sabato 2 luglio 2016

Esperimento per verificare i bias contro le donne nei colloqui di lavoro

AAaaah, il wage gap! Aaahhh, la disoccupazione femminile! Aaaahh, la tauromachia!!!
Quante ne sentiamo riguardo le donne e il mondo del lavoro? Tantissime. E la quasi totalità delle volte la spiegazione, ridicola, che viene vomitata è il "sessismo" oppure il "patriarcato".
Ma prima le premesse: un sito web che fa da tramite fra datori di lavoro (o chi in vece loro) e lavoratore offrendo un modo per condurre delle "interviste" (colloqui) telematiche attraverso chat e voce. Ad un certo punto una persona che gestisce il sito (una donna) si è domandata come mai analizzando i dati di un migliaio di interviste le donne avessero performance così basse rispetto gli uomini...


Donne spacciate per uomini e uomini spaccati per donne


Per verificare se il bias (pregiudizio) contro le donne fosse la causa nel sito è stato implementato un plug in di modulazione della voce in tempo reale, così da far sembrare le donne uomini e gli uomini donne. Invertendo i sessi così da verificare che le performance femminili non fossero fallate dal pregiudizio patriarcale.

Perché in effetti le donne "performavano" peggio degli uomini, in maniera significativa e tangibile, nonostante la parità di qualifiche, abilità ed esperienza. E in effetti a vederla in questo modo è strano, molto strano, e un po' si può anche simpatizzare con le donne che non si sanno spiegare il fenomeno (no, non sto diventando feminista).


E così i gestori di questa piattaforma, avendo notato loro stessi questo fenomeno, hanno ideato il test per verificare la presenza di pregiudizio nei confronti delle donne con appunto la modulazione in tempo reale della voce.
Ad intervistati ed intervistatori è stato semplicemente detto che per ragioni di privacy le voci erano state leggermente modificate.
Sono state fatte in questo modo 234 interviste (o colloqui, intervista è il termine inglese) di cui un terzo erano donne. Sono stati suddivisi in tre gruppi: uno con la voce normale, un altro con la voce modulata e il terzo con voce modulata e con pitch cambiato.

Il risultato dell'esperimento (possiamo chiamarlo così?) è stato contrario a quanto si aspettavano: il cambio del sesso non ha sortito alcun cambiamento.
Nessun bias, il trend è stato confermato: gli uomini hanno un punteggio migliore e passano più test rispetto le donne, anche se l'intervistatore è convinto che siano donne.
Mentre le donne passano meno test e hanno una valutazione più bassa (non di tanto, mezza stella su 4 rispetto gli uomini) sia se si sa che sono donne sia quando l'intervistatore le crede uomini.

Insomma, nessun sessismo, nessun pregiudizio (anzi, la valutazione a questo punto rimane confermata come piuttosto superpartes). Ma allora il problema quale è visto che si prendono spesso in esame donne con le stesse capacità, qualifiche ed esperienza degli uomini?

Insicurezza

Ebbene, i gestori del sito hanno notato un trend particolare: le donne abbandonano la piattaforma sette volte più rispetto gli uomini dopo aver fallito un colloquio.
In pratica le donne sono maggiormente portate a demoralizzarsi ma soprattutto a sottostimare le loro capacità e risultati.

Perfino il professor Dunning (dello studio Dunning-Kruger) insieme a Ehrlinger hanno condotto uno studio sul modo di valutare sé stessi e l'impatto con le performance date. E il risultato è stato che le donne sottovalutano il proprio risultato molto più spesso rispetto gli uomini.
Addirittura non partecipano a gare e concorsi scientifici perché convinte di non poter vincere.

E' questo che probabilmente frega le donne: capaci ma insicure, e che hanno difficoltà a riprendersi dopo un fallimento. Questo ovviamente tendenzialmente, in linea generale.

A dare più peso a questo fatto c'è la comparazione fra le performance di uomini e donne che abbandonano dopo un colloquio fallito: identiche. Insomma, non è il sesso a fregare, quando la scarsa autostima e l'insicurezza.

Giovani, i datori di lavoro guardano molto all'atteggiamento!


