Non bastava rubare meme, vignette e battute. C'è chi si appropria di interi video, li mandano in streaming, lo guardano in silenzio, magari mentre si alzano e vanno a prendere il caffè, e intanto rubano visualizzazioni a chi ha lavorato sul serio. Non aggiungono nulla, non citano nessuno, e spesso fanno più traffico del creatore originale che ha investito tempo, idee e magari pure soldi per creare quel contenuto.
Benvenuti nel regno dei "reaction streamer", gente che non si sa bene come ma campa senza fare un benemerito casso di nulla.
In teoria: il reaction fatto bene
Il concetto in sé non è negativo, bada bene. Il formato “reaction” nasce con buone intenzioni e ha un senso: guardare un contenuto altrui e commentarlo, criticarlo, arricchirlo, magari completarlo o smontarlo in caso si dicano falsità. Mi viene in mente un ingegnere nucleare che smentisce o conferma, spiegando per bene, le strampalate teorie in cui si imbatte.
Mostrare il lavoro di un creatore esordiente fra l'altro potrebbe essere una buona pubblicità e aiutarlo a crescere. Questo tipo di stream può educare, può aggiungere informazioni, può mostrare diversi punti di vista. Non si tratta di una pratica negativa.
Uno streamer che mette in atto buone pratiche è l'americano Asmongold, alias di Zach Rawr. Uno dei streamer più seguiti in assoluto, aggiunge sempre valore ai video che guarda e ne amplifica la portata. Mostra il titolo del video, il canale, mette il like, lascia correre perfino la pubblicità o le sponsorizzazioni e invita i suoi spettatori ad andare a guardare il video originale e seguire il canale dopo aver copiato il link nella chat.
Ma non tutti sono corretti
Quello che fa Asmongold sembra normalissimo, ma in tanti non fanno. Molti fanno scorrere il video senza aggiungere niente, senza citare nemmeno lontanamente il creatore originale. Di fatto rubando tutto: non hanno fatto il minimo sforzo, hanno sfruttato il lavoro altrui mentre se ne stavano seduti mangiandosi bignè alla crema (cit di un mio amico).
Se proprio va bene fanno una risata, un commentino (come da immagine) e via così a mostrare ore e ore di lavoro altrui senza fare una benemerita.
E intanto hanno guadagnano cifre da capogiro. Letteralmente molti di questi guadagnano MIGLIAIA di dollari a stream, a volte decine di migliaia.
Magari potresti pensare che la gente li guarda perché sono bravi a raccogliere video interessanti qua e là per il web, che si guardano i loro stream perché dietro c'è un lavoro di ricerca che ti condensa il meglio...
Macché! Vanno avanti di video di "tendenza" oppure con i suggerimenti che fanno i loro stessi follower o addirittura i follower altrui! Cioè letteralmente questi si svegliano e si siedono a guardare video, finito lì!
Come uno schermo fuori da un cinema
Questi maiali, che in altro modo non si possono definire, altro non fanno che guadagnare soldi al posto di chi ha lavorato. Non credo esista termine migliore di parassita.
E nemmeno si sentono in colpa, si vergognano o provano imbarazzo nel farlo. Come se le facce che fanno una volta ogni tanto o quella risatina o quel "perbacco!" che dicono fosse un immenso sforzo che giustifica il dirottamento di guadagni da tasche meritevoli alle loro sudicie mani atrofizzate.
Ma è legale questa cosa? Probabilmente no, se qualcuno si mettesse fuori dal cinema con uno schermo a trasmettere il film che stanno passando in quel momento, lo fermerebbero in due minuti e si beccherebbe una denuncia che la metà basterebbe a mandare in bancarotta tre generazioni.
La causa di Ethan Klein
Nel giugno 2025, Ethan Klein (del canale H3H3 Productions) si deve essere stufato di questa situazione (giusto per non scrivere che si è definitivamente rotto li co...) e ha cercato di mettere un freno a questa ladroneria sciatta. Ha trascinato in tribunale tre streamer: Frogan, Denims e Kaceytron accusandoli di aver trasmesso un suo video quasi integralmente, senza commenti significativi o aggiunta di informazioni o perfino opinioni.
Con situazioni addirittura peggiori di quanto fatto dai loro "colleghi" finora: Frogan si è alzata, lasciando il video andare mentre è andata in bagno. Quando è tornata a schiaffare le chiappe sulla poltrona ha parlato d’altro e iniziato a leggere Reddit sul cellulare. Si ha guadagnato soldi per tutto questo, al posto di un altro.
Denims ha mostrato 70 minuti su 100 del filmato, invitando gli spettatori a non guardarlo sul canale di Ethan per “non dargli visualizzazioni”. Insomma non solo ne ha rubato il contenuto ma ha anche invitato a boicottarlo attivamente.
Kaceytron ha fumato. Letteralmente. Più di quanto abbia parlato.
Klein ha definito tutto questo come "lazy reaction", e ci è andato parecchio leggero.
Fair use e ipocrisia
Alcuni, probabilmente diversamente pensanti, hanno accusato Klein di ipocrisia, visto in passato si è speso attivamente per difendere il fair use. Ma tutto questo non è fair use, anzi è ben lontano dall'esserlo.
C'è una differenza enorme fra le due cose: nel fair use si può prendere un contenuto, mostrarne alcune parti e AGGIUNGERE qualcosa commentandolo con nozioni aggiuntive, curiosità, anche correggerlo.
Anche opinioni e critiche sono possibili. Basti pensare a recensioni di film, cartoni o serie TV: è possibile mostrare alcuni spezzoni senza infrangere la legge, anzi a ben pensarci sarebbe impossibile fare il contrario!
Quello che stiamo esaminando è l'esatto opposto: mostrare l'intero contenuto senza nemmeno fiatare.
Tanto vale guardare l'originale no? Eh no, ormai l'hai visto, ha preso i soldi il dirottatore e non l'autore, spiaze.
E se il tribunale federale darà ragione a Klein, e ci sono tutti i presupposti perché lo faccia, la galassia del react passivo rischia di saltare in aria.
In conclusione: le reaction passive sono una vergogna
Chi crea il video pensa, scrive, monta, pubblica. Probabilmente ha investito anche in attrezzature, software e hardware, e non si parla di cifre ignorabili.
Chi "reagisce" va in live con un PC che può essere di scarsa qualità, una webcam puntata in faccia giusto per dire che c'è e far vedere che sorride ogni tanto, fa partire il video e nel mentre si gratta e monetizza alla grande. Roba che farebbe gridare chiunque "ma vai a spaccare le pietre!".
Per similitudine tematica suggerisco la lettura del mio articolo "Freebooting e furto creativo: il trionfo dell’imbecille nel web 2.0"

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