Tsu.co: come e quanto guadagnava in realtà

Alcuni si sono strappati le vesti in favore di Tsu, il novello Robin Hood che regalava denaro ai poveri (mentecatti) e si contrapponeva al cattivissimo e avidissimo Facebook.
In realtà le cose stavano in modo molto, ma molto diverso. E questo può saperlo bene chiunque ha lavorato (anche se non professionalmente) nel mondo di lavoro che ruota attorno a internet...

Tsu.co pagava il 90% dei guadagni ai propri utenti!

Probabilmente è vero, i gestori del sito teoricamente giravano il 90% degli introiti pubblicitari agli utenti. Ma siamo realisti: se gli utenti con 1000 visualizzazioni incassano 4 centesimi di dollaro significa che in totale hanno reso circa 10 centesimi di dollaro (distribuiscono a referral vari, a te andava il 45%) quindi la piattaforma incassava 1 centesimo di dollaro. E' possibile tenere su un social con 1 centesimo di dollaro ogni mille views dei post? No e l'ho già spiegato, se non provieni da quel post eccolo...

Quindi ovviamente avevano ben altri metodi di guadagno di cui non stavano a parlare e men che meno distribuivano i proventi, alla faccia de "i novelli Robin Hood" che qualcuno (forse prezzolato) raccontava.

Metodi occulti di guadagno


Come guadagna soldi Facebook? Con la pubblicità ma soprattutto rivendendo alle aziende interessate i dati che raccoglie sui gusti degli utenti. La pubblicità è gestita da un circuito interno, cioè Facebook gestisce la propria pubblicità e non si affida a circuiti esterni come Adsense. Questo perché ovviamente se sei un colosso del web non vuoi dividere la torta con qualcun altro, e specialmente non vuoi dare potere ad un altro colosso che potrebbe decidere di danneggiarti da un giorno all'altro.

E nonostante questo per anni si sono affidati a investimenti miliardari da parte di numerose grandi aziende, allettate dai vantaggi che avrebbero avuto dai dati che avrebbero profilato sui social.

Questo cari miei vale ORO: poter proporre i propri servizi a chi è già interessato aumenta tantissimo le probabilità di vendita e riduce notevolmente le spese pubblicitarie.

Non posso credere che Tsu.co guadagnasse con DUE banner ADSENSE messi alla carlona sul sito, che stavano fissi lì per tutto il tempo sia che tu visitassi due post in croce sia che ne scorressi duecento.
Insomma non erano i buoni che si contrapponevano al cattivo Facebook, probabilmente sono addirittura peggio.

Babbi natale ma che mettono dei limiti
Perché mettere un limite al numero di post che puoi scrivere e condividere è una fesseria, se la si guarda dall'ottica che guadagnano da ogni post.
Perché se tutti potessero guadagnare a sufficienza dalla sola propria bacheca allora si romperebbe il giochino dei referral: nessuno avrebbe interesse a perdere tempo con altre persone che non sono sicuri porteranno ulteriori introiti quando potrebbero semplicemente pubblicare e avere un sicuro guadagno.

Ricordiamoci che ogni persona in più è un buon profilo con dati da vendere...
E questi dati vengono venduti a caro prezzo: basti pensare che i pesci piccoli del web possono vendere un migliaio di indirizzi email profilati, cioè persone di cui si conoscono i gusti, per cifre che vanno dai 50 ai 500 dollari.

E parlo di pesci piccoli, non di qualcuno che ha accumulato cinque milioni di utenti...