martedì 18 dicembre 2012

La vaccata della decrescita

Il momento topico in cui ha deciso di diventare decrescista
Ormai le crisi che si stanno susseguendo stanno coprendo un arco temporale non indifferente. La prima crisi, quella delle banche statunitensi, era iniziata nel 2008, mentre la crisi della Grecia è iniziata nel 2010, anno in cui il loro debito pubblico è cresciuto di almeno il 40% in confronto al PIL.
Ho già parlato della crisi dell'euro nel post sul populismo, per cui parlerò dei "decrescisti", cioè di quelle masse di caproni rampanti che non capendo un cazzo di economia predicano la decrescita per "risolvere la crisi":

L'idea del decrescista, stimolata da un movimento politico ridicolo, è alquanto utopica e fumosa.
In pratica il decrescista auspica che si abbandoni il capitalismo, per tornare ad una economia di semi baratto. Le persone devono scambiare e non vendere, così da produrre meno.
Io mi chiedo e mi domando: ma che cazzo hanno in testa questi personaggi?
Ma se io scambio una cosa in cambio di denaro che minchia cambia se invece la scambio in cambio di un'altra cosa? Cosa cambia? Non sono due oggetti ugualmente prodotti dall'industria?
Oppure credono che siccome non c'è scambio di denaro tutto diventa più pulito e bello?
Cazzo, analizzo una delle prime affermazioni di sto partituncolo e seguito di mentecatti e già siamo a favole di livello "credo che pregando risolvo qualcosa". Chissà dopo...

Uno dei punti della "decrescita felice" (di stocazzo aggiungo io) è l'autoproduzione di beni e servizi.
Piccola nota: nel sito come esempio hanno scritto "pane, yogurt, ortaggi/ riparazione della bicicletta/babysitter", cioè vogliono bandire sia i prodotti stranieri che gli stranieri stessi!
Torniamo al punto: l'ultimo povero mentecatto che ha provato ad autoprodurre tutto nel paese per non scambiare nulla e "combattere la globalizzazione" (e meno male che non hanno detto "globalismo"...) era mussolini, e lo fece con risultati disastrosi. Il classico esempio del fallimento dell'autarchia è l'acciaio. L'acciaio italiano costava un bordello in più di quello estero, non solo perchè i prezzi italiani erano più alti, ma anche perchè la quantità di acciaio nel mercato era misera, cosa che ha fatto schizzare il prezzo alle stelle. Costruire qualsiasi cosa era diventato quasi impossibile, e tutti gli oggetti in metallo avevano prezzi stellari. Ricordo mia nonna che diceva che un paio di forbici si compravano con una mensilità intera.
Chi propone cose simili al giorno d'oggi non solo è un mentecatto stellare, ma è anche un ignorante che non studia la storia (come i signoraggisti...).

Alcuni punti sono pure condivisibili, forse perchè a furia di sparare qualcosa la si azzecca, ma merito o no l'obiettivo dell'autogenerazione dell'energia è condivisibile. L'italia importa energia elettrica a prezzi stratosferici dalla Francia, e produrne di più significherebbe pagare meno l'energia, rendendo le aziende più competitive in ambito internazionale.

E a proposito di competitività internazionale, ho trovato il sito di un decrescista, un discepolo del partito politico e di chi lo ha creato, che affermava che dobbiamo decrescere perchè fare concorrenza ai paesi asiatici è impossibile.
In pratica, nonostante ormai manca poco al 2013, sti imbecilli sono ancora fermi al concetto che devono produrre le stesse cose che fa la Cina e a prezzo più basso.
Insomma, il resto del mondo è nel nuovo millennio e questi mentecatti (ma non solo loro, anche la maggior parte della classe dirigente la pensa come loro, figuriamoci come stiamo messi) stanno ancora lanciandosi le banane dalle cime degli alberi mentre grugniscono alla femmina in calore.

