prima di riprendere a scrivere ho provato a "recuperare" il sito, e credevo che "svecchiando" gli articoli avrei avuto più probabilità di ritornare al traffico dai motori di ricerca di un tempo.
Vista la mole di lavoro, e per non "rifare gli stessi errori", ho usato una IA generativa per "migliorare" i miei testi.
Qualcuno se ne sarà accorto sicuramente del fatto, non mi importava molto di tenere il mio stile perché "non funzionava", quindi vedere i testi più "informali" inizialmente gli dava una connotazione che mi era pure piaciuta. Sembrava quasi professionale!
Peccato che nel giro di pochi mesi mi sono accorto di come in realtà passavo più tempo a litigare con la IA: ogni volta dovevo dargli una sfilza di comandi lunghissima per evitare che facesse come gli pareva e piaceva, e continuava a fare quello che gli pareva e piaceva!
Gli chiedevo un testo di almeno 600 parole? Rigurcitava una roba di 240 e diceva "eccoti il testo di 600 parole!".
E quello è ancora nulla! Andavo a rileggere un testo e mi accorgevo che la IA aveva completamente stravolto il senso di quello che avevo scritto all'inizio, cioè ha completamente ribaltato la situazione (cit), oltre che aggiungendo errori madornali.
Per non parlare della sfilza di "fonti autorevoli e verificate" che vomitava. Una volta ne ha generato 15 per un articolo, e io per la fretta non ho nemmeno verificato. 15 link inesistenti a 15 argomenti che nemmeno erano mai esistiti!
Risultato? Mesi persi dietro quella roba, e dovrò passare molti altri mesi a ripristinare i miei vecchi testi perché il risultato della IA non mi piace comunque. Se il mio stile non funziona pazienza, ma meglio di quella schifezza là!
E non parlo di testi generati da zero, ma di articoli che già avevo scritto e chiedevo di arrangiare per essere più leggibili e appetibili anche per i motori di ricerca!
Le panzane di Sam Altman
Recentemente Sam Altman l'ha sparata grossa: la sua IA ha raggiunto l'AGI!
Ah meraviglia! Ah milioni di articoli di giornale e di video di "influencer", telegiornali ed esperti giù a disquisire le implicazioni e i pericoli della cosa!
Ma quale AGI, che sta per Artificial General Intelligence cioè intelligenza VERA, se per far andare uno di quei modelli devono usare quattordicimila schede grafiche di ultima generazione e otto litri di acqua per generare una schifezza che non sta né in cielo né in terra!
Negli States i datacenter, quegli enormi complessi industriali che elaborano le richieste alle IA, stanno facendo disastri ambientali ed economici da paura. Dove ne costruiscono uno le bollette di acqua e corrente schizzano alle stelle.
L'acqua perché ne usano quantità industriali, la corrente benché utilizzino generatori a diesel (tanti!) perché devono fare dei lavori nelle infrastrutture energetiche, e chi le paga se non il comune cittadino in bolletta?
Il fatto è questo: per quello che sono i modelli che oggi chiamano IA non potranno MAI diventare realmente intelligenti. Mai. Non c'è storia. Non si parla nemmeno delle probabilità di vincere al superenalotto o di un nuovo avvento del Messia, qua si parla di credere che una patata possa essere trasformata in un maiale volante!
Il plateu
Altro fatto molto importante che ho solo accennato prima: le IA hanno ormai fagocitato TUTTO il sapere umano. Molti, ormai alla disperazione, stanno comprando libri antichi e rari per darli in pasto al loro programmucolo dal basso valore per poi buttarli al macero (esatto, stanno distruggendo secoli di storia per profitto, e li lasciano fare), questo perché ormai non c'è più niente da fargli "imparare".
Ora penserai: si ma su internet molti scrivono e pubblicano video tutti i giorni, possono imparare da quello! Eh, quasi. Nel mio caso si: ogni giorno centinaia di bot vengono a rubare i miei testi per darli in pasto alle IA (senza pagare un centesimo, come tutto il resto, ma il copyright non è nemmeno il problema principale). Ma ormai da tempo i contenuti generati con la IA sul web superano la metà di tutti quelli pubblicati.
Hai capito bene: ormai oltre metà dei contenuti pubblicati su internet sono generati con la IA.
Eh vabbè, sempre materiale nuovo è, starai pensando.
E invece no, perché addestrare una IA con lo "slop" (sbobba) generata dalla IA è molto più difficile e genera ancora più errori e allucinazioni.
Investimento non produttivo
Molte aziende sono saltate sul carro della IA, principalmente per evitare di perdere valore in borsa visto che a quanto pare i milionari e gli investitori sono tutti una massa di deficienti che non sa di trovarsi di fronte una delle truffe più grandi della storia (un po' come la bolla dei tulipani), e stanno spendendo tantissimi soldi.
Tralasciamo il fatto che stanno licenziando gente "per sostituirle con la IA" quando in realtà licenziano per avere liquidità e basta, anche quello è uno strizzare l'occhio al milionario inebetito di turno, questi stanno spendendo tantissimo in "token" ogni anno e non hanno visto nessun ritorno.
