domenica 8 febbraio 2015

La scienza e le lobby: la storia del tabacco

Da molto, troppo, tempo i vari complottardi vari vanno sostenendo che la scienza (e ricerca) medica è malata, che non cura, che è solo business, che è asservita al denaro, che è asservita alle lobby e tutto il resto. Vorrei far sapere a questi complottardi del cazzo, la maggior parte ignoranti come zappe arrugginite, la storia del tabacco nel mondo, giusto per sottolineare alcuni fatti importanti.

Sin dall'arrivo degli europei nel Nord America questa pianta, il tabacco appunto, divenne popolare e veniva fumata sempre di più. Nel corso dei secoli quella del fumo divenne una vera e propria tradizione, con tantissimi tipi di sigari e sigarette che inondavano il mercato.

La tradizione era talmente forte che per secoli i produttori di tabacco erano sempre dei ricchi mercanti, fino alla nascita delle grandi aziende in tempi recenti, aiutate dal boom di vendite del secolo scorso.

Durante gli anni ruggenti di holliwood le grandi compagnie del tabacco avevano ingaggiato gli attori, le star che un tempo erano viste come punto di riferimento, forse più che oggi, perché fumassero con fare aristocratico o da gran figo durante le riprese dei film, questo per sdoganare la sigaretta come qualcosa di classe, di raffinato, da uomini e donne di spessore, aumentando così il loro mercato.

Diciamo che anche grazie a campagne pubblicitarie fuorvianti (come quelle dei dottori che fumavano tale marca, dato mistificato dai regali di quella marca stessa della serie che regalavano un pacchetto o una stecca ad ogni medico presente ad un grande convegno e poi all'uscita c'era un sondaggio che gli domandava che marca di sigarette avessero in tasca...) la sigaretta ed il sigaro divennero appettibili a praticamente tutte le classi sociali del pianeta. Un mercato enorme e sconfinato!

Questo anche grazie all'arrivo nel 1910 delle sigarette a basso costo, prodotte in massa dai macchinari (i benefici della rivoluzione industriale...) che aveva reso le sigarette alla portata di chiunque, anche con pochissimi soldi.

Questo fino al 1964...

Ma andiamo con ordine... appunto nel 1910 circa iniziò la produzione di massa di sigarette a basso costo, rendendo il tabacco un prodotto alla portata anche dei più poveri, infatti prima era un vizio di aristocratici o benestanti, gli altri potevano raramente permettersi il lusso di fumare.
Fino a quando non divenne economico e il consumo di tabatto crebbe esponenzialmente nel corso degli anni.

In concomitanza alla crescita dei fumatori però crebbero tantissimo i casi di tumore al polmone, e questo aumento improvviso e inspiegabile (all'epoca) fece si che alcuni medici e studiosi si interessarono alla faccenda, fra cui ci fu il dottor Isaac Andler che nel 1912 sostenne con forza che il cancro al polmone era collegato al fumo di sigaretta.
Ma il trend continuò a salire fino al 1940, quando divenne un fenomeno veramente tanto massiccio da aver portato i casi di tumore al polmone ad un picco clamoroso. La situazione era pesante, e gli scienziati e medici cercavano una risposta.
Sottolineo come nel periodo precedente la prima guerra mondiale il cancro al polmone fosse considerata una malattia rarissima, tanto che molti medici non la vedevano nell'intero corso della loro carriera!

E arrivò nel 1950, quando uno studio clinico condotto dal dottor Richard Doll dimostrò chiaro e tondo che il fumo di sigaretta era cancerogeno.
Quattro anni dopo venne pubblicato uno studio che raggruppava il lavoro di 40 mila medici che nel corso di 20 anni avevano studiato i casi di cancro al polmone, e questo confermò quanto scoperto dal dottor Doll.

Questi primi studi erano pioneristici, tanto che molta gente non li aveva nemmeno presi in considerazione e ci rideva sopra domandandosi "come è possibile?".

Il colpo di grazia lo diede il Surgeon General of the United States (che se non ho capito male è una sorta di ministro della sanità statunitense) pubblicando lo "Smoke and Health: report of the advisory commitee to the surgeon general of the United States" che dimostrò per l'ennesima volta il collegamento fra fumo e tumore al polmone, ma anche alla bronchite cronica, malattie cardiache ecc ecc. Lo studio venne pubblicato nel 1964 e convinse milioni di persone a smettere di fumare, l'abolizione della pubblicità per i prodotti contenenti tabacco e l'applicazione di etichette di avviso sui pacchetti di sigarette.
La cosa continua anche ai nostri giorni, con restrizioni sempre più incalzanti sul fumo (alcuni volevano vietare il fumo per strada) e scritte sempre più grandi riguardo il rischio che si corre nel fumare.