Piccola lezione di economia per mentecatti:
La Cina produce tonnellate di merce dozzinale da quattro soldi facendole pagare un cazzo perchè per un operaio li spendono 300 euro al mese fra stipendio tasse e previdenza [se esiste] (prima guadagnavano 40, le loro condizioni migliorano e le fabbriche stanno andando in Vietnam, in pratica il fenomeno a cui abbiamo assistito pure noi) lavorando 14 ore al giorno mentre l'operaio italiano costa come minimo 1500 euro al mese e lavora 8 ore al giorno, forse 10.
E' lampante che non puoi fare concorrenza diretta, lo capisce anche un bambino di 3 anni (tranne gli "imprenditori" italiani che hanno preteso dazi doganali e precariato. Quei gran coglioni inutili).
Ma la soluzione non è "decrescere" tornando all'età della pietra e pagando un chilo di pomodori 10 euro, la soluzione è proporre qualcosa che gli altri non potranno mai ricreare.

L'esempio più lampante è la moda italiana. Gente che prepara dei capi firmati che vende in tutto il mondo. Nessuno potrà mai fare concorrenza diretta alla moda italiana. Vogliamo mettere le magliettine cinesi che metti due volte e si squarciano con un capo su misura del miglior tessuto fatto in italia?
Iniziamo a capire qualcosa? La soluzione alla crisi è la specializzazione, l'unicità.
E udite udite, il made in italy è stato salvato dalla Cina! I nuovi ricchi cinesi infatti si stanno vestendo con i migliori capi fatti in italia. Chi vuole chiudere i mercati è un grandissimo coglione ritardato dalla ignoranza più profonda della fossa delle Marianne. Anche perchè il mercato cinese è vastissimo e c'è da fare veramente una valanga di soldi.

Anche il cibo fatto in italia è qualcosa di unico: da poco sono riusciti finalmente a equiparare i vini italiani a quelli francesi (prima costavano un decimo e magari erano alla pari) e anche questo è qualcosa che gli altri non hanno. I cibi italiani sono aprezzatissimi, ma vengono taroccati allegramente (e qui lo stato dovrebbe fare qualcosa, ma sono impegnati a precarizzare il lavoro e mettere dazi doganali per combattere la gente che può salvare l'economia).
Gli Stati Uniti possono contare sulla catena di fast food mcDonald's, che per quanto faccia schifo è ormai radicata in tutto il mondo e porta miliardi allo stato, hanno anche le più grandi case di software e hardware al mondo, colossi come la Microsoft, Google, Facebook.
Forse l'operaietto cinese può contrastare queste aziende?
Ho già acennato ai vini francesi, ma posso parlare dell'Ikea finlandese e del tetrapak della Svezia. Tutte aziende che vendono in tutto il mondo sbattendosene le palle dell'operaietto cinese sottopagato.

Insomma, abbiamo capito che stare li a pensare di fare concorrenza ai cinesi è da ritardati mentali totali, da coglioni, da cavernicoli che non hanno capito un cazzo di economia.

E questi? Invece di proporre qualcosa di concreto propongono una cazzata assurda: tornare al medioevo. Tutti con le fattorie, chi con le pecore chi con le vacche, e ci si scambia il latte per la lana o le uova per il formaggio. Pochi elettrodomestici così siamo energeticamente efficienti e nel basso della nostra felicità il primo dittatore musulmano medioorientale ci può allegramente invadere e imporci la loro religione.

E' questo il modello economico che propongono?
Ma stiamo diventando imbecilli o cosa?
La ricerca scientifica? La cultura? Buttiamo tutto al cesso perchè "in cina non hanno sindacati!!111!uno!1!!"?
Ma vaffanculo chi spara ste stronzate e chi le diffonde come fosse la panacea per la crisi economica.

La sostenibilità si raggiunge con la tecnologia, non il contrario.
Durante la rivoluzione industriale l'inquinamento era forse 100 volte maggiore quello di oggi, perchè dovremmo tornare al passato? Questi vedono il passato come una cosa idilliaca, mentre in realtà era una cosa selvaggia e insostenibile.

Aprire qualche libre pare brutto?
I problemi odierni non sono dovuti al fatto che si punta ad aumentare il PIL ogni anno, anche se il PIL è un parametro obsoleto e superato non è questo il problema.
Al solito c'è sempre chi demonizza un qualcosa e ci fa una crociata sopra.
Secondo i decrescisti inquinamento e crisi economica sono dovute al PIL e ai cinesi sottopagati.
Secondo i vegani inquinamento e crisi economica sono dovute alla carne e agli allevamenti.
Secondo i complottisti inquinamento e crisi economica sono dovute ai banchieri e i governi.

