mercoledì 16 ottobre 2013

Il fanatismo porta a vedere male i fatti

E' proprio vero: i fanatici non percepiscono la realtà con obbiettività. Capita di trovare uno studio che parla di quanti metri quadri l'anno occupa una dieta rispetto un'altra, gli do un occhio e lo condivido nella pagina facebook.
Fin qui tutto normale, i dati parlavano chiaro. Quello che non mi aspettavo era il vaneggiamento, con probabile sguardo spiritato, semireligioso di un vegano che "segue la pagina per smerdarmi" ma spara solo stronzate:

http://www.tgcom24.mediaset.it/green/2013/notizia/quanto-inquina-il-tuo-menu-_2003511.shtml
Ora, a parte che la fonte non è che sia famosa per la sua granitica infallibilità (ci sono quei coglioni di studio aperto la dentro, ho detto tutto), ci sono dei dati che sono interessanti e che vanno anche interpretati:

La differenza di terreni usati fra una dieta vegana e quella mediterranea (cioè equilibrata) è minima.
Forse c'è una differenza del 20%, decisamente siamo lontanissimi dagli "sprechi" apocalitici di cui parla la propaganda vegarda, che vuole inquinamenti per il 28% del totale globale (lol).

Inoltre c'è da considerare tutto il resto dei prodotti che l'allevamento di animali crea: Cuoio, piume, fertilizzanti, concimi, colle, e chi più ne ha più ne metta (scritto tutto nel libro, linkato in alto a destra), che non rientrano nel conteggio dell'alimentazione ma equilibrano le cose.
Gira e rigira e sto "impatto ambientale" fra dieta vegarda e mediterranea potrebbe essere identico, a parità di prodotti ottenuti.

Sta cosa l'ho scritta nella pagina, ma ovviamente la furia religiosa del vegardo "smerdatore" di turno non poteva non manifestarsi. Ed ecco che cazzo ha scritto tutto invasato e pimpante di gioia, convinto forse di darmi fastidio:


Ci mancava poco che lo prendessero come testimonial per scientology!
Ma dico io, come cazzo si fa a prendere un dato simile e sbandierarlo come summa prova bibblica che "i fecani anno racione!11!1!!!!!1", e usarlo allo stesso tempo per dire che la FAO aveva ragione nonostante loro stessi in prima persona HANNO AMMESSO PUBBLICAMENTE DI AVER MENTITO SAPENDO DI MENTIRE!?

Che dire, ecco la validità scientifica e la razionalità dei vegardi.
Ciliegina sulla torta l'articolo, sempre di tgcom (l'avevo detto io...), che parla della dieta vegetariana che "modifica il DNA"...

Ma vaffanculo no?
E questo dice pure che mi sta trollando e smerdando!
Beato te che non capisci un cazzo!

18 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Non so se ci sono studi non di parte sulle emissioni di gas serra ad essere sincero.
      Nello studio famoso della FAO quei geni hanno messo nel calcolo dei gas emessi tutto l'inquinamento prodotto anche dai macchinari, dall'industria e così via, mentre per la verdura solo quanto prodotto per la coltivazione.
      Il risultato è che gli allevamenti inquinerebbero più delle industrie (vai all'ilva di Taranto e dimmi se la cosa è plausibile...).

      In questo momento non ho sottomano il link alla notizia della confessione dei membri della FAO, che se non ricordo male spiega bene cosa è successo.
      Appena lo ritrovo lo posto.

