venerdì 28 marzo 2014

Ricercatori e torture sugli animali: la verità

Credo di aver ormai smontato punto per punto tutta la propaganda animalista, sia con il blog che con il libro, lasciando ben pochi punti non trattati, ma uno di questi è sicuramente il presunto sadismo dei ricercatori che infliggerebbero, secondo le menzogne animaliste (o meglio, animalarde), indicibili torture agli animali per puro divertimento. Forse ho fatto male a trattare in modo superficiale questo punto...

... in quanto su questa menzogna, che molti prendono per vera e assodata, si basa il delirio animalardo.
E' praticamente la colonna portante della propagana animalista.

Racconto prima di cosa sono convinti certi animalardi:
La campagna denigratoria e diffamante animalista è andata avanti per anni e incontrastata (fin'ora, per quello odiano tanto me e i miei "colleghi" di debunking), trovando terreno fertile nelle menti deboli e ignoranti del cittadino medio. Questa campagna ha inculcato nella mente di questi sempliciotti ogni razza di aberrazione: ricercatori che camminano sopra i cuccioli per vedere quanto resistono prima di morire, ricercatori che sbattono al muro i cuccioli per "studiare le fratture", ricercatori che squartano e sventrano venti cuccioli vivi ogni giorno per il solo gusto di vederli soffrire perché l'anestesia viene contabilizzata sotto "costi inutili" (che non esiste, nel caso avessi il dubbio) e così via.
Insomma, i ricercatori sono dipinti come sadici e spietati, esagerando la cosa fino al grottesco:

Questa immagine, della pagina "A favore della sperimentazione animale" mette in confronto la propaganda nazista con la propaganda animalista. Inutile dire che la propaganda animalista appare perfino peggiore di quella nazista! Si nota subito come hanno dipinto i ricercatori.

Ora veniamo al punto fondamentale del mio discorso: quante possibilità ci sono che i ricercatori siano tutti dei sadici torturatori spietati che calpestano gli animali per fare soldi?

I colleghi fanno sempre notare come sia immensamente stupido sostenere decine di anni di studi faticosi e costosi per mettersi a torturare degli animali, quando basta andare in strada e beccare il primo randagio che passa per sfogare tali pulsioni, se mai esistessero.
Ma io voglio proprio andare a vedere quanto è probabile che i ricercatori lo siano realmente, visto che potrebbero sollevare l'obiezione che prendere i randagi è un reato mentre la "vivisezione" non lo è:

Il sadismo, inteso come atto di tortura, non è una cosa molto comune, specialmente se si distingue il sadismo sessuale dal sadismo non sessuale, che è la parafilia che in teoria dovrebbe affliggere l'intera categoria dei ricercatori. C'è quindi da domandarsi una cosa: come è possibile che una parafilia colpisca così tante persone e nessuno ci ha fatto dei studi sopra? Le percentuali sono completamente sproporzionate.

Perché non è mica da tutti poter infliggere delle torture senza battere ciglio:
Ricollegandomi al nazismo: sai perché furono inventate le camere a gas?
Fu una decisione presa dopo che i nazisti iniziarono le prime pulizie etniche, quando iniziarono a sterminare gli ebrei polacchi. Ai soldati veniva ordinato di rastrellare, raggruppare e fucilare sul posto quelle povere persone, ma si accorsero subito che questi soldati, affatto sadici e torturatori, stavano subendo pesantissime ripercussioni psicologiche. Molti di loro già dopo qualche fucilazione non ce la facevano più e crollarono.
Allora i piani alti nazisti si inventarono un metodo parecchio più indiretto, che erano le camere a gas.
I soldati dovevano solo farli entrare nelle finte docce, chiudere e aprire le valvole per il gas.
Solo così riuscirono a compiere quello sterminio di massa. Poi i test sui prigionieri, che ricordo sostituivano quelli sugli animali, vennero portati avanti da mengele, quello seriamente senza scrupoli e sadico.

