Un guru delle cure alternative, Arturo Villa, è morto mentre in migliaia lo seguivano per le sue teorie "indipendenti" sulla cura del cancro, a base di clisteri di caffè e ceci crudi conficcati nella pelle. Di cosa è morto? Di cancro. Tale notizia ha fugato ogni dubbio sulla efficacia dei suoi metodi, ma molti dei suoi seguaci hanno preso il fatto in controtendenza affermando che la sua morte prova che i metodi funzionano.
Arturo Villa aveva scoperto il suo carcinoma epatico nel 2012, e i medici gli avevano dato al massimo pochi mesi di vita, così lui è tornato a casa, ha rifiutato la chemioterapia per via degli effetti collaterali e ha iniziato a sperimentare ogni panzana esistente sulla cura dei tumori.
Metodi e "cure" poco ortodossi a dir poco
"Sto guarendo dal cancro"
Dissonanza cognitiva
Se qualcuno che sostiene di star guarendo da un tumore muore stroncato da quello stesso tumore, allora i seguaci delle "cure alternative" prendono tutto come prova che le cure funzionano.
Credo sia andata proprio così:
Tizio 1: "O guarda, questa lista di cose curano dal cancro! Le sto provando tutte e sto guarendo!"
Tizio 2: "Si bravo!"
*tizio 1 muore di cancro*
Tizio 2: "LE CURE FUNZIONANO!"
Ma funzionano cosa, non lo vedi che è morto? E due.
"Si ma ha campato quattro anni quando la diagnosi era di pochi mesi!!!"
Prima sostengono che i medici non capiscono un tubo poi magicamente, o meglio quando gli fa comodo, per loro fanno predizioni precise al 100% e sono la bocca della verità.
Ecco, questa si chiama dissonanza cognitiva: credere contemporaneamente a due cose che si contraddicono fra di loro.
La tragedia della morte di Arturo poteva almeno essere una testimonianza di come le "cure alternative" non sono altro che fumo negli occhi, o peggio un dirottamento del malato da cure che potrebbero salvarlo. Ma anche stavolta i ciarlatani del web hanno rigirato la frittata.
Conclusione
Ricordo, per chi se lo fosse perso, che grazie a prevenzione e nuove terapie la percentuale di sopravvivenza da cancri media è salita circa a oltre il 50%. E si stanno sperimentando nuove terapie che promettono molto bene. Come può ficcarsi ceci nelle ginocchia sembrare una valida alternativa a tutto questo?
