Non bastava rubare meme, vignette e battute. C'è chi si appropria di interi video, li mandano in streaming, lo guardano in silenzio, magari si alzano e vanno a prendere il caffè, e intanto ruba visualizzazioni. Non aggiungono nulla, non citano nessuno, e spesso fanno più traffico del creatore originale che ha investito tempo, idee e magari pure soldi nel proprio video.
Benvenuti nel regno dei "reaction streamer".
In teoria: il reaction fatto bene
Il concetto in sé non è negativo. Il formato “reaction” nasce con buone intenzioni: guardare un contenuto altrui e commentarlo, criticarlo, arricchirlo, magari completarlo o smontarlo.
Mostrare il video di un canale esordiente fra l'altro potrebbe essere una buona pubblicità e aiutarlo a crescere.
Questo tipo di stream può educare, può aggiungere informazioni, può mostrare diversi punti di vista.
Uno streamer che segue queste buone pratiche è l'americano Asmongold, ad esempio. Zach Rawr. Uno dei più seguiti, aggiunge sempre valore ai video che guarda e ne amplifica la portata. Mostra il titolo del video, il canale, mette il like, lascia correre perfino la pubblicità o le sponsorizzazioni e invita i suoi spettatori ad andare a guardare il video originale e seguire il canale.
Ma non tutti sono corretti
Quello che fa Asmongold sembra normalissimo, ma in tanti non fanno. Molti fanno scorrere il video senza aggiungere niente, senza citare nemmeno lontanamente il creatore originale. Di fatto rubando tutto: non hanno fatto il minimo sforzo, hanno sfruttato il lavoro altrui mentre se ne stavano seduti mangiandosi bignè alla crema.
E intanto hanno guadagnano cifre da capogiro. Letteralmente molti di questi guadagnano MIGLIAIA di dollari a stream, a volte decine di migliaia.
Come uno schermo fuori da un cinema
Questi maiali altro non fanno che farsi i fatti propri mentre fanno andare il lavoro altrui, guadagnando al posto loro. E nemmeno si sentono in colpa come se le facce che fanno una volta ogni tanto o quel "that's crazy" che dicono fosse un immenso sforzo.
Può essere legale questa cosa? Probabilmente no, se qualcuno si mettesse fuori dal cinema con uno schermo a trasmettere il film che stanno passando in quel momento, lo fermerebbero in due minuti e si beccherebbe una denuncia che la metà basterebbe a mandare in bancarotta tre generazioni. Su internet invece è “contenuto”, monetizzabile, e pure applaudito.
La causa di Ethan Klein
Nel giugno 2025, Ethan Klein (del canale H3H3 Productions) si deve essere stufato di questa situazione e ha cercato di mettere un freno a questa ladroneria sciatta. Ha trascinato in tribunale tre streamer: Frogan, Denims e Kaceytron accusandoli di aver trasmesso il suo video quasi integralmente, senza commenti significativi o aggiunta di informazioni o perfino opinioni.
Con situazioni surreali a dir poco: Frogan si è alzata in live, lasciando il video andare mentre è andata in bagno. Quando è tornata a schiaffare le chiappe sulla poltrona ha parlato d’altro e iniziato a leggere Reddit sul cellulare.
Denims ha mostrato 70 minuti su 100 del filmato, invitando gli spettatori a non guardarlo sul canale di Ethan per “non dare visualizzazioni” all’originale. Insomma non solo ne ha rubato il contenuto ma ha anche invitato a boicottarlo attivamente.
Kaceytron ha fumato. Letteralmente. Più di quanto abbia parlato.
Klein ha definito tutto questo come "lazy reaction": non una reazione, ma una riproduzione parassitaria. E direi che tale roba non si può definire altrimenti.
Fair use e ipocrisia
Alcuni, probabilmente diversamente pensanti, hanno accusato Klein di ipocrisia, visto in passato si è speso attivamente per difendere il fair use. Ma tutto questo non è fair use, è ben lontano dall'esserlo.
C'è una differenza enorme: nel fair use si può prendere un contenuto, mostrarne alcune parti e AGGIUNGERE qualcosa commentandolo con nozioni aggiuntive, curiosità, anche correggerlo.
Anche opinioni e critiche sono ben accette. Basti pensare a recensioni di film, cartoni o serie TV: è possibile mostrare alcuni spezzoni senza infrangere la legge!
Quello che Ethan vuole combattere è l'esatto opposto, come abbiamo già letto: mostrare l'intero contenuto senza nemmeno fiatare.
Facciamo un esempio pratico, magari qualcuno che è contro la denuncia magari lo capisce:
Un recensore mostra qualche spezzone o immagine di un film mentre lo descrive e dà le sue opinioni a riguardo, lo può fare per maggior chiarezza e completezza della sua recensione. Questo è fair use.
Mentre, come detto prima, mettere uno schermo fuori dal cinema mostrando l'intero film poi, durante i titoli di coda, alzarsi in piedi e dire "era bello!" non solo non è un lavoro, ma ha impedito al cinema di vendere quasi tutti i biglietti.
E se il tribunale federale darà ragione a Klein, e ci sono tutti i presupposti perché lo faccia, la galassia del react passivo rischia di saltare in aria.
In conclusione: le reaction passive sono una vergogna
Chi crea il video pensa, scrive, monta, pubblica. Probabilmente ha investito anche in attrezzature, software e hardware, e non si parla di cifre ignorabili.
Chi "reagisce" va in live con un PC che può essere di scarsa qualità, una webcam puntata in faccia giusto per dire che c'è e far vedere che sorride ogni tanto, fa partire il video e nel mentre si gratta e monetizza alla grande. Roba che farebbe gridare chiunque "ma vai a spaccare le pietre!".
Per similitudine tematica suggerisco la lettura del mio articolo "Freebooting e furto creativo: il trionfo dell’imbecille nel web 2.0"
