Dalle promesse alle poltrone: il dietrofront del M5S sulla legge Cirinnà e il modello politico italiano
Questo articolo è una retrospettiva critica su un episodio emblematico del comportamento politico in Italia. Partendo dal caso M5S e la legge Cirinnà del 2016, esploriamo il meccanismo ricorrente che trasforma promesse elettorali in silenzi parlamentari.
Nel 2016, il Movimento 5 Stelle affrontò una delle sue prime grandi crisi di coerenza politica: il dietrofront sulla legge Cirinnà, che avrebbe introdotto le unioni civili in Italia e la stepchild adoption. Dopo anni di promesse roboanti sui diritti civili, il partito decise di rinviare il voto, dichiarando che “non c’erano i numeri” per farla passare e lasciando "libertà di coscienza" ai propri parlamentari.
Il risultato? Una rivolta interna da parte degli elettori pentastellati, che si sentirono traditi da chi aveva promesso di essere “diverso dai partiti tradizionali” ma che, con poca sorpresa di alcuni osservatori esterni, si è rivelato della stessa identica pasta.
📸 La reazione degli elettori: screenshot di una delusione
Il post pubblicato da Beppe Grillo subito dopo il dietrofront — una promozione di tisane pseudoscientifiche — fu percepito come una presa in giro e un tentativo di sviare l'attenzione. I commenti esplosero: accuse, sarcasmo, rabbia. Gli screenshot raccolti testimoniano una frustrazione diffusa, non solo per la scelta politica, ma per il modo in cui fu gestita la comunicazione.
Molti utenti accusarono il blog di Grillo di pubblicare post ogni 10–15 minuti per spingere in basso le polemiche nella timeline, senza cancellare i commenti ma tentando di renderli invisibili con metodi più subdoli. Comportamento che è saltato all'occhio dei seguaci di Grillo in quanto era assolutamente fuori dall'ordinario.
Come disse spesso il Tenente Colombo (Peter Falk): quando qualcuno cambia le sue abitudini c'è sempre qualcosa dietro.
🧠 Il meccanismo ricorrente: opposizione roboante, governo silenzioso
Nella scena italiana il caso M5S non è isolato. È parte di un modello politico ricorrente e trasversale:
In opposizione: promesse forti, slogan, battaglie ideologiche
In parlamento: compromessi, rinvii, silenzi strategici
La “libertà di coscienza” invocata dal partito fu vista da molti come una copertura retorica per giustificare il dietrofront. E come spesso accade, quando un politico dice “non preoccupatevi, non lo faremo”, è proprio lì che bisogna preoccuparsi.
Non mi sono sforzato troppo a trovare questi commenti, erano proprio sfilze su sfilze...
⚖️ Le conseguenze politiche
Il DDL Cirinnà fu approvato solo dopo un compromesso con il Nuovo Centro Destra, che portò alla rimozione della stepchild adoption dal testo finale. Il Movimento 5 Stelle, che avrebbe potuto garantire una maggioranza solida, scelse di non sostenere l’emendamento “canguro” che avrebbe velocizzato l’approvazione.
Gli elettori avevano ragione: la "libertà di coscienza" era velo semantico per mascherare il loro totale dietrofront.
🧨 Una lezione per gli elettori
Questa vicenda resta una memoria storica utile per comprendere come la coerenza politica possa crollare una volta raggiunto il potere. È un esempio di come le promesse elettorali possano essere strumentali, e di come la delusione possa trasformarsi in consapevolezza.
“Non è che sono profeta. È che ormai mi sono sturato il naso: la spazzatura la sento da lontano.”
Oggi, nel 2025, vediamo un PD impegnato a urlare che serve un salario minimo, che servono condizioni di lavoro migliori, e lo fa sin dal primo giorno in cui hanno perso la poltrona. La poltrona del governo: hanno governato per oltre 10 anni con piccole interruzioni. Non hanno fatto nulla di quanto chiedono oggi al governo, nonostante abbiano avuto 10 anni di tempo per farlo.
Nel caso dei fondi alla sanità quel partito è stato complice di tagli di decine di miliardi in precedenza, e adesso addossano la responsabilità a chi al governo c'è un paio di anni.
Credo sia anche per questo motivo che l'affluenza alle urne continua a calare anno dopo anno: la gente ne ha abbastanza di essere presa per i fondelli.
Per leggere le reazioni di Cirinnà al retrofront e le discussioni iniziali sulla "libertà di coscienza" leggi questo articolo: DDL Cirinnà e libertà di coscienza: il retrofront Cinque Stelle
Fonti e approfondimenti
Sulle promesse elettorali:
Domande frequenti (FAQ)
Cosa accadde al M5S con la legge Cirinnà nel 2016?
Il Movimento 5 Stelle decise di non sostenere la legge sulle unioni civili, dichiarando che non c'erano i numeri per farla approvare. La scelta scatenò proteste da parte degli elettori, delusi dalle promesse non mantenute.
Perché gli elettori M5S si sentirono traditi?
Per anni il M5S aveva promesso l'impegno sui diritti civili. Il dietrofront sulla legge Cirinnà fu percepito come incoerente e strategico, simile ai comportamenti dei partiti tradizionali.
Cos'è il vincolo di mandato e perché i politici possono cambiare idea?
In Italia non esiste il vincolo di mandato: i parlamentari non sono obbligati legalmente a mantenere le promesse fatte agli elettori. Teoricamente rappresentano l'intera nazione, non solo chi li ha votati, e quindi possono cambiare posizione in base al contesto o alle strategie politiche.
Quali sono i rischi delle promesse elettorali non mantenute?
La mancata coerenza tra promesse e azioni genera sfiducia, astensionismo e disillusione verso la politica. Può anche contribuire a polarizzazione sociale e radicalizzazione del dissenso.