giovedì 2 febbraio 2017

Dire madre in attesa è offensivo secondo la British Medical Association



Ho l'impressione che gli inglesi stiano sprofondando sempre più nel baratro del politicamente corretto... da una parte i fanatici del "non offendere tizio o caio o un'ipotetica chimera incrocio fra un bugbear e un orco" e dall'altra quelli della brexit, l'esatto opposto. Mi domando quale sia l'estremismo che ha influenzato l'altro estremismo... in ogni caso la BMA, british medical association, ha deliberato che è meglio dire "persone incinta" invece di "madre in attesa" perché è offensivo...

Offensivo verso i transessuali

Capita che una donna stia facendo la transizione verso il sesso maschile, capita che la donna rimane incinta e interrompe la transizione per partorire il figlio, sebbene sia legalmente uomo. Ebbene quella donna incinta non è una donna incinta, chiamarla "madre" incinta è offensivo quindi non dobbiamo più chiamare NESSUNA donna incinta in quel modo, altrimenti due o tre trans si possono offendere e il genere umano potrebbe morire in massa sterminato dalla punizione divina.

Peggio usare il termine "donna incinta". Guai! Non solo le donne rimangono incinta oggi!!111!
Ma offendono cosa? Lo spiegano eh, e la cosa è tanto ridicola quanto disgustosa:

"Gender inequality is reflected in traditional ideas about the roles of women and men. Though they have shifted over time, the assumptions and stereotypes that underpin those ideas are often deeply-rooted"

"L'ineguaglianza di genere è riflessa in idee tradizionali riguardo i ruoli di donne e uomini. Sebbene siano cambiate con il tempo, le supposizioni e stereotipi che sostengono queste idee sono spesso ben radicate"

Quindi il fatto che siano le donne a partorire è una supposizione e un pregiudizio. La marmotta che confeziona cioccolato in realtà si identifica in una barca a vela quindi stava ripiegando le vele e non confezionando cioccolato.

Eh si, è un pregiudizio, solo perché UNA persona stava diventando uomo ma ha rimandato l'operazione (legalmente era uomo) per partorire, come accennato prima, quindi sono tutti pregiudizi e transofobia
Una. UNA. 1. ONE. Ein. Ichi.

Una orripilante femmina cis etero bianca privilegiata transofoba che ostenta il suo birth privilege offendendo le donne transessuali che non possono partorire. E magari è anche incinta di un maschio bianco etero cis privilegiato!!111!!!1!!uno!1!!undici!! E magari offende chi ha fatto voto di castità, e offende anche chi non vuole avere figli, e offende anche chi si offende nel vedere coglioni che si offendono.

Ora facciamo una considerazione: le feminazi si incazzano se in un gruppo di centoquarantottomila donne c'è un singolo "maschio bianco etero cis privilegiato" non si dice "ragazze" ma "ragazzi", uno undici centoundici, perché per colpa di uno solo le donne vengono "messe da parte" e "silenziate" come una calibro 9 Beretta e tricche ballacche, polemizzando in nome di un social justice warriorismo che fa cascare i coglioni.
Dall'altra parte però, sempre in nome di un social justice warriorismo che ormai è l'emblema dell'ipocrisia e controsenso, si annulla completamente il ruolo delle madri, delle donne, nella nascita dei pargoli perché UN transessuale, uno eh, ha partorito quando era legalmente uomo ma fisicamente ancora donna.

Ma come cazzo si fa? Come stracazzo si fa a sparare puttanate simili?
Che poi mica è l'unica! Eh, pensavi fosse l'unica puttanata sparata eh!

Non si può dire ascensore per disabili, è offensivo, meglio dire "ascensore accessibile".
Non si può dire maschio o femmina, è offensivo, meglio dire "maschio assegnato o femmina assegnata" (i famosi "cis" che i SJW e feminazi citano spesso).
Non si può dire vecchi, è offensivo, meglio dire "anziani".
Non si può dire cognome, ma nome di famiglia (lol).
"Mankind" e "manpower" (Uomo nel senso essere umano, umanità; e manodopera, in inglese sono mascolini: Man) sono offensivi, meglio dire "humanity" (umanità appunto, nemmeno immagini quanto cazzo mi sto incazzando su sta puttanata...) e "personale", perché è offensivo usare termini maschili, anche se "manpower" è più usato in lavori pesanti dove di donne ne trovi una ogni morte di papa...
E non si devono mettere i titoli di professore, dottore, signora, signore, signorina in un ordine tale da far intuire che ci sia una sorta di gerarchia (gesù cristo).