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  2. Potresti farmi una cortesia?
    La vicenda FAO è diventata un cavallo di battaglia degli animalari insieme al China Study. Ora sul secondo le cose sono abbastanza chiare, è il solito studio fazioso che prende una correlazione ne ignora altre 10 000 e giunge a conclusioni a dir poco azzardate e faziose. Però sulla vicenda della Fao ho le idee abbastanza confuse.
    Da quello che ho capito anche li hanno manipolato qualche dato nel computo delle emissioni di gas serra, non essendo il mio campo ho un po di difficoltà a comprendere la natura di tale errore (a prescindere dal fatto che sia stato commesso in buona o cattiva fede).
    Le mie domande sono queste:
    E' possibile reperire uno studio esaustivo e non fazioso sulle emissioni da allevamento?
    Dove posso reperire un testo che mi spieghi con semplicità ma senza rimanere nel divulgativo quali criteri si adottano nel calcolo di emissioni di gas Serra?
    Dove trovo una ricostruzione completa della vicenda FAO (ho avuto delle difficoltà a ricercare articoli che ne parlassero in modo completo)?
    Grazie in anticipo.

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    1. Qui trovi qualcosa (il sito è gestito da un meteorologo dell'Aeronautica, col contributo di studiosi vari): http://www.climatemonitor.it/?p=21742

      La climatologia, purtroppo, è stracolma di interessi politici ed economici che hanno distorto e corrotto la Scienza. Per esempio tutti parlano del minimo storico di estensione del ghiaccio marino artico del 2012, ma NESSUNO ha parlato del record massimo di estensione del 2012 e del 2013.

      Le cose non cambieranno finché i nostri media saranno infestati da geologi con un ego grande quanto una galassia, che vanno in giro perennemente con la piccozza.

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    2. Errata corrige: record massimo di estensine del ghiaccio marino ANTARTICO.

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  3. Non mi pare che studi simili abbiano molto senso, e poi non sarebbe la prima volta che uno studio viene falsificato o alterato o invetanto per dimostrare una tesi preconcetta; ci sono anche riviste scientifiche che pubblicano senza nemmeno leggere pagando qualche migliaio di euro.

    Se il mondo vivesse vegano l'impatto ambientale sarebbe maggiore di quello attuale: non si potrebbero più usare terreni come quelli semidesertici che possono essere usati solo per allevare camelidi o caprini, quindi si dovrebbe aumentare la superficie coltivata per produrre dai vegetali le stesse sostanze necessarie all'organismo umano (i nutrienti di origine vegetale sono più difficili da assimilare).
    In più l'industria usa come materie prime gli scarti della lavorazione della carne, per esempio le pelli e i grassi animali (usati per fare saponi). Se il mondo fosse vegano si dovrebbe attivare una nuova industria che produca artificialmente le materie prima mancanti, oppure le sostituisca con surrogati vegetali. Immaginane una nuova filieria che debba produrre artificialmente (quindi dal petrolio) materiali per sostituire pellami, lana, piume per imbottiture, grassi per saponi, e molte altre cose.
    Non serve un genio per capire che un simile modello economico distruggerebbe l'ambiente e porterebbe all'esaurimento il petrolio molto prima di trovare delle alternative energetiche e come base per la sintesi di materiali vari.

    Non ho considerato la sintesi di integratori alimentari per curare una popolazione malaticcia che non assume tutti i nutrienti essenziali.
    Se vogliamo avere un futuro, dobbiamo impegnarci affinché una simile distopia non si realizzi MAI.

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    1. Guarda, c'è talmente poca differenza che se hanno taroccato il risultato devi immaginarti quanto inquina meno realmente la dieta vegarda.
      Basta tenere conto di questo.

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    2. Inoltre dobbiamo considerare la possibile faziosità, ossia il bias ideologico, di chi fa simili studi sull'ambiente che, purtroppo, è stracolmo di gente disonesta a faziosa che alimenta interessi di natura politica.

      Devo dire poi che sono molto scettico su calcoli che possano dimostrare l'impatto ambientale globale di qualcosa peché ci sono troppe variabili in gioco e troppe cose che si possono alterare per avere ragione; sembra una truffa bella e buona come quelle del waterFootprint e del carbonFootprint.

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  4. [ironia]
    Be', i vegardi sono la dimostrazione che la dieta vegan modifica il DNA: non sono mica più umani, quelli!
    [/ironia]
    In ogni caso, qualunque cosa mangiamo, è chiaro che per rifornirci del minimo sindacale di 2000 kcal al giorno dobbiamo sfruttare la stessa quantità di risorse, e quindi l'impatto sull'ambiente è sempre lo stesso. Matematico, no? Nulla si crea e nulla si distrugge.

