lunedì 23 luglio 2018

Attivissimo, tu quoque?

Da poco nel blog "Il Disinformatico" del noto Paolo Attivissimo ha fatto capolino un articolo che ha attirato a sé numerose critiche. L'articolo in questione prende in esame un'immagine che ha ormai fatto il giro del mondo che mostra in linea teorica quanta superficie di pannelli solari serve ad alimentare i bisogni energetici dell'intero pianeta.

Le critiche al debunker per eccellenza non hanno tardato ad arrivare, sia nella sua sezione commenti sia nelle varie condivisioni su facebook.
Principalmente perché produrre energia con i pannelli non è così semplice, ci sono diversi fattori da tenere in mente come l'inquinamento, la notte, le giornate nuvolose eccetera eccetera eccetera (in ogni caso i commenti al blog sono pubblici eh).
Il punto sull'inquinamento (mosso in qualche commento su facebook) potrebbe non essere pertinente, perché si parla di solare termico e non fotovoltaico. Non contiene gli inquinanti difficilmente smaltibili dei pannelli fotovoltaici, anche se le nuove tecnologie si stanno muovendo e hanno creato pannelli privi di inquinanti qualche anno fa, forse devono ancora essere immessi nel mercato.

C'è anche il fatto che un megaimpiantone nei deserti africani sarebbe un'opera praticamente impossibile da applicare, ma nell'articolo (non so se modificato in seguito o se la critica è partita random come si era criticato l'immagine applicando gli stessi concetti) il buon Paolo parla di una serie di impianti sparsi per il pianeta, non un singolo impianto gigantesco nel deserto del Sahara. Anche se un problemino tecnico rimarrebbe...
L'immagine aggiornata da Attivissimo, come una superficie da coprire realistica. Grande quanto Italia e Francia messe assieme.
Resta comunque da fare questa considerazione: creare un milione di km quadrati di centrali fotovoltaiche non è esattamente "ecologico". Prima di tutto bisogna trovare una sistemazione, perché occupare superfici grandi quanto delle metropoli crea sicuramente un impatto ambientale mostruoso e incalcolabile, anche se si costruisse nel deserto:
E' stato fatto negli USA, in California, nel deserto del Mojave. Dopo aver spostato altrove una specie di tartaruga protetta (con ovviamente dei costi e emissioni) hanno costruito il mega impianto solare termico che alimenta 140 mila abitazioni, 300 mila specchi grandi ognuno come la porta di un garage.
L'effetto inaspettato è che vengono uccisi forse fra i 28 mila e i 10 mila uccelli ogni anno: quando passano sopra l'impianto i riflessi e il calore generato dall'impianto li cuoce letteralmente in volo, e questi cadono con una scia di fumo come macabre comete di morte.


Fra l'altro questa centrale ci mostra che c'è dell'altro... perché forse un milione di km quadrati di superficie di pannelli solari produce il fabbisogno del pianeta... ma sono tutti appiccicati uno all'altro oppure di fatto una centrale di quel tipo occupa parecchio più spazio?
La risposta è no, e basta cercare fotografie di ARGO, la centrale solare termica del Marocco:


Insomma, anche se è "energia pulita" si sta comunque occupando una superficie di terreno gigantesca, e secondo le stime di Attivissimo stesso servono mille km quadrati in tutto il mondo SOLO di pannelli, che a conti fatti sono inferiori alle reali necessità di un impianto completo, con un impatto ambientale comunque inimmaginabile, anche in terre desertiche come abbiamo visto.

Che è l'habitat di specie animali e vegetali anche a rischio estinzione (i cactus) e credere il contrario è abbastanza ingenuo, troppo ingenuo, a fronte di risultati già osservati.
E dubito che costruire sulle dune sia anche solo lontanamente immaginabile.




Il buon Paolo conclude che il progetto è però fattibilissimo anche se titanico, basta volerlo fare.
Se si spendono migliaia di miliardi in spese militari "per addestrare gente ad ammazzare e costruire bombe nucleari" si può maturare e iniziare a costruire delle eco mostruosità in nome dell'ecologia (si lo so, è un controsenso), ed è qui che è scaduto sul serio, dal mio punto di vista.

Dovremmo forse rimanere deboli ed indifesi in mezzo alla giungla mondiale?
Ora non so se veramente si stanno producendo nuove bombe nucleari o meno (in teoria si sta puntando al disarmo, ma qui sono totalmente ignorante) ma per il resto dovremmo permettere a terroristi o criminali di avere la meglio perché difendersi "è uno spreco di denaro"?
No, seriamente, a parte il calcolare quanta superficie totale serve in realtà, il famoso milione di km quadrati, ha condito l'articolo con delle vere e proprie baggianate, mi dispiace dirlo.
Si fosse limitato alla filosofia iniziale del "debunkiamo la credenza che se si volesse alimentare tutto a solare ci vorrebbe una superficie più grande delle terre emerse" o giù di lì, non ci sarebbe stato proprio niente da ribattere a riguardo.

Ma le mega centrali solari non sono sostenibili, pensare di coprire una superficie di terreno maggiore di Italia e Francia messe assieme (chissà quanto maggiore contando che una centrale non occupa ogni singolo metro con pannelli) non è ecologicamente sostenibile, nemmeno a spezzettarle qua e là e in zone che sembrano "adatte" come i deserti, perché anche nei deserti c'è vita, i deserti sono habitat naturali, estremi ma a cui alcune specie si sono adattate.

Per rendersi conto della proporzione della cosa basti pensare che nel 2010 si stimava che mondialmente la superficie urbanizzata complessiva fosse di 3,5 milioni di km quadrati, vogliamo aggiungere oltre un milione di km quadrati solo per produrre energia?
Nei deserti?
E gli animali che ci vivono? E gli uccelli che ci volano sopra? E le ondate migratorie che magari finiscono dritte dritte in quei veri e propri triangoli delle bermuda infernali?

La verità è che sulle energie rinnovabili c'è ancora tanta ricerca e innovazione da fare, senza fare retorica spicciola sui costi della difesa che lasciano il tempo che trovano.
Purtroppo sulle rinnovabili girano troppi sogni utopistici

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