Insomma, ogni coglione ha un colpevole basato sui suoi interessi del momento, che condensa una marea di colpe che ovviamente non gli si può attribuire nemmeno per sbaglio.

Stiamo alla larga dai "decrescisti", il progresso è l'unica cosa che può rendere sostenibile la nostra vita, non il contrario.

Riguardo la parte condivisibile del pensiero decrescista, cioè ridurre l'inquinamento e lo sfruttamento delle risorse, posso rispondere che anche in questo caso con il progresso si fanno passi da gigante.
Come ho già scritto nel mio blog Come risparmiare ho messo in atto una serie di accorgimenti che mi hanno permesso di ridurre drasticamente i consumi di energia e di combustibile. Con un po' di tecnologia (e sottolineo tecnologia, progresso) ho dimezzato, DIMEZZATO, la spesa per il riscaldamento e nel contempo aumentato parecchio la temperatura interna della mia casa (ieri stavo a magliettina e calzoncini estivi, pensa un po') cosa che mi permette di inquinare parecchio di meno, oltre che a spendere meno, e ho diminuito parecchio i consumi di energia elettrica. Probabilmente questa estate spenderò molto meno in condizionatore visto che la mia casa mantiene benissimo la temperatura grazie all'isolamento. Per rendere la nostra vita sostenibile basta non sprecare, non bisogna tornare alle caverne.

31 commenti:

  1. I mentecatti da crociata ci sono ovunque. Tuttavia credo che la parte "sana" intenda avvertire dell'enorme problema energetico e di risorse all'orizzonte, non certo infinite e in gran parte impossibili da sostituire con l'attuale modello economico. Che poi non ci sarà né alcuna decrescita volontaria né nessun nuovo medioevo bucolico è ovvio. Non è nelle corde dell'essere umano castrarsi da solo e, a parte un ecologismo di facciata e modaiolo, a nessuno passa VERAMENTE per la crapa di rimettere in dicusssione il proprio modello di esistenza. Ma che la luce in fondo al tunnel sia un treno è una possibilità concreta.

    Dylan

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    1. Più che parlare di ecologismo dovrebbero parlare di soldi...
      Uno che fa ecologia senza buttare cibo e senza sprecare energia risparmia molti soldi (il mio esempio è lampante, dimezzato la spesa mensile del riscaldamento con risultati doppi rispetto a prima) e credo che questo faccia molta più presa sulla gente che parlare di natura.

      Molti non hanno mai visto un po' di erba spontanea in vita loro, il concetto di natura è astratto.

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  2. Bof, 'sta decrescita mi sembra tanto un termine soft per intendere regressione o pauperismo. Penitenziagite!

    Finché i cinesi rimarranno come sono (una Russia in piccolo, campagne e megaindustrie tutto intorno e al centro armate di sfaccendati e corrotti) non è un'economia su cui investirei. Ne sono e ne saranno, infatti, rimasti bruciati quelli che sono andati a farci dumping con la scusa della manodopera conveniente: hanno trovato un mercato in cui vendere, certo, ma i costi che hanno sostenuto li rovineranno tutti. Soprattutto quelli che hanno puntato tutto tralasciando i mercati europei che son quelli che bene o male, anche con questa crisi, comprano ancora.

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    1. In Cina si vendono prodotti creati in patria.
      Chi è andato in Cina per produrre prodotti da vendere in Cina è un coglione magistrale. Produci a poco ma vendi pure a poco, in quanto li il costo della vita è quello.

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  3. Condivido tutto come al solito.
    Stima.

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  4. Sono in buona parte d'accordo e penso che la decrescita sia una scemenza dei soliti fanatici che non si rendono conto della realtà.
    Ma vi sono alcuni punti su cui dissento da te:
    1) La Cina, ora, non produce SOLO manufatti dozzinali, sforna miriadi di ingegneri e tecnici che stanno cavalcando le tecnologie più avanzate ed i metodi di produzione innovativi. Al confronto le nostre aziende sembrano filatoi del secolo scorso.
    2) La moda è moda appunto! Il vento può girare e ti trovo con 4 straccetti prodotti con metodi del secolo scorso. Il famoso "Made in Italy" è derivato dal benessere, quando c'è ricchezza si può dedicare tempo alla cultura, arte, moda e bellezza. Nel dopoguerra, le nostre madri non potevano creare moda come non lo creano i cinesi adesso, ma col crescere del LORO benessere...
    3) Per evitare una decrescita o regressione, una nazione industrializzata deve rimanere industrializzata, appunto, quindi non basta l'aleatoria moda, il turismo e l'agroalimentare. La ricchezza italiana è nata ai tempi dei grandi indotti meccanici, petrolchimici, elettronici. Prima era un paese essenzialmente agricolo, con scarsa cultura diffusa, il boom economico (e industriale) lo ha trasformato.
    Senza un primario e secondario, si fa fatica a non decrescere