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  5. Dumdumderum, in realtà non è proprio così... "Nulla si crea e nulla si distrugge" è, in soldoni, il primo principio della termodinamica, ma poi c'è anche il secondo, "in un sistema chiuso l'entropia aumenta sempre", (rimane costante nel caso di trasformazioni reversibili, che però sono astrazioni irrealistiche), ovvero "in un sistema chiuso l'energia realmente utilizzabile diminuisce sempre". Esempio semplice: è possibile un ecosistema chiuso composto di due sole specie, A e B, in cui gli esemplari A mangiano i B e viceversa? No, perché se è vero che nulla si crea e nulla si distrugge, alla lunga l'energia disponibile va a zero, infatti quando un A mangia un B poi fa la cacca che non sarà più utilizzabile, cosicché quando un altro B mangerà l'A avrà a disposizione meno materia, e così via. E' per questo che se non fosse per le piante che grazie alla fotosintesi utilizzano l'energia che il Sole riversa sulla Terra in continuazione la vita non si sosterrebbe. Tornando al tema in discussione, le 2000 kcal prese da un vegetale non sono equivalenti alle 2000 prese da un animale perché per fare 2000 kcal di carne l'animale ne ha dovute consumare di più (le 2000 della bistecca + il letame prodotto). Naturalmente i fondamentalisti esagerano i dati dimenticano dei punti importanti:
    1) I prodotti animali vanno ben al di là della sola carne, dunque lo squilibrio è molto minore di quanto si potrebbe pensare
    2) Lo squilibrio maggiore è dato dalla carne bovina: quella suina o il pollame hanno uno squilibrio minimo
    3) Soprattutto, è vero che per fare tot calorie di carne ce ne vogliono (un po') di più di materia vegetale, ma quella che si dà agli animali è tutta roba che non verrebbe utilizzata nell'alimentazione umana e andrebbe perduta (spesso si tratta di scarti di altre produzioni). Se io mangio un pollo allevato a terra, se voglio risparmiare veramente quel surplus di calorie finite nel guano dell'uccello non devo mangiare un'insalata biologica (che ha rese basse) ma direttamente il miglio (o i vermi) di cui si sarebbe nutrito il pollo cui voglio rinunciare.
    4) Quando poi si fa il bilancio sulla CO2 prodotta dagli allevamenti, si dovrebbe fare il bilancio non con la situazione senza allevamenti, ma su quella con le condizioni "naturali" precedenti l'avvento dell'allevamento: in Nord America erano presenti milioni di bufali che non è che fossero fotosintetici, scureggiavano pure loro, quindi anche qui lo squilibrio è molto minore di quanto si dice. Oppure facciamo i conti in valore assoluto, ma allora la fauna africana andrebbe considerata un pericolo per l'ambiente (rivalutiamo i bracconieri?). Senza contare che poi parte non piccola del biogas si potrebbe riutilizzare (e si fa, in molte parti del mondo). Detto questo, io pure sarei contro gli allevamenti intensivi, e ne ridiscuterei limiti e applicazioni, ma su basi appunto scientifiche (oltre che etiche), finché si tratta di una battaglia fanatica e ideologica per altro fondata su argomenti non scientifici (a parte qualcuno preso qua e là in modo incoerente e inappropriato, e solo quando in prima lettura vanno a favore della tesi) mi dispiace ma non appoggerò mai una simile battaglia.

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    1. "ma su quella con le condizioni "naturali" precedenti l'avvento dell'allevamento:" ESATTO! Ho cercanto milioni di volte di spiegarlo agli ecologisti ma sempre invano!
      Troppo plagiati...
      Idem per il flusso di energia nelle catene trofiche e per i principi della termodinamica: la ggggggente non li vuole capire e pensa che gli accademici siano tutti sul libro paga di qualcuno.

