giovedì 11 gennaio 2018

I falchi di fuoco

No, non è una stramba serie televisiva degli anni '60-'70, è il nome che hanno dato ad una serie di "falchi" per un preciso motivo. Visto che ormai ho scremato circa una cinquantina di SJW triggerandoli con la dura realtà è arrivato il momento curiosità interessanti:

I falchi di fuoco

L'Australia è una terra enorme e famosa per le sue temperature, i koala, i canguri, i boomerang e gli incendi. E sono proprio gli incendi la cosa interessante di cui voglio parlare.
Non tutti gli incendi infatti si scatenano naturalmente, alcuni sono dolosi. Forse molti più di quanto si creda.

Ora a sentire "incendio doloso" il primo responsabile che ci viene in mente è un ritardato mentale con più turbe psicologiche di un SJW fuori dal suo safe space che va a devastare centinaia di ettari di foreste e montagne invece di ficcarsi un grosso peperoncino in culo.



E invece no!
Ci sono alcune specie di volatili, chiamate "falchi di fuoco", firehawks, dagli aborigeni, che quando trovano un incendio scendono, prendono qualche ramoscello infuocato e lo portano da un'altra parte, nel becco o nelle zampe, per buttarlo nelle sterpaglie innescando un altro incendio.
Il motivo sembra essere quello di cacciare facilmente insetti e animali che fuggono da fiamme e fumo.


Il fatto è che noi non lo sapevamo, mentre gli aborigeni lo hanno sempre saputo, forse da decine di migliaia di anni. La notizia non è solo curiosa in sé ma apre diversi scenari di studio.
Uno è che le dinamiche di propagazione degli incendi in Australia del nord possono essere influenzate da questo gruppo di tre distinti volatili, uno un falco vero e proprio e due razze di nibbi (Milvus migrans, Haliastur sphenurus e Falco berigora).
L'altro è che non si sa quando questi rapaci abbiano scoperto il fuoco, potrebbero conoscerlo da tantissimo tempo, alcuni azzardano perfino prima dell'umanità stessa, ma su questo avrei delle riserve.

Il signor Phillip Roberts (ha un primo nome ma è impossibile da ricordare) scrisse nella sua autobiografia nel 1964:
“I have seen a hawk pick up a smouldering stick in its claws and drop it in a fresh patch of dry grass half a mile away, then wait with its mates for the mad exodus of scorched and frightened rodents and reptiles,”

"Ho visto un falco prendere un bastone fumante nei suoi artigli e farlo cadere in una pezza di erba secca (fresh probabilmente è riferito al fatto che non ci fossero ancora stati incendi, NDS) a mezzo miglio di distanza, poi aspettare con i suoi compagni per il folle esodo di lucertole e piccoli roditori bruciati e terrorizzati."

I rapaci durante gli incendi vengono presi da una vera e propria frenesia, come quella delle volpi nel pollaio che ammazzano tutti gli animali anche se poi riescono a portarne via uno solo.
Infatti poi aggiunse:
“When that area was burnt out, the process was repeated elsewhere.”
"Quando l'area fu completamente bruciata, il processo era ripetuto altrove."

Insomma sembra proprio che quei rapaci si procurino cibo in quella maniera, rendendola tutt'altro che un'occasione sporadica.
Infatti non incendiano zone a caso, ma incendiano pezze di erba secca vicine alle rive del fiume o vicine agli spartifiamme create dall'uomo, in modo da poter cacciare molto più facilmente le prede in fuga dalle fiamme. Campo libero, visibilità totale e nessun riparo per la preda, la situazione perfetta per i predatori piromani.

Interessante no?
Ci sarebbe anche da far incazzare quei simpaticissimi personaggi pieni di bile e odio verso i loro simili che urlano "l'uomo è l'unico che distrugge tutto" e aggiungono tanto ciarlare su come siamo gli unici che incendiano, che inquinano e trick e track.
Poi scoprono che ci sono delfini stupratori, gatti che ammazzano per divertimento e falchi piromani e gli va in pappa il cervello.

Fonte 1
Fonte 2
Chi mi chiede le fonti verrà ricacciato nella fogna




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