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    1. Rispondo:
      1) Ok, le università cinesi sono all'avvanguardia, ma questo è un punto che non ho aprofondito. Anche l'italia sforna fior fiore di ingegneri e scienziati, il problema è che la merda che li circonda li costringe a migrare.
      2) La moda italiana evolve in continuazione, non sarebbe durata due giorni se fosse statica. Che poi perda mercato per via di gusti che cambiano può anche essere, ma può anche adattarsi al cambiamento e offrire qualcosa che in quel paese piace.
      3) Il cibo non è da sottovalutare. Il grana padano vende a caro prezzo i suoi prodotti all'estero, stessa cosa per vini pregiati e altro. E' una merce da esportazione come un'altra. Poi è ovvio che un singolo settore da solo non basta, e lo dimostra il fatto che l'italia nonostante la moda, vini e alimenti dop sta affondando a picco.

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  5. http://www.liberamenteservo.it/servizi/steel_storm_staelhe/acqua%20diamante_1.htm
    ahuahuhauahuahuha ahuahuahuahuhauh rotolo

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    1. LOL! Ma questo è più pazzo di vaccaro e di Straker messi insieme!

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    2. Oddio ma che cazzo è sta merda?
      Ma da dove se le tirano fuori ste cazzate?

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    3. Il forum secondo me merita,gente che millanta di aver levato la muffa con l'acqua diamante,oppure che ha un rapporto più intimo con i propri animali domestici,e c'è pura la mappa coi distributori per l'acqua diamante (in Campania)

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  6. Palle, lo sai che un ingegnere o un fisico cinese o indiano la mettono allegramente nel culo al 90% dei loro colleghi europei o americani? Inoltre, lo sai che tante ditte cinesi stanno iniziando ad assaltare il mercato di fascia alta? Ad esempio, le ditte che si sono fatte i soldi inondando il mercato di immondizia a basso costo, adesso stanno pagando cifre astronomiche i designer, progettisti e artigiani europei per andargli a insegnare il mestiere. Molti hanno accettato l'offerta, ciò significa che nel giro di pochi anni i cinesi avranno le capacità produttive cinesi INSIEME alla "qualità" europea. Non ti credere che la "qualità italiana" sia così elevata, ormai gli altri hanno scavalcato gli italiani da tempo. Prova a mangiare un prosciutto o un formaggio spagnolo o tedesco, non hanno niente da invidiare a quelli emiliani!

    Inoltre, per finire, l'equazione "prodotto cinese = merda a basso costo" è vera solo e soltanto in italia. Gli importatori italiani si sono fatti i soldi importando la munnezz e rivendendola in italia, qui in UK la qualità è paragonabile a quella locale. Purtroppo vivendo in italia certe cose non le puoi sapere!

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    1. Quando i cinesi produrranno prodotti di alta qualità non li venderanno al prezzo di quelli che vendono ora.
      Comunque sia è vero che non fanno solo roba dozzinale, ma è contro la roba dozzinale che la gente si è scagliata più ferocemente

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    2. Se permetti, ci sono cose che non conosci perchè sono forniture industriali. I ciaina fabbricano e vendono elettronica industriale di altissima qualità a prezzi stracciatissimi. Ho testato personalmente materiali industriali, motori, elettronica e un mare di altre cose di provenienza cinese, la qualità è altissima con un prezzo minore. Questa faccenda della "qualità" è un treno che gli italiani avrebbero dovuto prendere 10 anni fa e che invece hanno perso!

      Alla fine, la decrescita è una stronzata per il semplice fatto che mentre tu "decresci" il tuo vicino cresce, migliora, si espande e alla fine ti incula senza difficoltà!

