domenica 6 febbraio 2011

Disinformazione sui non vedenti da parte dei media

Che i giornalisti siano spesso semianalfabeti ed un poco tarati molti già lo sanno, ma se parlano di qualcosa che la maggior parte della gente ignora allora non ci si accorge se stanno proponendo vaccate siderali o dicono il vero.
Un giorno ho sentito un servizio al tg su dei falsi invalidi, e mi sono accorto che hanno detto una cazzata talmente grossa da essere più che dannosa:

Il servizio parlava dello smascheramento di due falsi invalidi: uno dei due era una finta cieca, e hanno affermato che è stata scoperta perchè chattava regolarmente al pc.

Fanno passare il messaggio che chi usa il pc per forza ci vede, e nel caso di un "invalido" allora sta fingendo.

Ne ho parlato con una mia amica di penna (anche se sarebbe più consono dire di tastiera), che è cieca e usa regolarmente il pc. Anzi, il pc è lo strumento che le permette di essere autonoma, un pò come il cane la aiuta a camminare in sicurezza.
Ha letto molti giornali on line e seguito i telegiornali, la versione era sempre quella e lei si è giustamente indignata, e ha scritto una lettera alle varie testate giornalistiche, che voglio rigirare pubblicamente tanto per fare un poco di chiarezza sulla situazione dei ciechi. E dico ciechi e non vedenti perchè il rispetto verso qualcuno lo si dimostra nei fatti, non usando termini ipocriti e allo stesso tempo facendo disinformazione.