Lo so, il test non è condotto da scienziati, non è pubblicato su una rivista e i numeri sono piuttosto esigui (anche se non bassissimi). Però non credo sia irreale, e fa ragionare.
Ringrazio Marco per avermi fatto leggere l'articolo originale

9 commenti:

  1. Fa piacere leggere un articolo che dice che non c'è poi tutta questa discriminazione nei colloqui di lavoro, tra maschi e femmine. Certo è che però stiamo parlando di un sito in lingua inglese, che si rivolge ad un pubblico di paesi in cui si parla inglese, nella vita di tutti i giorni o quanto meno regolarmente sul lavoro. Seconda osservazione che vorrei fare: il ragionamento è interessante, ma secondo me è necessario un passo oltre. Ovverosia, la domanda che bisogna porsi è: perchè le donne sono più insicure degli uomini? La risposta non può essere nè semplice, nè univoca. Certo è che il modo in cui vengono cresciute le ragazze in certe famiglie è umiliante per la loro autostima, l'ho visto di persona, anche se non ne sono personalmente coinvolta, essendo cresciuta in una famiglia dove la differenza "maschi-femmine" non è mai esistita. Sarebbe interessante trovare qualche articolo di psicologia ben strutturato riguardo alla faccenda.

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    1. Come si cresce, la gente che abbiamo attorno, propensione personale.
      Ci sono tanti fattori, e al momento non mi sbilancerei troppo a dare un giudizioq

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    2. Perfettamente d'accordo. Formulare nuove ipotesi spetterà ai colleghi psicologi.:)

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  2. Premesso che io non sono uno psicologo e che quindi potrei tranquillamente sbagliarmi. credo che a tutto questo possa essere collegata la squalifica che la donna riceve di norma in tutti gli ambienti in cui vive normalmente. Se lei stessa è abituata a sentirsi "sbagliata" al primo cenno di errore tenderà ad arrendersi. Credo che il percorso vitale non possa essere escluso da uno studio del genere (ah-ah! capito il gioco di parole? ok torno serio). Sarebbe interessante vedere come interagiscono persone dalla provenienza differente, d'altronde è anche più normale, per la società in cui viviamo, che un uomo sia più sicuro di se, forte e privo di sentimenti.

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    1. Veramente sono ormai decenni che succede il contrario. Le donne sono sempre descritte come forti, coraggiose, competenti, più brave, più "multitasking", più decise. Nei film, nella pubblicità, sui giornali, sono sempre le donne a risolvere le situazioni, è tutto un "i maschi a 37 di febbre fanno testamento, le donne a 40 lavorano anche di più". Le femmine a parità di di rendimento ottengono voti più alti a scuola e all'università (studio OCSE), e d'altra parte "le ragazze sono più mature" è ormai una vulgata nelle scuole sin dalle elementari. E, faccio anche io psicologia da bar, se fosse il contrario? Se appunto questa iper-valutazione imposta dall'esterno nuocesse alle donne? Perché se parti con aspettative basse di te stesso gli insuccessi ti toccano fino a un certo punto, ma se sin da quando sei piccolina ti martellano che sei più brava, intelligente e competente, che in quanto donna hai una marcia in più, è abbastanza naturale che il primo insuccesso (in realtà del tutto fisiologico) tu lo viva come un'umiliazione vergognosa, una tremenda sconfitta personale che ti fa completamente dubitare di te stessa. Stessa cosa accade a quei ragazzi (di ambo i sessi) troppo vezzeggiati da genitori e prof compiacenti che magari se la cavano anche bene a scuola, ma che poi all'università, dove se la devono vedere da soli, appena vanno male a un esame vanno fuori giri e finiscono con l'abbandonare (ne ho conosciuti tanti, purtroppo).

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  3. beh se dovessi dare una analisi da non addetto ai lavori, direi che l'esperimento per quanto casereccio conferma l'esistenza del - chiamiamolo - "patriarcato" ad un livello talmente profondo da essere introiettato dalla maggioranza delle donne stesse (cosa questa che era intuitivamente già nota). Inquietante.

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    1. Quindi le ragazze sono insicure per via del patriarcato.
      Oh bene, prove?

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    2. Magari è colpa delle femministe stesse che hanno lessato tanto i coglioni con 'sto cazzo di patriarcato che molte donne si sono autoconvinte per colpa loro di essere inferiori :P

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    3. Dunque, se l'esperimento avesse confermato il bias sarebbe stata la prova del patriarcato; siccome il bias è stato escluso... è lo stesso la prova del patriarcato.

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