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    3. Ma la qualità non è solo produrre elettronica e componentistica.
      Io parlo di qualcosa che gli altri non possono offrire. Perchè combattere direttamente contro i cinesi, producendo le loro stesse cose, è impossibile.

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    4. Anotine può essere come dici tu (ma di solito diffido di chi dice 90% senza fonti) mala verità è che i fisici e gli ingegneri tosti non importa di quale nazionalità emigrano verso che li fa alvorare meglio, aka stati uniti e europa.
      Non è un problema se chi farà il prossimo fb è un indiano o un cinese perchè il prossimo fb sarà fatto negli stati uniti, da gente che ha studiato altrove ok, ma che ha messo a punto le sue conoscenze in posti dove la ricerca è pagata.
      La cine è l'india non hanno inventato un cazzo di nuovo nell'epoca post industriale, sono la fabbrica del monod, fanno prodotti elettronici di alto livello? magari si, ma who care, il software è quello che conta, magari foxcom mi produce gli iphone e samsung i cellulari am i soldi li fanno google e apple con i solo software e le loro specifiche.
      L'elettronica di consmo rmai è una emrce povera, e quindi la fanno i cinesi, noi occidentali dobbiamo specializzarci nei campi d avanguardia.

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    5. Comunque sia il prezzo minore delle merci cinesi andrà via via svanendo.
      Già ora un operaio cinese guadagna 200 euro al mese, mentre fino a pochi anni fa ne guadagnava appena 40.

      Comunque non credo stia dicendo qualcosa di insensato, la quasi totalità delle merci che abbiamo usato da 20 anni a questa parte erano made in china, solo di qualità perchè fatte da grandi marchi.
      Non credo sia impossibile che quelle fabbriche ora lavorino per dei cinesi e non per le multinazionali

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    6. Nicholas, purtroppo non sono cose per cui basta linkare una pagina per avere prove. Prova a farti un giro su alibaba.com e fatti i conti dei prezzi, ricordando che si parla di forniture industriali e non di acquisti privati.
      Altrimenti, prova a chiedere a chi lavora nell'ufficio acquisti di una ditta, possibilmente grande. Molti ti risponderanno che comprano da anni merce asiatica dato che l'affidabilità è totale e che la qualità è infinitamente variabile (puoi ottenere munnizza pagando pochissimo, come materiale di ottima qualità pagando un prezzo concorrenziale).

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    7. Non fraintendermi, compro spesso su sunsky.
      Non sto dicendo che la merce elettronica cinese fa schifo (caxxo ho un galaxy nexus e un nexus 10 e sono entrambe prodotti da foxcom, cos' come gli iphone, gli ipad, le xerox e compagnia bella) sto dicendo che ormai l'elettronica non è più una merce di alto livello da produrre.
      La progettazione di questi oggetti avviene in occidente, così come il software che usano.
      La mia critica era al fatto che ingegneri e scienziati cinesi o indiani siano migliori dei nostri.
      Su questo non sono d'accordo, tutta l'innovazione o quasi è prodotto in occidente, magari è prodotta anche da ricercatori di altri paesi ma che compiono le loro scoperte in laboratori occidentali.
      Tutto qua.

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  7. Ho cancellato per sbaglio un commento finito inspiegabilmente nella cartella spam
    A chiunque lo abbia pubblicato chiedo di ripubblicarlo

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  8. In ogni caso la decrescita non è quella perorata da questi mentecatti, la decrescita significa tecnologia, significa usare meglio le risorse, usarne meno per fare di più.
    Qeusta è la decrescita.

    Sono comuqneu sensibile al tema inquinamento, purtroopo durante la rivoluzione industriale inquinavamo meno, ci abbiamo dato duro dagli anni 60-70' in poi ed è ora di darci una regolata, cina, india ma anche usa in testa.

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    1. Io so che fra le fabbriche, carbone, inquinanti vari in proporzione l'inquinamento della rivoluzione industriale era qualcosa di spaventoso.
      In proporzione ovviamente.

      Cina, India e USA inquinano un bordello perchè hanno anche un bordello di popolazione.