Io dico una cosa... ok ci sono i transessuali che sono genitori biologici, chiama LORO in modo da non offenderli, non TUTTO IL RESTO DEL MONDO. Ma poi mi domando perché oggi dire la verità è considerato "offensivo", un mondo che ritiene la verità offensiva e cerca di nasconderla è un mondo malato e distorto. Tutti a incazzarsi con la chiesa che voleva mandare Galileo in galera perché secondo loro la terra era piatta e oggi tutti che non vogliono chiamare le donne incinte donne incinte perché altrimenti chi è fisicamente donna ma non psicologicamente si offende...
E chiamano tutto questo "progressismo".

Non ho nulla contro i transessuali, ma immagino che finché rimangono fisicamente uomini o donne possono anche comprendere di ESSERE FISICAMENTE così, e possono anche comprendere che ci sia un po' di confusione nel prossimo. Non penso facciano come i SJW che dicono di avere un milione di genere diversi che cambiano ogni cinque minuti e si conciano peggio del figlio di un pagliaccio inculato da pulcinella, che si incazzano se "presumi il mio genere!??''?!1?!".

Lasciamo perdere il resto... rimango sempre convinto che handicappato sia la parola più giusta per descrivere chi ha un handicap. Handicap significa difficoltà, una persona handicappata ha una difficoltà, spesso e volentieri, che non lo rende un povero coglione incapace di fare qualsiasi cosa ma è capacissimo di fare praticamente tutto, a parte che appunto ha una difficoltà.
Diverso discorso la parola "disabile", che dice chiaro e tondo che non può fare una sega ed è un peso morto, cosa che nel 90% dei casi non è (escludendo chi ha delle infermità così gravi da renderlo totalmente disabile, ma anche in quel caso molti hanno comunque capacità intellettive, basti pensare a Stephen Hawking). Classico esempio di come il politicamerde "corretto al cianuro" sia la peggiore merda mai immaginata dal genere umano. Ah no non posso scriverlo perché c'è "man" anche in italiano...

Ma quello che più mi fa incazzare è il modo di trattare persone adulte come fossero bimbiminkia di 6 anni, come non fossero in grado di sopportare la minima "offesa". E' incinta ma è uomo, dici qualcosa che non gli va bene? Te lo fa notare e per evitare di offenderlo non la dici più rivolgendoti a lui.
Fine. Sottolineando rivolgendoti a lui. Ma perché devo discriminare tutto il genere femminile per paura di offendere uno o due stronzi incapaci di stare in mezzo alla gente?
E se due o tre stronzi si offendono perché dico "manpower" cosa cazzo cambia? Se ne vanno a fanculo, ecco cosa fanno. L'era delle polemiche che iniziano con "sono offeso" deve finire, sta diventando una dittatura, non si può più dire un cazzo, specialmente la verità.
E che si provi a smentirmi, porca troia, adesso le madri non sono più madri perché forse da qualche parte un trans che è padre ha partorito.

E' per colpa di puttanate simili che si crea la "transofobia", perché nominatemi una persona sana di mente (e per sano di mente intendo che non sia un SJW della minchia) che accoglie questa cosa senza incazzarsi come un babbuino. E se la gente si incazza per questa cosa con chi finirà con l'incazzarsi? Anche con i trans, che magari non c'entrano sega, o per lo meno non tutti.
Una categoria già abbastanza bistrattata, questo è innegabile, che secondo me andrà incontro ad ulteriore discriminazione per delle cazzate partorite dal culo di qualche mammoletta social justice warrior che ha paura di offendere qualcuno pure quando respira.

Senza contare che da qualche tempo a questa parte, in UK, se una donna partorisce sta commettendo crimini contro l'umanità perché discrimina le donne che non sono nate donne quindi non possono partorire.
Insomma il social justice warriorismo è riuscito a far passare per oppressici anche le donne, benvenute nel club!

