martedì 26 aprile 2016

Chef vegano alla mensa dei poveri, senzatetto in rivolta

Ricordate le imitazioni di Crozza? Quello chef vegano che parlava con la frutta... ecco, imitava proprio lo chef che hanno mandato alla mensa dei poveri. Simone Salvini, chissà se è parente, ha cucinato per i poveri nella mensa dei frati dell'Antoniano di Bologna e molti non hanno apprezzato la cosa...

Ci serve la carne!


I senzatetto hanno commentato così la cucina vegan crudista dello chef: a questo punto torniamo in strada, abbiamo bisogno della carne.
Frase che lo chef non ha compreso, infatti si domandava il perché della protesta, lui ha dato roba bioecoevoequomacroevolutivaraw blablabla, come mai non apprezzano?


Ci provo a spiegarlo io perché non apprezzano, il più gentilmente possibile (ci provo ho detto!):
Quella è gente che vive in strada, al freddo, lottando giorno dopo giorno. Fanno una vitaccia di enormi difficoltà e fatiche. Lottano per tenere un posto dove non piove o c'è qualche grado di temperatura in più la notte per non morire di freddo. Non stanno in condizioni igieniche ottimali vivendo sempre in strada. In tutta questa situazione loro hanno bisogno di ENERGIE, non di qualche zucchina cruda, bacche di goji e becchime per canarini.

E certo che non lo capisci tu perché non gli va bene brucare l'erba bio eco equo a gente senza dimora, tu mica fai la fatica che fanno loro! Tu stai nella tua bella casetta, vai a lavorare nella bella cucinetta.
Mai che ci fosse un vegano che fa il boscaiolo o il minatore, chissà perché eh.

E non c'entra un cazzo il modo in cui la servi, non cambia nulla fare le polpette per "rassicurarli".
A quella gente servono energie, non verdura cruda.
Lo scontro fra due ceti diversi: il ricco che non fa fatica fisica che non capisce perché le verdurine non vanno bene a chi di fatiche fisiche ne passa tantissime, non tanto per il lavoro quanto per l'impatto con le condizioni climatiche.

Che se ne facciano una ragione: la dieta vegana, peggio crudista, non fa per tutti.
Chi può e vuole mangi pure vegano crudista, ma non si stupisca se agli altri va bene.
Incredibile vedere la reazione dello chef, sul serio, sembra completamente ignaro di come funziona il mondo... gli fa onore prestare servizio in una mensa dei poveri, sia chiaro, ed è anche abbastanza maleducato lamentarsi di quello che ti danno gratis, ma cazzo come fai a non accorgerti che quella gente non può mangiare quello che gli proponi perché ha fame?

9 commenti:

  1. Il problema non è questo tizio, che, poveretto, vive in un universo tutto suo; il problema è l'organizzazione della mensa per i poveri che l'ha preso a cucinare nonostante sapessero bene cosa cucina. Quei frati non potevano pensarci prima e sbattergli le porte sul muso? Loro per primi sanno che i miserabili hanno bisogno di qualche piatto proteico almeno un paio di volte alla settimana! Almeno nelle mense per i poveri di cui ho notizia c'è sempre una lunga lista d'attesa per i volontari che vogliono prestarvi servizio; pesca da lì un cuoco che conosci, e di cui sai che cucina in maniera normale, e sei a posto.

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    1. Uno normale ce l'hanno, ma non ho capito bene il loro piano e ci hanno infilato pure lui

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    2. Mi sa che non l'hanno capito neppure loro.

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  2. Che poi come si fa a definire un crudista "cuoco"? La parola "cuoco" ha la stessa etimologia di "cuocere". Chi vuol capire, capisca.

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    1. Però "chef" significa capo, è il capo della cucina, termine francese.
      Quindi magari cuoco non ce lo hanno chiamato, forse...

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  3. quello delle imitazioni di Crozza... Quelle imitazioni mi fanno morire.
    Povero vegan crudista che non ha mai visto la fame in vita sua! Beh, neanch'io se è per quello; ma non è una giustificazione per far questa cazzata di propinare certe schifezze a chi ha bisogno.

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    1. Il bello è che ancora non capisce, va oltre la sua concezione del mondo.
      Vive nelle fiabe proprio

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  4. Non ho capito se i poveri hanno chiesto di avere anche altri piatti oltre a quelli vegani, e allora hanno ragione, o hanno rifiutato i piatti vegani, e allora hanno torto.

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    1. Hanno mangiato, credo, ma ovviamente non era sufficiente e glielo hanno fatto notare "A sto punto me ne torno in strada".

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