mercoledì 19 luglio 2017

Belgio razzista espelle 265 italiani poveri

Questa storia è vecchiotta, risale al 2014, ma ho visto che è stata tirata nuovamente fuori come se niente fosse. Si sa che le stronzate populiste sono dei sempreverdi e tirano sempre.
Come da titolo gli antieuropeisti hanno tirato su una polemica assurda riguardo l'"espulsione" di italiani da parte del Belgio:

Espellono gli italiani e ci obbligano ad accogliere gli africani

Il concetto espresso dai bufalari populisti antieuropeisti è questo, senza vergogna proprio:

"LA UE PREDICA ''L'ACCOGLIENZA'' E HA ACCUSATO L'ITALIA DI XENOFOBIA, MA BRUXELLES OGGI HA ESPULSO 265 ITALIANI ''POVERI''"

Ovviamente tutto maiuscolo, il caps lock è il cuggino degli uno undici fra i punti esclamativi.
Ma oltre questo si nota subito dove vogliono andare a parare: "la ue predica accoglienza", ovvio che hanno un problema con chi sbarca in Italia, poi aggiungono "Bruxelles oggi ha espulso 265 italiani "poveri"" poveri fra le virgolette.

"Mentre la Svizzera accoglie tutti in nome della libera circolazione, in Belgio il governo espelle i cittadini dei paesi comunitari che vivono di assistenza sociale."



Che vivono di assistenza sociale? E cosa cazzo ci fanno in un paese che non è il loro a vivere di assistenza sociale? Mi stai dicendo che gli italiani stanno facendo quello si accusa ai migranti africani (spesso a ragione, c'è da ammetterlo, non è che solo perché son neri non hanno difetti) che sbarcano in Italia e che solo perché è fatto dai connazionali va tutto bene?

Fra l'altro nessuno obbliga l'Italia a mantenere chi non ne ha il diritto. Il problema attualmente è che fra burocrazia e lungaggini (ma che novità!) rimandare a casa loro i clandestini che non hanno diritto all'accoglienza è una pratica lunghissima (ci vogliono anni) e costosissima.
I profughi sono una cosa, gli immigrati "economici" un'altra.

Il vero obbligo a mantenere le zecche lo hanno gli stati europei nei confronti dei cittadini europei, ed è pieno (appunto) di italiani (ma anche polacchi, rumeni e bulgari, i polacchi in Inghilterra sono odiatissimi, ad esempio) che vanno appositamente all'estero per farsi mantenere dal welfare (qualche stronzo probabilmente li mischia ai "cervelli in fuga" e dà del coglione a chi rimane, e certo...).
Non per niente molti paesi hanno rivisto il loro welfare nel tentativo di scrollarsi dai coglioni le zecche (fra cui diversi italiani, non troppo pochi ma nemmeno la maggioranza).

Tutto l'articolo non ha senso, paragona due cose completamente differenti (profughi di guerra e chi campa di welfare) lamentando un doppio pesismo che non esiste. Il tutto non sta né in cielo né in terra.

Ci sono delle critiche che si possono muovere senza problemi ai paesi europei: il soccorso in mare è quasi esclusivamente a carico dell'Italia (il contributo UE c'è ma non copre tutto), una volta soccorsi in mare li portiamo nel nostro paese e le procedure di verifica ed eventuale rimpatrio di chi non ha diritto (circa l'80% di chi arriva) sono ugualmente praticamente tutte a carico nostro, così come i centri di accoglienza (dove ci mangiano anche molti disonesti, inculando sia noi che gli immigrati).
E in tutto questo si rifiutano di fare di più, prendendosi gli insulti di Juncker.

Ma il problema è quello e solo quello, che gli immigrati che non hanno diritto di asilo ci rimangano tutto quel tempo sul groppone è dovuto ad un problema burocratico italiano, con tempi e costi che peggiorano la situazione. Se invece di impiegare anni ci impiegassero un mese a verificare le richieste di asilo la situazione non sarebbe così estrema, con i centri di accoglienza stracolmi tanto che li devono mettere in bed and breakfast e simili.
Il problema è diventato insostenibile per Italia e Grecia (forse anche Spagna) quando le ONG hanno preso il posto della marina militare nei soccorsi. Le ONG stanno andando a prendere i migranti vicinissimi alla costa, a volte pare proprio dentro i porti, e gli scafisti hanno iniziato a usare imbarcazioni meno costose e più pericolose, aumentando così di molto il numero di "viaggi", cosa che ha incrementato sia il flusso migratorio sia il numero di morti in mare.

Altra critica movibile alla UE: hanno regolamentato i viaggi delle ONG solo da pochissimo tempo, impedendo viaggi a trasponder spento e "salvataggi" troppo vicini alle coste libiche e in acque territoriali libiche.

Insomma, come intuibile hanno fatto un minestrone gentista senza senso pur di fare la loro propaganda antieuropeista

La notizia delle espulsioni è di un quotidiano svizzero riportata da degli italiani, e mi sa che appunto per la loro posizione l'articolo è piuttosto incasinata.  E non è nemmeno del tutto veritiera, come spiega BUTAC.
In ogni caso quello che c'era da dire l'ho detto.

Anzi no, non ho detto che hanno fatto bene a rimandare a casa i mantenuti da stati altrui del cazzo, bustoni di piscio pigri e infami che danno un'immagine buzzurra del loro paese d'origine.
La dignità se la sono venduta per una birra al bar sport e pretendono pure di essere rispettati.

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