Gentile redazione,
io mi chiamo Elena Brescacin: sono una ragazza di 30 anni, non vedente
dalla nascita, affetta da retinopatia del prematuro: per dirla in modo poco
tecnico, sono nata a sei mesi di gestazione e non mi è stata messa la garza
sugli occhi durante il periodo di sviluppo in incubatrice con il risultato
che non ho mai visto la luce né le forme: ho gli occhi, ma a livello
funzionale è come se non esistessero.
Vi scrivo perché sono rimasta profondamente offesa da quanto scritto e
detto in vari articoli e tg, in merito ad una falsa cieca individuata
nella mia città, Treviso: "non solo faceva l'istruttrice di nuoto, ma
chattava anche regolarmente e aggiornava lo stato di facebook senza bisogno di
aiuto"...
Da come molti giornali hanno posto la questione, sembra quasi che
aggiornare facebook o comunque usare il computer, sia sintomo di
falsa invalidità. Che un cieco, cioè, non possa utilizzare il computer
senza l'aiuto di una persona a fianco che gli legga lo schermo; è questo il
messaggio che passa alle persone che non conoscono il mondo degli ausili
per disabili, e vi garantisco che queste sono l'assoluta maggioranza: non
discuto sul fatto che quella insegnava nuoto e se sei cieco non lo fai, ma
usare il computer regolarmente non è una prova di falsa invalidità! Anzi, a
dire il vero, noi disabili spesso e volentieri siamo proprio costretti a
rimanercene chiusi in casa al computer, per colpa di barriere
architettoniche e culturali di persone e luoghi che non ci accettano.
La redazione del gazzettino si è scusata con me per l'accaduto, nel
senso che loro intendevano effettivamente dire "senza ausili" e non
"senza assistenza umana", quindi non associare il concetto di falso
invalido all'uso del PC, però purtroppo questo è il messaggio che la
gente priva della conoscenza degli ausili, recepisce; non ho motivo di
rifiutare le scuse della redazione delle quali prendo atto, ma ho la
speranza che la prossima volta i giornalisti, visto il gran numero di
pubblico che li seguono, possano stare più attenti anche nell'uso
delle parole, che se in un linguaggio informale possono valere nulla,
purtroppo per i giornali possono stravolgere completamente le cose.
Diverso infatti sarebbe stato il concetto se fosse stato affermato "usava il
computer senza aiuto di tecnologie assistive" anziché soltanto "senza
aiuto", anche se comunque ci sono persone ipovedenti, cioè con la vista
compromessa solo parzialmente, che riescono ad usare il computer senza
alcun ausilio... però certo è che non percepiscono la stessa pensione di un
cieco assoluto, su questo siamo d'accordo.
Per carità, possiamo discutere sull'utilità o meno di usare i
social network in ufficio, ma questo perché tali servizi internet sono una
potenziale distrazione che inciderebbe in modo più o meno rilevante sulla
condotta
lavorativa, ma l'invalidità con questo, proprio, non c'entra!
Mi ha profondamente offeso questa seppur non voluta equiparazione tra
l'uso di un social network e la falsa
invalidità, questo purtroppo per molti di noi disabili è stato il
messaggio recepito da quegli articoli; mi sento ferita nella mia
dignità di persona per la quale il
computer, oltre ad una grande passione, dal 2002 è diventato anche un
lavoro: mi occupo, infatti, di accessibilità e usabilità dei siti web
presso una grossa azienda.
E' proprio grazie al computer che noi ciechi possiamo, tra le altre cose,
leggere i quotidiani: o tramite uno strumento presente sui siti delle
maggiori testate che si chiama RSS, che permette di avere, volendo, anche
sul cellulare le notizie in tempo reale. Oppure da servizi offerti da
associazioni del settore, che si occupano di tradurre gli articoli in
formato elettronico accessibile, come la fondazione Ezio Galiano e
l'associazione Guidiamoci, che offrono i loro servizi nei loro siti o
attraverso il portale www.spazioausili.net, sezione spazio edicola.
Per non parlare poi di quanto Internet ci è comodo anche per attività
pratiche, come effettuare pagamenti tramite i servizi bancari on
line(compresa la casa per chi vive in affitto), le ricariche telefoniche,
le bollette, ed anche perché no, shopping e svago. Tra cui rientrano
sicuramente anche i social network su cui tra l'altro, grazie allo
strumento RSS di cui parlavo qualche riga addietro, molti giornali
collegano i propri
articoli da leggere e condividere direttamente tramite facebook, twitter o
altri servizi diffusi di rete sociale.
Ma come usa il computer un cieco?
Per i non vedenti totali, esistono dei programmi chiamati
"screen reader", lettori di schermo, che una volta installati sulla
macchina dell'utente leggono tramite una voce sintetica tutto ciò che è
scritto a video. Per cui per esempio, mentre sto scrivendo questo messaggio
di posta elettronica, la voce mi sta leggendo in tempo reale ogni lettera
ed ogni parola che digito sulla tastiera evitandomi così di fare errori di
battitura che, comunque, non faccio visto che è 21 anni che utilizzo il
computer con la tastiera standard, conosco esattamente le posizioni dei
tasti a memoria e il mio margine d'errore è praticamente quasi nullo. Posso
fare alcuni nomi di
tecnologie assistive per non vedenti: NVDA (www.nvda.it) gratuito, JAWS per
Windows
(www.subvisionmilano.com), Virgo e Window-Eyes (www.tiflosystem.it) a
pagamento. E
per i sistemi operativi Apple, sia sui computer macintosh sia sui
dispositivi mobili come iPod, iPhone e iPad, c'è integrato (senza costi
aggiuntivi) un sistema chiamato VoiceOver - infatti io utilizzo iPhone, che
è tutto un dispositivo liscio, di vetro, su cui però dovunque metta il dito
lui mi dice ad alta voce dove sono, per cui riesco a orientarmi nonostante
la superficie sia priva di riferimenti tattili: dove non arriva un senso,
il tatto, arriva l'altro. L'udito. Per cui, con lo stesso concetto adottato
per la tastiera di imparare le posizioni, a seconda di quanto dice la voce
guida, io imparo dove sono le funzioni di iPhone che mi servono: ho appreso
per esempio che la voce "telefono" è la prima in basso a sinistra, verso
l'altoparlante. Lui mi dice "telefono. tocca due volte per aprire". faccio
2 leggeri colpi sullo schermo, e lui mi apre la schermata telefono su cui
poi con lo stesso sistema gestisco numeri e controlli. Tutti possono
provarlo su questo tipo di dispositivi, da iPhone 3gs in avanti:
impostazioni -> generali -> accessibilità -> voiceover.
Per chi poi come me conosce l'alfabeto Braille, esistono dei dispositivi
esterni aggiuntivi chiamati display Braille, che riproducono nel suddetto
alfabeto, riga per riga, quanto scritto a video: una specie di monitor che
anziché mostrare agli occhi, mostra alle dita.
Per gli ipovedenti, invece, esistono dei video ingranditori, degli
apparecchi cioè simili al monitor ma che ingrandiscono scritte ed immagini
rendendo accessibile l'uso del computer a chi ha un campo visivo ristretto,
e dei software ingrandenti, in inglese magnifier, che permettono di
personalizzare anche questi la grandezza del carattere, il contrasto dei
colori ed eventualmente se necessario anche loro hanno una sintesi vocale
integrata.
Idem per la lettura di testi cartacei: ci sono dei programmi chiamati OCR,
che tramite uno scanner, o una fotocamera digitale collegata al computer
opportunamente configurata, o un telefonino, possono permettere di
convertire quanto scritto su carta, in formato elettronico.
Questo tipo di tecnologie, però, hanno dei costi altissimi: gli screen
reader per computer e cellulari diversi da Apple e gli ingranditori
software a pagamento, e soprattutto le macchine
(display braille, video ingranditori, programmi OCR adattati ai non
vedenti) costano diverse centinaia di euro, e i display Braille diverse
migliaia. Anche per NVDA, lo screen reader per Windows gratuito, se si
vuole avere una voce sintetica con voce naturale, bisogna pagare una certa
cifra, idem per far parlare in italiano la sintesi vocale di macintosh,
occorre spendere più di un centinaio di euro che, certo, non è niente in
confronto ai 1000 abbondanti che costa il lettore per windows.
Esistono delle agevolazioni con le ASL, sì, ma hanno delle limitazioni: non
potrei permettermi di cambiare un computer all'anno, o ogni 2 anni, come
invece fanno molti "normodotati".
Io, come cieca che per essere autonoma nel lavoro e in molte attività
quotidiane ha speso molti soldi anche di tasca propria, non posso accettare
in silenzio che si parli di
"falsa invalida che aggiorna lo stato di facebook senza aiuto"
Con tutto
quello che costano i nostri ausili, non mi prendo certo l'assegno di
accompagnamento per divertirmi a fare il bunga bunga!
Certo il sito www.facebook.com, nello specifico, non è che sia il massimo
come accessibilità, però per
gestire tale social network per fortuna hanno allestito il sito mobile,
m.facebook.com, che è quasi soltanto testuale e quindi molto più gestibile
con i lettori di schermo.
Elena Brescacin