Non puoi cambiare il mondo scontentando il 99% della popolazione per far contento un 1%, contento poi di sentir chiamare le madri incinte "persone incinte"?
Chi è in netta minoranza subisce sempre le conseguenze, come le persone molto alte che non trovano dei vestiti adatti, la società è forse "altofoba"? Secondo i social justice warriors, o per lo meno il loro illogico pensiero, dovremmo produrre unicamente vestiti lunghissimi per non discriminare la netta minoranza di popolazione altissima, fanculo se poi sembiamo tutti rappari rincoglioniti con le maniche che strisciano a terra, noi altofobi infami.

Telegraph
Il foglio

6 commenti:

  1. Questa delle donne incinte mi era proprio nuova. Tra l'altro, una donna che diventa uomo, lo diventa perché comunque è la scienza e la chirurgia ad averla aiutata a farlo; se fosse per la sua condizione biologica e fosse vissuta nei secoli passati, o semplicemente non avesse la possibilità economica di farlo... resterebbe donna anche se si sente uomo e sarebbe donna pure sulla carta di identità; io piuttosto trovo discutibili espressioni come "stato interessante, o "dolce attesa", in quanto, non significano niente. "stato interessante" mi fa pensare a chi voglia fare chiacchiere su una possibile gravidanza avvenuta da un rapporto considerato "irregolare" dalla morale comune; e "dolce attesa", di suo sarebbe pure una espressione tenera, ma se la persona in questione ha una gravidanza difficile che le fa patire le pene dell'inferno, tanto dolce attesa non è. Ma la libertà di esprimersi deve comunque riguardare il singolo individuo non devono essere istituzionalizzati divieti anche sui modi di dire. Che poi la lingua evolva e le parole quindi cambiano a seconda dei cambiamenti sociali è vero e giusto, ma un conto è evolversi, un conto è non parlare.
    Sul discorso handicap/disabilità però ti devo smentire, perché di fatto anche se non sembra, sono due cose diverse, e nessuna delle due è offensiva.
    Disabilità: la menomazione vera e propria. Disabilità visiva, uditiva, motoria, intellettiva... per cui se tu dici "i disabili" anzi "le persone con disabilità" intendi tutte le tipologie di disabilità che uno possa avere.
    Handicap: lo svantaggio SOCIALE creato dalla disabilità, più o meno voluto dall'esterno.
    Per cui un disabile è comunque handicappato, anche se ci sono situazioni in cui l'handicap può essere più o meno presente, ipocrita è il disabile che sostiene che in vita sua l'handicap non è mai esistito. Puoi essere uno Stephen Hawking, scienziato famoso in tutto il mondo, ma se nella tua strada incontri una scala... sei handicappato come tutti gli altri.
    Invece al contrario un handicappato non è detto che sia disabile. Uno che è troppo timido e non riesce a relazionarsi col prossimo, anche se non ha disabilità fisiche o mentali, ha comunque uno svantaggio. Piaccia o no.
    Poi se per le mentalità perverse handicappato vuol dire stupido, non è certo colpa della parola.

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    1. Quindi handicap non è riferito alla condizione in sé ma a quello che porta?

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    2. Visto che fin da subito ho storto il naso, vi rimando a questo link che sarà più breve di me: http://dictionary.cambridge.org/dictionary/english/handicap

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  2. Sembra che i SJW stiano vincendo tutte le battaglie da quelle parti - del resto la Gran Bretagna è la patria dei SJW, no? Tra un po' anche dire "oggi è una bella giornata" diventerà un delitto da pena capitale da quelle parti.

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    1. P. S.: Comunque non dare ai SJW brutte idee; non sarebbero minimamente capaci di cogliere il pesante sarcasmo del tuo paragrafo sugli "altofobi"...

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    2. Non ti preoccupare, gli uomini bassi non devono riprodursi perché basso e brutto, quindi non saranno mai altofobe.
      Ovviamente guai a respingere una perché grassa, è superficiale e sessista (subito dopo aver sputato merda sui ragazzi bassi)

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