Con questo dove voglio andare a parare?
Le aziende produttrici di tabacco erano (e sono tutt'ora nonostante tutto) dei veri e propri colossi economici, questo però non ha impedito a dei medici e al ministro della salute di dimostrare al mondo che il fumo di sigaretta fa male, limitandolo e regolamentandolo pesantemente e togliendo quindi a quelle potentissime lobby molti introiti.
Se fosse vero quanto dicono i complottardi (e animalardi, ricordiamo le storie sulle loppy della karn€ e pig pharma con la "vivisezzione") che tutti i medici e scienziati sono asserviti al dio denaro, o sono servi delle lobby, schiavi delle grandi aziende e tutto il resto, come mai sono stati così tanti a dimostrare che il tabacco fa male? Come mai ogni anno la OMS organizza una giornata contro il tabacco? Come mai ci sono fior fior di leggi che vietano il fumo in locali pubblici? Come mai tutti sono liberi di dire che il fumo fa male e anzi i primi sono i medici?

E non solo! C'è chi sostiene che la scienza sia dogmatica e tradizionalista, vittima anche delle abitudini delle persone (cazzate animalarde: siccome mangiamo carne da sempre nessuno fa nulla per far smettere, cedendo anche alle pressioni delle loppy della Karn€) e poi vediamo che propprio la scienza è andata contro un fenomeno culturale di massa e delle enormi aziende dal potere economico veramente grosso.

Questa è la prova che questa gentaglia delira, spara cazzate e mente.
Perché si, fra i medici, gli scienziati, i ricercatori e se vogliamo ficchiamoci in mezzo le case farmaceutiche, ci sono le mele marce, ma questo non significa che lo siano tutti. E sfido chiunque a non trovare mele marce in un qualsiasi frangente economico... cazzo, c'è gente che è stata beccata a barare in un palio di un paesello di 4000 abitanti in cui non si vinceva un benemerito cazzo!
Ma uno non sono tutti, e discriminare un'intera categoria e i loro metodi solo perché alcuni sono marci beh, non è stupido, è da minchioni in malafede, menzogneri e con in mente unicamente il proprio bene.

In conclusione: la scienza non è dogmatica ma si basa su dati di fatto, non ha ideologie, non ha bandiere, non ha partito e non è asservita a qualsivoglia potere. La scienza è unicamente dati di fatto.
E chi dice il contrario è un coglione

7 commenti:

  1. [parte uno]
    È più o meno quanto accaduto al DDT, con l'emblematica figura di Rachel Carson.
    Per più di quarant'anni è stato utilizzato per gli scopi più svariati, dal controllo dei parassiti in ambito agricolo alla bonifica delle paludi e perfino al debellamento dei pidocchi (spruzzato direttamente in testa ai bimbi). Essendo poco o nulla tossico nei confronti degli animali a sangue caldo (parliamo di tossicità acuta - l'unica cosa che all'epoca si comprendeva), si credeva di aver trovato la gallina dalle uova d'oro. Per certi versi lo è stata, se oggi l'Italia non è un paese paludoso e malarico lo si deve anche al grande aiuto dato dal DDT. Per decenni è stato l'insetticida per eccellenza (ovviamente non si capiva una cippa di ecotossicità o distruzione dell'entomofauna utile) tanto che le multinazionali che lo producevano e vendevano navigavano letteralmente nell'oro.
    Poi arrivarono gli anni sessanta, e da qui le osservazioni di una donna (che di mestiere non faceva l'ecotossicologo - figura che all'epoca nemmeno esisteva - né l'agronomo, ma tutt'altro) che la spinsero a scrivere il famosissimo manifesto ecologista "Primavera silenziosa".
    All'inizio la Carson fu ostracizzata dalle stesse multinazionali, che la fecero passare per una pazza squilibrata. Eppure da quel timido tentativo ricercatori agronomi e biologi iniziarono a tirar fuori tutte le loro ricerche in proposito sul DDT. Nacquero i concetti di "ecotossico", "tossicità cronica" e "bioaccumulo". Non ci fu multinazionale che potesse reggere i resoconti scientifici redatti da figure di rilievo (cioè che, a differenza della Carson, erano "del mestiere"). E da lì, dopo il bando del DDT, una sequenza di leggi, ricerche, nuovi orizzonti lavorativi (nacque la figura dell'ecotossicologo).
    Basti pensare che oggi la molecola di un agrofarmaco deve passare attraverso anni di test per provare in maniera inconfutabile che tal prodotto è:
    - rispettoso dell'ambiente;
    - rispettoso dell'entomofauna utile;
    - non si bioaccumula nei tessuti degli esseri viventi;
    - facilmente degradabile da fattori biotici e abiotici, e che i prodotti della degradazione non sono tossici;
    - non tossico per vertebrati o animali a sangue caldo;
    - non teratogeno o cancerogeno a lungo termine;
    - alle dosi raccomandate, non provoca tossicità acuta o cronica nei confronti degli esseri umani.