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    2. in proporzione è un discorso ampio, in proporzione un inglese inquinava più di adesso, ma un cinese no (non aveva fabbriche), i cinesi oggi bruciano carbone come facevamo noi nel '900.
      Io parlavo di valore assoluto cmq (my fault non ho specificato) e in ogni caso questa non è di sicuro una lancia a favore della decrescita, a meno che non costringiamo i cinesi a decrescere vietandogli di rpodurre :)

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  9. Ommafinalmente!
    Pensavo di essere l'unica cretina che riteneva la decrescita felice un qualcosa di assolutamente assurdo.
    Io non so da te ma qui nel nordest è diventata una faccenda virale.
    Sono circondata dai "decrescisti".
    Sembra davvero il "maipiùsenza" dei metodi per uscire dalla crisi.
    Aiuto.

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    1. Purtroppo regna l'ignoranza...
      La gente non capisce che questa crisi è dovuta al fatto che ormai il petrolio costa un bordello, perchè l'europa è unita solo a parole ma non nei fatti, perchè la Grecia è stata lasciata fare e poi abbandonata, che l'italia è debole sotto ogni punto di vista.

      Arriva uno e propone la magica favola e tutti dietro.

      Mi pare di vedere tanti bambinetti che credono a babbo natale

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  10. "La sostenibilità si raggiunge con la tecnologia, non il contrario." ritengo che questa frase sia il fulcro dell'intero articolo: solo lo sviluppo tecnico-scientifico può aumentare l'efficienza dello sfruttamento e può traformare in risorsa qualcosa che prima non lo era. Esempi lampanti sono lo stesso petrolio (totalmente inutile fino all'inizio del XX secolo circa) e le lampadine a basso consumo: un faretto alogeno necessita di 50W di potenza, un faretto LED necessita di 5W (un decimo) per generare una luce un pochino più fioca ma perfettamente sufficiente per quasi tutte le attività.
    Insomma la decrescita, paradossalmente, con la sua involuzione volontaria provocherebbe un aumento delle risorse e un loro esaurimento precoce (anche perché non si troverebbe nessuna alternativa). Mi possono i decrescisti spiegare come pretendono di mantenere sana la popolazione? Perché il sistema sanitario può funzionare solo e soltanto in un'economia industriale!
    Insomma l'idea di sviluppo sostenibile basato sull'aumento dell'efficienza e la diminuzione degli sprechi è sacrosanta e non c'entra nulla con le idiozie decresciste che sono infinite boiate. Boiate pericolose, aggiungerei.

    Produrre energia in casa da fonti rinnovabili è una buona idea per risparmiare sulla bolletta e per diminuire il carico sul sistema di distribuzione nazionale. La cosa che mi soprende, però, è che i decrescisti (e gli ecologisti) considerino solo e soltanto energie discontinue per loro definizine (solare ed eolico) e non forme di energia continue e molto più utili su vasta scala come il geotermico (per il quale il territorio italiano esclusa la Sardegna ha un enorme potenziale) e l'energia che può essere prodotta dai rifiuti (il biogas generato dal trattamento dei rifiuti organici), che sarebbe il modo più logico di usare risorse che ora sono sprecate: anche in questo momento tonnellate di rifiuti vengono buttate in discarica e un'immane quantità di calore lascia l'interno del pianeta per poi perdersi nello spazio dopo vari passaggi.

    A questa gente è decresciuto il cervello.

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    1. Bello poi che parlano di pannelli solari ma allo stesso tempo di evitare la globalizzazione.
      I pannelli solari di quasi tutta europa vengono dalla Cina...

      Controsensi a profusione

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    2. Voce, la tecnologia geotermica è qualcosa di cui forse solo i nostri figli potranno beneficiare. Dal punto di vista concettuale è semplice ma ci sono ostacoli enormi dal punto di vista tecnologico, soprattutto riguardo ai materiali. Non stare col fiato sospeso in attesa e non credere che ci sia la volontà di sfruttarlo: se fosse possibile, tanti lo farebbero di corsa.

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  11. Che cavolo è l'acqua diamante, qualcuno ci ha capito qualcosa?
    Poi che c'entra con l'articolo che si stava trattando?
    Quinta dimensione?
    Oddio, ma chi cavolo è sto tizio...

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    1. Credo che l'acqua diamante sia un oscuro segreto anche per chi ha partorito quell'idea. Anzi, più che altro mi domando in che stato è lo psichiatra che ha in cura questo svitato

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