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Obesità, salute e rappresentazione nei media: il caso Gillette e la campagna slay the day

Negli ultimi anni, il dibattito sulla rappresentazione dei corpi nei media ha assunto una dimensione consideverole. Il movimento body positivity ha avuto il merito di ridurre lo stigma verso le persone sovrappeso. Ma quando l’inclusività diventa marketing, e la salute viene sacrificata sull’altare della visibilità, il messaggio rischia di diventare fuorviante. Un esempio emblematico è la campagna pubblicitaria di Gillette Venus, che ha scelto come testimonial una modella "plus-size" per promuovere i suoi rasoi. Il messaggio era chiaro: “Tutti i corpi sono belli”. Ma la reazione del pubblico è stata tutt’altro che unanime. Alcuni hanno applaudito la scelta, altri hanno accusato l’azienda di glorificare l’obesità e di promuovere uno stile di vita poco sano.