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  6. Come ti capisco, sono mesi che mi batto contro gli animalisti fanatici sui social network, ma non c'è nulla da fare. Essere troppo convinti delle proprie idee non consente di guardare al di là del proprio naso.

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    1. Se non le conosci già potrei consigliarti le pagine "A favore della sperimentazione animale", "In difesa della sperimentazione animale", "perle antispeciste" e "pro test italia".

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    2. Oh, vedo che già segui "in difesa della sperimentazione animale"...

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  7. Quando leggo queste cose a me viene spontanea una domanda: ma se diventassimo tutti vegani, che ne sarebbe degli animali da allevamento?
    Perché pensiamoci, al di là della questione nutrizionale, comunque non ci metteremmo a sterminare mucche, galline e quant'altri, che continuerebbero a vivere e riprodursi come sempre. E a mangiare, come sempre. Per cui avremmo bisogno di destinargli dei terreni, immagino? O li sterminiamo tutti e basta per far sì che non inquinino e non sprechino risorse? Non mi pare molto vegano.
    Secondo punto: l'agricoltura impoverisce i terreni. Quanto intensivamente dovremmo sfruttarli per coltivarli sempre, costantemente, dato che dobbiamo sfamare la popolazione mondiale con vegetali? Dovremmo come minimo imbottirli di concimi chimici. Non mi pare ideale, né saggio, fare una cosa del genere.
    Oltre al fatto che è indubbio - a livello calorico - che un prodotto altamente proteico, come la carne o il pesce - dà più energia rispetto allo stesso corrispondente in cereali o legumi. Di quanta avena abbiamo bisogno per arrivare a 200g di carne? E quanta ne dobbiamo coltivare.
    Non è né logico né economico pensare di mettere tutto ad agricoltura.

    Federica

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    1. Ho posto questa domanda ad alcuni veganimalardi e sono scomparsi nel nulla senza rispondere.
      Ho scritto alcune cose nel mio libro comunque, con diverse riflessioni.

      In poche parole è una cazzata che dagli animali otteniamo molto meno cibo di quanto gli diamo, è una cazzata che inquinano tanto e se li dovessimo liberare tutti o si estinguono o si riproducono in numeri assurdi e disastrosi.

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  8. La correlazione col DNA non è, comunque, una totale idiozia, anche se spiegata alla cavolo così, sembra fantascienza, avrebbero dovuto pubblicare le ricerche scientifiche, perché è normale che a mangiare cibo contaminato o inadatto all'organismo, alla lunga, qualcosa di male ti succeda e non mi riferisco alla carne (sono onnivora, a scanso di equivoci) ma anche a certe piante (perché i vegetali possono tranquillamente essere velenosi o nocivi, non diciamoci cavolate), tuttavia l'impatto sul DNA, per capirci, consiste in una alterazione dei processi di replicazione di quest'ultimo e non una cosa tipo radiazioni nucleari ma per quello, onestamente, ha molto più impatto l'inquinamento di aria e suolo che non il semplice mangiare un alimento anziché un altro, per quanto uno dovrebbe stare attento a ciò che mangia, a prescindere.
    Anche il cibo più salutare del mondo può far male, in dosi eccessive...paradossalmente anche l'acqua, se un essere umano fosse capace di berne 50 volte il suo peso (cosa, per fortuna, fisicamente impossibile) causerebbe intossicazione (poveri reni).
    Vi linko, a titolo di esempio, lo studio sull'uso di olio di pesce nella ricerca scientifica sui danni al DNA causati dal fumo di sigaretta, da PubMed.gov, sito governativo americano di ricerca medica, quindi una fonte autorevole, non certo il primo sito che passa su Internet:
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24288948
    Per maggiori informazioni sull'alimentazione in genere vi rimando qui, MedlinePlus, sito del National Institutes of Health, altra fonte autorevole:
    http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/diets.html
    Perché ok che c'è gente invasata...ma ogni tanto qualcosa di vero la dicono pure loro, anche se in un modo così poco scientifico che si finirebbe per tacciare di idiozia anche notizie vere.

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