Ecco quindi che, sulla base di pochissime nozioni, si può affermare che la storia dei ricercatori "sadici torturatori" è catalogabile come immensa balla che non sta né in cielo né in terra.
E su questo come ben sappiamo si basa gran parte della teoria diffamatoria animalista!
Insomma, non solo raccontano balle, ma sono balle che si basano su balle! Tutto il teatrino non si regge inpiedi, è un castello di carte già crollato.

E' incredibile come questi indegni personaggi riescano a convincere tante persone di falsità assurde con questa facilità estrema. Specialmente in questa epoca in cui l'informazione è gratuita e acessibile a tutti!

In ogni caso possiamo essere certi di questo: qualsiasi cosa dicano gli animalisti è una balla colossale.

9 commenti:

  1. Bel confronto, devo dire. Solo che gli animalati non ci penserebbero due volte a menare qualcuno pro SA.

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    1. Questo perché instillare odio profondo è uno dei metodi per distaccarsi dalle persone, vederle come oggetti e giustificare le peggiori porcate. E guarda un po' come è la propaganda animalista...

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  2. Scusa ma questo ragionamento in parte proprio non mi torna. Premetto che non sono nè animalista, nè vegeteriano nè vegan. Nonostante ciò, mi pari peccare un po' di ingenuità su certi punti. Sul ricercatore che sbatte al muro l'animale sono d'accordo con te, su quello che non usa l'anestesia però non lo sono affatto. Quest'ultimo punto è infatti totalmente plausibile anche al di fuori di un'ottica di sadismo, perchè per i soldi certe cose si fanno anche controvoglia. Mi immagino il caso: il proprietario dell' azienda vuole risparmiare sulle anestesie, non vede di persona le sofferenze degli animali quindi se ne sbatte, il dipendente di turno non vuole perdere il lavoro e obbedisce agli ordini anche se contro la propria volontà e contro la legge. Per quando riguarda quest'ultima, fare controlli di questo tipo costa e in tempi di crisi, diciamocelo chiaramente, gli animali sono l'ultimo dei problemi. Quindi insomma, quella animalista secondo me non è proprio tutta tutta merda, al 90% magari sì, ma le sperimentazioni per i cosmetici o comunque non legate a scopi strettamente medici sinceramente mi sembra un bene abolirle.

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    1. Primo: la sperimentazione a fini cosmetici è già stata abolita e non si pratica più.
      Secondo, la questione sarebbe così: il tizio vuole risparmiare sulle anestesie, ottiene così risultati falsati e inutili, il blocco dei finanziamenti, la cancellazione del progetto di ricerca e probabilmente rischia l'arresto.
      Eh, bel risparmione eh!

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    2. "sperimentazioni per fini cosmetici è già stata abolita", mi risulta però che vengano ancora eseguite sperimentazioni per gli agenti chimici che li compongono, che alla fine è un po' la stessa cosa. Ad ogni modo, se fare l'anestesia è obbligatorio per non falsare i risultati dei test (ammesso che lo sia ogni volta), non mi pare realistico che la si usi anche dopo, se l'animale cioè non muore subito ma rimane con lesioni, ferite dolorose ect. e non sia più utilizzabile per i test. Ma spero di sbagliarmi!

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    3. Humane endpoint: se l'animale dopo i test soffre troppo e non c'è maniera di recuperarlo si fa l'eutanasia. Giovane, sono admin della pagina "In difesa della sperimentazione animale", ti invito a darci un occhio

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  3. Grazie davvero di cuore Fabrizio. Ogni tanto è bello vedere che non siamo da soli a combattere una guerra che ci vuole spietati assassini, quando invece il nostro unico fine è regalare una speranza e un sorriso a chi soffre ed è meno fortunato. Fare ricerca in Italia è una delle cose più difficili oggigiorno, e lo è ancora di più se hai trent'anni e tanti sogni da realizzare. Il sostegno di persone come te ci aiuto a capire che non stiamo sbagliando a seguire il nostro cuore e la nostra passione.

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  4. Io vi taglierei la testa solo che c'è la polizia che vi protegge

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    1. Buongiorno pacifista vegardo peace and love

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