 
 
La lettera parla chiaro da sè e non c'è altro da aggiungere.

11 commenti:

  1. Sono io la lettrice in questione che ha scritto la lettera di qui sopra.
    Siccome non voglio che succedano casini e che ci vada di mezzo chi con me ha riconosciuto l'errore e ha chiesto scusa, metto sul commento il link all'articolo originale del gazzettino da cui mi è partita l'incazzatura a mo' di iena e nel quale ho messo il commento dicendo grosso modo quello che pensavo, notare che erano le 2 di notte e per fortuna avevo una estensione firefox, webvisum, che mi ha aiutato col codice visuale, altrimenti mai avrei potuto inviare i miei pensieri in tempo reale là sopra.

    A questo punto, io ho dato e continuo a dare atto a chi mi ha chiesto scusa, rimane però il fatto che purtroppo le parole nella comunicazione scritta e verbale sono fondamentali...sembra una cosa ovvia, detta così, ma lo è fin là.
    Non lo so se è stato internet o che cosa, a renderci un po' meno elastici (succede anche a me), ovvero pensare una cosa, esprimerla con certe parole e dare per scontato che gli altri capiscano lo stesso concetto che abbiamo voluto esprimere noi.
    Nel caso specifico, le parole che mi hanno tappato la vena, sono le seguenti:
    ***
    non solo insegnava nuoto nella piscina di Conegliano (impiego per il quale occorrono almeno otto decimi di vista), ma lavorava anche con il pc _senza bisogno di aiuto_ e aggiornava il suo profilo facebook.
    ***
    "senza bisogno di aiuto":
    I giornalisti intendevano "senza bisogno di ausili specifici", "senza bisogno di tecnologie assistive", me lo hanno confermato.
    Però, purtroppo, "tecnologia assistiva" non è un termine che dal tecnico si può tradurre in linguaggio corrente, come per esempio "oggi la temperatura è molto elevata ci sono 40 gradi centigradi in assenza di luce solare" = "oggi fa un caldo che si scoppia ci son 40 gradi all'ombra"
    Tradurre "bisogno di tecnologie assistive" con "bisogno di aiuto", stravolge completamente il significato della frase perché "avere bisogno di aiuto" significa aver bisogno di una mano da parte di una persona ...o di una istituzione, nel caso di raccolte fondi ed eventi di questo tipo.
    Stonerebbe un po' dire "ho bisogno dell'aiuto del programma NVDA", io dico "ho bisogno del programma" punto e basta... questo non è che "mi aiuta", senza di questo proprio non sono in grado di fare un tubo al pc. Potrei usarlo come colpitore per gli allenamenti di taekwon-do oppure limitarmi a giocare con
    sarah and the castle of witchcraft and wizardry (www.PCSGames.net) sempre che qualcuno me lo imposti che parte in automatico con windows. :)
    Ma non so quanto produttivo possa essere passare 8 ore di lavoro + quelle sere che non esco, sempre a giocare...finisce che oltre alla cecità mi prendo un secondo handicap, la dipendenza da videogame anzi audiogame, ma io li chiamo videogame perché così li chiamano tutti!