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  2. [parte due]
    Se anche uno solo di questi punti viene invalidato, la molecola viene scartata.
    Insomma, grandi evoluzioni che ci tranquillizzano quando andiamo a mangiare un piatto di pasta o una ciotola di insalata.
    Eppure, oggi come non mai c'è il boom di prodotti "eco" "bio" "ogmfree" e tutta questa roba qua. Perché, se la situazione è DECISAMENTE più sicura rispetto a quaranta, cinquant'anni fa?
    Il motivo è da ricercare nella chemofobia popolare dovuta ad esempi come quello del DDT. Nonostante l'opera di Carson sia stata uno stimolo per ciò che è oggi l'industria tutta degli agrofarmaci, gli ambienta-animal-veganisti sono rimasti ancora a quarant'anni fa e considerano "bibbia" Primavera silenziosa. Ok, va bene leggerla per documentarsi, ma cavolo! È riferita ad eventi accaduti CINQUANT'ANNI FA! È come se, per basarci sugli standard delle automobili oggi, pensassimo alla vecchia 500 Bianchina! Voi andate ancora in giro con quel tipo di macchina?
    Insomma, ha fatto il suo dovere all'epoca, e oggi lo sappiamo. Ma ostracizzare (stavolta al contrario) le multinazionali degli agrofarmaci (Bayer e Monsanto in primis - ma solo perché non conoscono la Syngenta) e demonizzarle prendendo a esempio eventi di mezzo secolo fa è da idioti totali!
    A un minimo passo falso queste "lobby" pagano milioni di dollari di multe. Sarebbe quanto più controproducente!
    Ed è inutile che dite "eh, ma stanno facendo lo stesso con gli OGM cattivOni!!111!!centoundici! Che ne sappiamo kosa fanno?" perché è evidente che non sapete di cosa state parlando. Quando troverete una correlazione sensata tra un AGROFARMACO e un ORGANISMO VIVENTE INGEGNERIZZATO allora potrete farvi sentire. -___-
    Madò, scusate se mi sono dilungata, ma mi sta salendo il fascinazismo. :(

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  3. Aggiungo solo una cosa che val la pena ricordare: "bio" non significa affatto coltivato senza uso di prodotti chimici, basta una ricercare con google prodotti approvati in agricoltura bio per trovare decine di concimi, insetticidi e anticrittogamici bio

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    1. Ovviamente, l'importante è che non vengano usati entro due settimane dalla raccolta (se non ricordo male).
      E in ogni caso usano rame e zolfo a volontà, visto che sono naturali e non sintetizzati.

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    2. Sì, questo accadeva prima che fossero stilati i disciplinari anche per il biologico. Basti pensare che il rame è fortemente ecotossico (a differenza dello zolfo) e che possono essere usati solo 30 Kg di principio attivo per 5 anni (o 6 Kg/anno). Visto che è uno dei pochi prodotti utilizzabili nel biologico in passato se ne è fatto un uso smodatissimo, con conseguenze prevedibili (nell'agricoltura tradizionale si sostituisce il rame con prodotti di sintesi decisamente meno tossici). Insomma, i cari biofanatici hanno appestato i terreni del mondo con il rame, sterilizzandoli. E meno male che loro ci tenevano all'ambiente! -_-
      Comunque sì, buona parte dei produttori di ortaggi "bio" utilizza il giochetto dei tempi di carenza per spacciare prodotti trattati normalmente per bio, con guadagni non indifferenti.
      Seriamente, ma con tutti i patogeni che ci sono, e visto che gli ortaggi sono grandi, succulenti e dolci - facili e appetitose prede - i biofissati credono davvero che si mantengano lisci, puliti e immacolati spruzzandoci sopra un po' di bicarbonato?
      Bah.

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  4. Il fumo è la più stupida mortale e costosa trappola che l'uomo si sia mai costruito! Inoltre ha un vantaggio inestimabile: prima o poi porta ad un infarto cardiaco che abbrevia la vita del fumatore tanto da risparmiargli di morire di cancro ai polmoni! Smettere di fumare è la più saggia ed intelligente delle decisioni che una persona possa prendere per se stessa e per gli altri, se non sai come farlo vai qui http://www.smettoadesso.it/report-gratuito.html adesso è più facile!

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