venerdì 22 aprile 2016

Cercano di dimostrare l'esistenza del wage gap ma lo smentiscono

Quando si dice darsi le martellate sulle palle... Un gruppo di gentisti ha cercato di dimostrare l'esistenza del wage gap, che per chi non lo sapesse è quella affermazione che le donne guadagnano 77 centesimi in confronto al dollaro guadagnato dagli uomini, cioè guadagnano il 33% in meno per lo stesso lavoro, ma hanno finito con lo sfatarlo completamente...

Wage gap sbufalato da chi voleva dimostrarlo reale


Questa ricerca è infatti nata per controbattere alle affermazioni e dati secondo cui il wage gap non esiste perché gli uomini tendono a fare lavori diversi, fare più straordinari, puntare alla carriera e così via, che appianerebbe completamente e renderebbe identici le paghe maschili e femminili.

Così questi geni, letteralmente, imbaldanziti e convinti di essere nel giusto fomentati dai social justice warriors, sono andati a calcolare gli stipendi di uomini e donne scremando appunto tutte le variabili, valutando gli stessi impieghi a parità di ore di lavoro, anzianità, esperienza e così via, poi hanno titolato "El wagghe grapp esisteh!!111!!!1!". E come esisteva? Guardiamo un po':


Ora, a primo impatto vediamo come la favoletta che le donne guadagnano due terzi di quanto guadagnano gli uomini è campata per aria ed è stata annientata da questi personaggi, gli altri dati sono da analizzare.



Tenendo in considerazione il fatto che se vai a vedere i singoli stipendi di uomini e donne ci saranno donne che guadagnano più degli uomini, molto probabilmente, visto che il massimo della differenza è un misero 5%, vediamo nel dettaglio le voci: lì dove c'è la differenza massima, poco più del 5% appunto, si parla di lavori dove ci vuole anche la forza bruta...
Campi dove di solito gli uomini usano gli attrezzi pesanti e le donne fanno il lavoro d'ufficio (stando a quanto ho letto). Ci sono donne che fanno lavori pesanti, ma ho l'impressione siano abbastanza poche da non riuscire a far pareggiare completamente le medie fra uomini e donne.
Semplicemente tutto lì...


Finanza e assicurazioni... mi sembra un tipo di lavoro dove lo stipendio molto spesso non è fisso ma è pagato anche in base ai risultati. Le famose commissioni. Se sbaglio correggetemi.


Vendita al dettaglio, questa va spiegata se sono dipendenti o rivenditori, sparata lì così non è molto chiara. Anzi tutte le voci non sono affatto chiare, ma hey stiamo parlando di un articolo che vuole dimostrare l'esistenza dei nani armati d'ascia!
Non so come interpretarla, sinceramente, se è un lavoro fisso con contratto allora stanno violando la legge, se si parla di imprenditori allora c'è da dire vaffanculo perché se vendi meno o ti fai pagare meno non è patriarcato, come hanno cercato di far passare dei dementi che hanno trovato il wage gap pure su ebay.


In generale l'impressione è che è tutto fumoso, non si capisce se si parla di posti fissi, imprenditoriali o con bonus per i risultati e commissioni. A ben guardare sembrerebbe che i posti fissi con stipendio fisso siano ben pochi, visti i tipi di lavori presi in considerazione, e dove l'abilità individuale fa la differenza. E ripeto: secondo me a guardare i risultati singoli ci saranno sicuramente donne che guadagnano più degli uomini, viste le percentuali di differenza veramente risicate.

Insomma, non hanno dimostrato un beneamato cazzo di nulla, tranne che il wage gap non esiste.
Quelli indicati sono tutti lavori dove conta l'abilità individuale (specialmente le ultime voci, come vendita di immobili e affitti, servizi legali, ricerca e così via), e le voci dove il gap sembra più ampio, un 5% e non il 33%, non fa distinzioni fra carpentieri e minatori e lavoro d'ufficio.
E a ben guardare se questi sono gli unici lavori che hanno preso in considerazione un motivo ci sarà no? Forse perché a paragonare altro non avrebbero ottenuto materiale propagandistico valido per sparare le loro stronzatine.

Infatti chissà perché gli articoli di giornale parlano delle lamentele dell'aria condizionata sessista e non dell'aria irrespirabile delle miniere...

Notizia

6 commenti:

  1. Questo post non ha senso, non in Italia almeno... una donna viene licenziata perchè incinta, perchè arriva a guadagnare troppo, per l'età, perchè si permette di parlare. Gli stipendi sulla carta saranno uguali, ma alle volte una donna si sente dire: "Fai gli straordinari perchè sei incapace" Quando il collega uomo fa gli straordinari con il grappino davanti e viene additato come grande lavoratore...

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    1. so che potrebbe sembrare analfabetismo funzionale, ma vorrei sapere se hai esperienze dirette o si tratta di sentito dire

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    2. Licenziata perché incinta? Fa causa e la vince pure, con tanto di risarcimento danni.

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    3. Però mi si deve spiegare perché l'esistenza di casi di discriminazione, che nessuno ha mai negato, debba validare una stronzata che non esiste quale il "wage gap", che in Italia è stato dimostrato praticamente inesistente (no, non ho ancora ritrovato quello studio)

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    4. Attualmente in una piccola impresa (meno di 15 operai, credo) CHIUNQUE può essere licenziato se non è in grado di svolgere il lavoro per cui è stato assunto. Un mio amico anni fa ebbe un incidente in moto, rischiò di perdere la gamba destra (che tutt'ora è martoriata). Il suo attuale lavoro consiste nel sollevare pesi e il suo datore di lavoro gli ha detto chiaramente che se fosse stato a casa per il dolore alla gamba, avrebbe potuto tranquillamente usare il tempo a disposizione per trovarsi un altro lavoro. E al sindacato gli hanno detto che il titolare può farlo. Ma NON con una donna incinta. Non è discriminazione questa, è "solo" sfruttamento del lavoro.

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  2. si in assicurazione ci sono le provvigioni

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