Ha fatto il giro del web nel 2016 e ciclicamente si ripresenta in forma virale, con ormai 42 mila interazioni e quasi 6 milioni di visualizzazioni. Nel video una persona mostra un enorme tubo “misterioso” che scarica in mezzo ad una spiaggia, che poi finisce anche in mare, un liquido scuro e maleodorante, sostenendo si tratti di oli esausti, benzina, petrolio e altro.
Ma si tratta davvero di petrolio gettato in mare in pieno giorno?
⚙️ Cosa si vede (e cosa si dice)
Ammettiamolo: lo scenario è alienante. Un tubo gigante, acqua quasi nera all’inizio della spiaggia. I due autori del video, soprannominati “iene maremmane”, si lanciano in una telecronaca indignata, convinti che si tratti di inquinamento industriale.
L’“analisi chimica” è affidata all’olfatto e all’interpretazione istantanea. Il tutto condito da commenti apocalittici e accuse al “sistema marcio”.
🧠 Ma davvero qualcuno verserebbe petrolio in mare così?
Ragioniamo un attimo: è davvero plausibile che, sotto gli occhi di tutti, in pieno giorno, qualcuno versi rifiuti tossici in mare? E soprattutto… petrolio? Qualcosa non torna.
Quella scena non è un crimine ambientale: è ripascimento artificiale.
🏖️ Cos’è il ripascimento artificiale
È una pratica costiera legale e monitorata, usata per combattere l’erosione delle spiagge. Si getta sabbia dragata da fondali marini (canali, porti, foci) e la si distribuisce sulla riva. La sabbia può essere mescolata a conchiglie e frammenti organici per somigliare alla sabbia naturale.
Essendo sabbia che si è adagiata sui fondali si sono creati fenomeni di putrefazione dei materiali organici rimasti in mezzo (come erba o alghe), per questo motivo l'acqua ha un colore scuro e ha uno strano odore.
A riprova di quanto dico allego una fotografia di un ripascimento artificiale in corso:
🧪 Segni evidenti che non si tratta di petrolio
- Nessuna iridescenza colorata tipica degli oli
- Nessuna schiuma chimica
- Nessuna traccia visibile di contaminanti oleosi
In breve: nessuna prova, solo una narrazione ansiogena.
📢 Smettiamola con l’indignazione a prescindere
Ogni estate ricompare il video e ogni volta c’è chi grida allo scandalo. Ma il ripascimento è monitorato dalle autorità e spesso annunciato pubblicamente. Nessuna “strage ambientale”, nessuna “benzina nel mare”.
Signori miei, prima di lanciare invettive, sarebbe il caso di dare un’occhiata a fonti reali.
📺 Il video incriminato
Lo puoi trovare ancora su Facebook: guarda il video
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Fonti sulla pratica del ripascimento artificiale
📌 Domande frequenti sul video dell’acqua nera
Domande frequenti sul ripascimento artificiale e sul video virale
Il tubo nel video scarica petrolio in mare?
No. Si tratta di ripascimento artificiale, una pratica autorizzata che prevede il rilascio di sabbia dragata per contrastare l’erosione delle spiagge. L’acqua può apparire scura per la presenza di materiale organico in decomposizione.
Perché l'acqua ha un colore e un odore strano?
La sabbia dragata può contenere alghe, erba e sedimenti organici accumulati nei fondali. Quando vengono smossi, sprigionano odori e pigmenti naturali che rendono l’acqua visivamente sgradevole — ma non tossica né inquinante.
Chi ha girato il video virale?
Il video è stato realizzato da una coppia che si fa chiamare "iene maremmane". Hanno interpretato il fenomeno come scarico di sostanze tossiche, ma non hanno fornito prove né analisi chimiche verificate.
Cosa dice la Guardia Costiera sul ripascimento?
Le autorità costiere confermano che il ripascimento è una pratica regolamentata e spesso monitorata direttamente. È progettata per essere innocua per l’ecosistema e non comporta scarico di materiali tossici.
Come riconoscere l'acqua contaminata da petrolio?
L’acqua contaminata da petrolio presenta iridescenze colorate (riflessi multicolore), odore chimico molto forte e spesso schiume viscose. Nel video virale, nessuno di questi segni è presente.