🧩 Il caso di Blackpool: un bambino seviziato da due donne
Nel 2016, nel Regno Unito, una madre e la sua compagna sono state condannate per aver torturato per anni un bambino di 5 anni. Le due donne lo picchiavano con oggetti contundenti, lo legavano nudo e lo rinchiudevano in un armadio per ore, lasciandogli solo caramelle per sopravvivere. In un’occasione, dopo avergli spaccato la testa, hanno tentato di “ripararla” con la colla, senza portarlo in ospedale.
Solo quando le ferite sono diventate troppo gravi da nascondere, il bambino è stato portato in ospedale. I medici hanno immediatamente denunciato l’accaduto. Le due donne sono state arrestate e condannate, ma il caso ha ricevuto una copertura mediatica limitata rispetto ad altri episodi simili con ruoli invertiti.
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📊 Violenza domestica: i dati aggiornati (2025)
Secondo il report 2025 di Sci-Tech Today:
Il 47.3% delle vittime di violenza domestica sono donne
Il 44.2% sono uomini
Questi dati mostrano una distribuzione quasi paritaria nella prevalenza della violenza domestica. Tuttavia, quando si parla di violenza grave (lesioni, strangolamento, minacce con armi):
Il 14.8% delle donne e il 4% degli uomini negli USA hanno subito almeno un episodio grave
Il 60% degli omicidi femminili avviene in ambito familiare, contro il 12% degli omicidi maschili
⚰️ Omicidi: uomini più colpiti in termini assoluti, donne più a rischio in ambito familiare
Quando si parla di violenza domestica e femminicidio, è importante distinguere tra la frequenza degli omicidi e il contesto in cui avvengono. Secondo il Global Study on Homicide dell’UNODC e i dati Eurostat aggiornati al 2023:
Circa l’81% delle vittime di omicidio nel mondo sono uomini
Tuttavia, il 60% degli omicidi di donne avviene in ambito familiare o da parte di partner intimi
Solo il 12% degli omicidi di uomini avviene in contesto domestico
📌 In sintesi: gli uomini sono molto più frequentemente vittime di omicidio in senso assoluto, ma le donne sono più spesso uccise da persone a loro vicine. Questo non significa che la violenza contro le donne sia meno grave, ma che la violenza letale colpisce entrambi i sessi in forme diverse.
Tuttavia, nella narrazione pubblica, si tende a enfatizzare solo una parte del fenomeno. Parlare di “violenza sistemica contro le donne” senza menzionare che gli uomini sono le principali vittime di omicidio nel mondo rischia di offrire un quadro parziale. Una lettura onesta e completa dei dati richiede di riconoscere tutte le vittime, senza ideologie né semplificazioni.
⚖️ Il doppio standard nella giustizia
Uno studio dell’Università del Michigan ha evidenziato che, a parità di reato, le donne ricevono pene più leggere degli uomini. Questo fenomeno è noto come “gender sentencing gap” e riflette un bias culturale: l’idea che le donne siano meno pericolose o più “recuperabili”.
Inoltre, alcune correnti del femminismo radicale hanno proposto l’abolizione del carcere femminile, sostenendo che le donne siano vittime del sistema patriarcale anche quando commettono reati. Ma casi come quello di Blackpool dimostrano che la violenza non ha genere, e che ogni abuso merita la stessa condanna, indipendentemente da chi lo commette.
🧠 Perché gli uomini non denunciano?
Secondo il World Bank Gender Data Portal, gli uomini vittime di violenza domestica denunciano molto meno rispetto alle donne. I motivi principali:
Paura di non essere creduti
Vergogna sociale
Mancanza di strutture di supporto dedicate
Questo porta a una sottostima sistemica del fenomeno, che alimenta l’idea errata che la violenza domestica sia un problema esclusivamente femminile.
- La violenza domestica colpisce entrambi i sessi
- Gli uomini sono la maggioranza delle vittime di omicidio
- Le donne subiscono più spesso violenza in ambito familiare
- La giustizia tratta in modo diverso uomini e donne a parità di reato
- Gli uomini denunciano meno per paura e stigma
📌 Conclusione: contro ogni abuso, senza ideologie
La violenza domestica è un problema trasversale, che colpisce donne, uomini e bambini. Negarlo o minimizzarlo in base al genere dell’autore o della vittima è un errore grave. Serve un approccio basato sui fatti, non sulle ideologie. Altrimenti dovremmo abbandonare a loro altri bambini di cinque anni rei di essere nati maschi nelle grinfie di persone polarizzate dalla propaganda.
Riconoscere che anche le donne possono essere violente — e che anche gli uomini possono essere vittime — non significa negare la violenza di genere. Significa difendere la verità e la giustizia per tutti.
Fonti e approfondimenti:
- Antisessismo: no la violenza sulle donne non ha conseguenze più gravi di quella sugli uomini - articolo di blog che analizza i danni subiti dagli uomini