Esatto: il 90% delle società che hanno implementato le IA non hanno visto il loro fatturato crescere a fronte degli investimenti.
Zero, nisba. Investire in IA non serve ad un tubo!
L'unico risparmio è evitare di pagare attori e doppiatori schiaffando in faccia al pubblico pubblicità visivamente schifose pensando che siamo tutti inebetiti come gli "investitori" e ci piaccia qualsiasi cagata vediamo. Io come vedo pubblicità fatta con la IA, specialmente da aziende multimilionarie, schifo e boicotto. Vogliono risparmiare quanto, 2000 euro per non pagare un attore? Per una pubblicità passata in televisione che gli costa centinaia di migliaia di euro? E allora attaccati al razzo, io non ti compro niente!
Ma sto divagando: questo 90% non è il peggiore dei casi. Eh no!
Questo è il migliore dei casi! Si, buttare nel cesso milioni di euro/dollari in IA è il migliore dei casi, perché nel peggiore dei casi distrugge completamente l'azienda.
Non parlo di quelle aziende che si sono trovate tutto il database, cioè in pratica l'azienda stessa, cancellato nottetempo dalla IA perché pensava fosse bello, parlo di grosse aziende che hanno sostituito i lavoratori con la IA e se ne sono pentiti amaramente:
Klarna, quelli che ti fanno un prestito per comprare una roba da 10 euro su eBay da pagare in tre rate, ha sostituito l'assistenza clienti con un bot IA. Dopo qualche mese stavano affondando, perdevano clienti a manetta, tutta colpa del bot IA che dava risposte assurde e rendeva comunicare impossibile. Sono tornati indietro strisciando e con la coda tra le gambe e hanno riassunto i dipendenti.
Duolinguo ha preso una mazzata storica, perché ha licenziato il 10% dei suoi "relatori" o come diavolo li chiamano, i personaggi che creano le lezioni in pratica. A parte che ormai sono tutti woke assunti con le quote DEI perché ogni lezione invece di insegnarti qualcosa ti schiaffava in faccia qualche fisima di quella gente, le lezioni generate con la IA sono ancora peggio: pattume totale, peggio della "sbobba", ma a parte il calo di qualità a far infuriare la gente è stata l'intenzione di sostituire le persone con la IA.
Hanno preso tante di quelle batoste che hanno cancellato i loro canali social, ben oltre i sei milioni di follower, e perso milioni di utenti.
Nessuno vuole essere sostituito da un programma che genera slop, sbobba.
I lavoratori vanno in burnout
E i discorsi de "l'IA è uno strumento che aiuta le persone"?
Eh, si, in parte, molto limitatamente. Perché i lavoratori che usano la IA dopo pochi mesi si accorgono (come me, stessa identica cosa) che in realtà non funziona un benemerito tubo.
Ad esempio il "coding": sembra funzionare, ma in realtà nasconde dei difetti che prima o dopo si faranno sentire, e lì è un casino risolvere tutto perché primo non hanno scritto loro il codice e non sanno dove guardare, secondo il 96% di "allucinazioni" colpisce e colpisce duro.
Risultato? I lavoratori devono prima usare la IA, poi leggere il risultato, correggerlo e testarlo.
Finisce che fanno il doppio del lavoro. Tutto mentre ci si aspetta da loro il doppio dei risultati che faceva prima perché "l'IA ti sta aiutando"
Non lo dico io, è così.
Ma se vai su Youtube e leggi i commenti troverai decine di persone che affermano che nella loro azienda i lavoratori semplicemente ignorano la IA e continuano a lavorare come prima, perché tanto la IA fa perdere tempo più che guadagnarne.
La cecità degli "investitori"
E questi milionari si stupiscono pure che alla gente la IA non piaccia! Perché a Sanremo hanno passato quella ridicola e imbarazzante rassegna degli spettatori "trasformati in papere" da una IA?
Perché volevano mostrare di cosa sono capaci! E pensavano pure che la gente si sarebbe stupita! Eh che meraviglia diventano papere che cambiano ogni battito di ciglia! Eh che bello adesso ha tre braccia adesso ne ha cinque!
E invece li hanno perculati, tutti. E giustamente anche.
Insomma per concludere: la cosìddetta IA non è skynet, non ci distruggerà (o almeno, non direttamente, è una bolla speculativa di proporzioni mai viste prima), e non siamo vicini ai robot senzienti della fantasia. Anzi ne siamo parecchio lontani.
Ma a quelli non interessa. A quelli hanno promesso di "fare a meno dei dipendenti" e subito si sono pisciati sotto dalla felicità. Non gli è sembrato vero, e le migliaia di miliardi sono volati come coriandoli. Dalla stessa gente che non paga gli stipendi perché "c'è crisi!".
Ma andassero a f... và.
Ma a parte questo, veramente vogliamo distruggere il pianeta, l'economia (già pachiamo RAM e SSD otto volte più di prima per questi maiali) e tanto altro per generare fotografie di donne nude con le mani che si sdoppiano (con gli arrapponi nei commenti che non si sono accorti di niente, fatto realmente accaduto) e pubblicità che fanno schifo?
I commenti sono riaperti!
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