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  2. Chiedere scusa è una cosa, ma sarebbe bene che facciano una bella rettifica e che spieghino al pubblico cosa è successo, e magari si prendano un minutino per spiegare che i ciechi usano il pc.
    Molti non lo sanno...

    Comunque al tg5 hanno detto chiaro e tondo "chattava spesso dal pc", senza neanche dire ausilio o che altro...
    O almeno è quello che ricordo (non sono infallibile come il papa, anche se il papa fallisce già in partenza).

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  3. Non so, considero già il commento mio + scuse sotto, sull'articolo originale, come una mezza rettifica. Chiedergli un articolo apposta mi pare di pretendere troppo, di solito finisce sempre che chi troppo vuole nulla stringe.
    Adesso vado a leggere le istruzioni del microonde nuovo di palla, sempre alla faccia degli ausili che non ci sono...

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  4. che bella figura. Ai tempi miei il giornalismo era una professione serissima a quanto pare oggi e' un bel guazzabuglio di ignorantoni

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  5. Non serve mica solo essere ignoranti
    Adesso cerchiamo di non passare dalla parte del torto e metterci al loro stesso livello, "giornalista=ignorante"
    Come spiegavo qualche riga più sopra, quando si parla di problematiche così specifiche, questi sono gli atteggiamenti: o non si conosce e non se ne parla, o non si conosce e si straparla dicendo strafalcioni, o si conosce ma siccome la tematica è specifica e richiederebbe termini non propriamente comuni al linguaggio di tutti i giorni, si scimmiotta l'italiano corrente con risultati pessimi, dando per scontato che tutti capiscano ciò che l'autore ha scritto, allo stesso modo in cui l'ha pensato lui.
    Non sta certo a me fare lezioni di giornalismo a nessuno dato che non ne so un tubo
    però la scrittura è un mezzo di comunicazione molto potente e facilmente interpretabile. Nel bene e nel male.
    In questo caso era meglio sicuramente chiamare le cose con il loro nome: "tecnologie assistive". Tradurlo con "aiuto" ha portato un fraintendimento assolutamente spiacevole.

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  6. Comunque ha ragione talligalli, molti sono ignoranti.
    Ignoranti non è un insulto...
    Al tg5 non hanno detto neanche dell'aiuto esterno, già solo il fatto di usarlo è reato.

    Comunque sono molto supponenti: non sanno nulla di un argomento specifico e invece di informarsi su di esso (che sarebbe il loro mestiere) ne straparlano e sparano cazzate.
    Ormai i giornalisti non lavorano più, prendono le notizie dalle agenzie di stampa, o dai media esteri, e le sparano dritte come sono anche loro, senza approfondimenti ne spiegazioni.
    Che lavoro fanno, se si limitano a fare "copia/incolla"?

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  7. Sul web rettificare è una cazzata, basta modificare la pagina...
    Sull'etere basta dedicargli qualche secondo, e sulla stampa mezza riga.
    E' loro dovere, visto che hanno fatto casino

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  8. Mi aspettavo un comunicato stampa ufficiale da parte dell'unione ciechi, tu pensi che sia arrivato?
    Io mi sono messa in moto autonomamente, e l'unica associazione che ho contattato per supporto è la blindsight project loro si stanno muovendo in merito a comunicati stampa anche se ancora non è pronto niente, l'unione ciechi sta a guardare.
    Vado a lavoro che è il caso, non mi voglio far venire il nervoso di prima mattina

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  9. Ma ho una curiosità: se questa unione ciechi non fa una mazza, a cosa l'hanno fondata a fare?

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  10. Incredibile a vedere ciò che è fatto in un soggetto. Penso ci dovrebbero essere miglioramenti in futuro.

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  11. Si spera sempre che con il tempo le cose migliorino, spesso però andando avanti si torna indietro, cioè passa il tempo e si peggiora

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