Cos’è l’obsolescenza programmata?
L’obsolescenza programmata è una strategia industriale in cui un prodotto viene deliberatamente progettato per avere una vita utile ridotta, incentivando i consumatori a comprare nuovi modelli. Questo fenomeno si osserva spesso nel settore tecnologico, dove dispositivi elettronici sembrano perdere prestazioni nel tempo.
Diversi studi hanno mostrato come smartphone, laptop e altri dispositivi elettronici inizino a funzionare in modo meno efficiente dopo pochi anni di utilizzo, con batterie che si degradano rapidamente e aggiornamenti software che ne influenzano la reattività.
Il caso Apple: cosa è successo?
Nel 2017, Apple ha ammesso di aver rallentato alcuni modelli di iPhone tramite aggiornamenti iOS. Secondo l’azienda, la decisione era motivata dalla necessità di preservare la durata della batteria, evitando spegnimenti improvvisi. Tuttavia, molti utenti hanno visto questa pratica come un tentativo di spingere all’acquisto di nuovi modelli.
Prove e reazioni del pubblico
Test indipendenti hanno dimostrato un calo delle prestazioni dopo gli aggiornamenti.
Diverse class action contro Apple hanno portato a risarcimenti per milioni di dollari.
Apple ha introdotto una funzione di gestione della batteria in iOS per dare agli utenti più controllo.
I consumatori si sono lamentati sui social media e nei forum tecnologici, esprimendo frustrazione per il fatto che dispositivi ancora funzionanti venivano penalizzati da aggiornamenti software non reversibili.
Conseguenze legali e impatto sul mercato
La vicenda ha generato cause legali in diversi paesi, da Stati Uniti a Francia, e ha danneggiato la reputazione dell’azienda. In risposta, Apple ha offerto sostituzioni della batteria a prezzi ridotti e ha migliorato la trasparenza sugli aggiornamenti software, includendo opzioni che permettono agli utenti di decidere se applicare determinate modifiche alle prestazioni del dispositivo.
Inoltre, il caso Apple ha aperto la strada a nuove normative in diversi paesi che impongono maggiore trasparenza sulle politiche di aggiornamento e sulla durata dei prodotti.
Come evitare i rallentamenti dello smartphone
Se il tuo iPhone sta diventando più lento, prova questi suggerimenti:
Sostituisci la batteria se il dispositivo è vecchio, invece di comprare un nuovo telefono.
Evita gli aggiornamenti immediati su modelli più datati, attendendo il feedback di altri utenti.
Gestisci le app in background e libera spazio di archiviazione per migliorare le prestazioni.
Ottimizza le impostazioni di sistema, disattivando funzionalità non necessarie che consumano risorse.


Non è più la mela morsicata di Jobs. E io l'iCoso non me lo sono mai comprato nemmeno in tempi meno sospetti: trovo telefoni della concorrenza perfettamente equivalenti a metà (se non meno) del prezzo. Sai com'è: puoi ingannare poca gente per un po' di tempo o tanta gente una volta o due - la mela morsicata sta tentando di ingannare tutti per l'eternità, e adesso comincia a subirne le conseguenze.
RispondiEliminaC'è gente che li considera i migliori telefoni sul mercato.
EliminaSono ben ottimizzati, certamente, almeno finché son nuovi e non devono spremere come limoni i clienti, però sono sempre indietro, costano troppo e non ti fanno nemmeno usare un caricabatterie compatibile: devi comprare il loro a novanta euro quando lo trovi a 5 o 10 di altri.
Ma non sono i migliori, di buono hanno fatto gli iPod, e da quelli hanno esteso a tutto il resto dei prodotti. Effetto alone da manuale
E' proprio così. Pesare che anche la crociata contro il plugin Flash fu iniziata da Jobs con scopi legittimi, ma inquinati dalle sue falsità: proteggere i profitti dell'apple Store, che tassa del 30% e può censurare contenuti avanzati.
RispondiEliminaCrociata sulla quale sono subito saltati i giganti, che non potendo mettere il naso dentro del bytecode, hanno costretto gli sviluppatori a tornare indietro di 20 anni, facendo abboccare le greggi dell'It (anche l'IT va per mode a manipolazioni mascherate da scelte), al miraggio degli "open standards". Che sono aperti soprattutto al lungo naso di Facebook e Google.
E ora, distrutti i plugin (anche Java, Unity, ecc. mica solo Flash), finalmente Google può sapere tutto quello che facciamo nel suo browser.
Incredibile come le masse credano agli oracoli del turbocapitalismo. D'altronde, nell'era del Dio Denaro, chi ne ammassa grandi quantità diventa un profeta.
Complimenti per l'articolo, una bella analisi, e hai colto nel segno.
Google se devo essere sincero mi sta deludendo parecchio ultimamente, ne stanno scazzando una dietro l'altra
EliminaCome è possibile, un NAS che non si può espandere?
RispondiEliminaMa è tutto il contrario di quello per cui sono stati creati i NAS...
Comunque si, le mode e le stronzate sono ovunque e non solo in tecnologia, ma certe volte qualcuno esagera e veramente tanto
L'ho appena trovata sul sito della Apple...
RispondiEliminaQuello da 3 giga costa quasi 500 euro