Charlie Kirk, noto attivista conservatore e fondatore di "Turning Point USA" famoso per i suoi confronti pubblici nelle piazze e nelle università, è stato ucciso mercoledì 10 settembre 2025, durante un evento pubblico alla Utah Valley University. Il colpo, sparato da un tetto a circa 130-180 metri di distanza, ha colpito Kirk al collo mentre rispondeva a una domanda sul tema delle sparatorie di massa.
Un attacco alla persona e alla libertà di parola
Secondo le autorità, si è trattato di un attacco mirato specifico contro l'individuo, che in poche parole significa che era il bersaglio del killer e non una vittima casuale (negli States capita spesso che qualcuno si sveglia e spara all'impazzata su passanti a caso, per questo è bene fare la distinzione). Il killer è inizialmente riuscito a fuggire, per poi essere preso successivamente.
La morte di Kirk non è passata in sordina, essendo lui un personaggio molto noto e in vista. Il presidente Donald Trump lo ha definito “un martire della verità” e ha ordinato le bandiere a mezz’asta fino alla Domenica successiva. Anche esponenti democratici come Gavin Newsom e Hakeem Jeffries hanno condannato l’attacco come “disgustoso” e “riprovevole”.
Barak Obama, Joe Biden e Kamala Harris si sono uniti a loro condannato il gesto, definendolo violenza politica inaccettabile. Ma il problema della polarizzazione ed estremismo politico sono evidenti e innegabili.
Il dibattito si è polarizzato tanto che sta diventando estremismo
Trump e altri esponenti repubblicani hanno puntato il dito contro la retorica della sinistra radicale, accusata di aver alimentato un clima di odio e violenza politica.
E non ha tutti i torti. Posso citare tantissimi esempi di esplosioni di violenza di persone "liberal", cioè con idee di sinistra americane, contro chi non la pensa come loro.
Ma la cosa peggiore è la letterale propaganda che ha inondato di fango la figura di Charlie Kirk da anni:
Ci sono migliaia di persone, perfino in Italia, convinte che Kirk diffondesse idee neonaziste, razziste, omofobe e quant'altro.
Chiunque abbia visto anche solo alcuni spezzoni dei suoi interventi, i suoi confronti con persone e studenti e altro sa bene che queste accuse sono campate per aria, ma la propaganda di odio non ha bisogno di essere vera: chi è polarizzato sente uno dei suoi fare un'affermazione e la prende per buona automaticamente.
Quante volte abbiamo visto interviste a gente che partecipa a scioperi e proteste a cui se chiedono un esempio del "Trump è misogino" o qualsiasi altra cosa rispondono "ci sono migliaia di esempi tanti che ora non me ne viene in mente uno". Non gli viene in mente perché non c'è, la loro opinione è basata sul sentito dire. Kirk è stato vittima di questo odio.
Ma tornando alla violenza della sinistra ipocrita, come non citare l'attentato a Donald Trump stesso, scampato per letteralmente un soffio alla morte, seguito da altri due tentativi di sparargli contro.
Oppure la brutale fotografia di Kathy Griffin ripresa con una testa insanguinata di Donald Trump in mano, testa finta ma la brutalità e implicazioni del messaggio reali e tangibili.
Oppure del coro di protesta sollevatosi a seguito della gag di Jimmy Fallon, che nel 2016 spettinò Donald Trump, secondo il pubblico aveva osato "umanizzare" Donald Trump.
Umanizzare, come fosse una bestia, un mostro o un diavolo. Questo, già nel 2016, sarebbe dovuto essere una sirena d'allarme sulla deriva estremista che stavano prendendo.
La "cultura dell'omicidio" nell'estremismo di sinistra americano
Solo l'anno scorso Charlie denunciò sul suo account Twitter/X come la sinistra americana stesse diventando troppo estremista, nello specifico come oltre la metà degli intervistati ritenesse cosa buona e giusta un eventuale omicidio di Elon Musk o Donald Trump. Ecco l'immagine:
Lungi da me fare di tutta l'erba un fascio e affermare che tutta la sinistra americana la pensi così, sarebbe sbagliato farlo e soprattutto sarebbe una menzogna. L'intervista riguardava poco più di un migliaio di persone, ma il 48% ha risposto che assassinare Elon Musk sarebbe "giustificato" mentre il 55% ha risposto così per Donald Trump.Molti hanno festeggiato
Tantissime persone, decine di migliaia e non solo negli States, hanno festeggiato l'omicidio di Charlie Kirk. Un ragazzo di 31 anni che lascia una moglie e due figli piccoli. A riprova di quanto appena detto.
Una tragedia salutata come notizia positiva. Un omicidio a sangue freddo accolto con gioia, tutto perché le sue idee erano differenti dalle loro.
Anche questi personaggi giustificano la loro barbarie con "era estremista se l'è cercata".
Kirk era moderato
Come dicevo prima ho visto parecchio materiale in cui parlava con i liberal delle università, le sue idee potevano piacere o meno, ma non l'ho mai visto gridare, sproloquiare volgarità o fomentare odio. Era moderato.
Non insultava chi aveva davanti, ascoltava le loro idee e poi esponeva le sue.
Educatamente. Certo, a volte usava "contorsionismi logici" che stiracchiavano un po' troppo il suo punto di vista, ma faceva parte del suo stile retorico, e moltissimi altri lo fanno.
E come mi sono accorto io che in realtà Charlie non era un estremista, se ne accorgono anche altri.
Il problema è che i "sinistrati" sono abituati ad avere "ragione" da troppi decenni, e ora che molta gente si è accorta che mentono spudoratamente e non gli crede più sentono quel potere scivolargli via dalle dita.
Credo che questo omicidio sia una conseguenza della consapevolezza di tutto questo. Il che è un segno di debolezza, non di forza.
Approfondimenti
- MSN: Trump definisce l’omicidio “un momento buio” (11 settembre 2025)
- TG La7: Reazioni ufficiali e biografia dell’attivista
- Wikipedia: Voce sull’assassinio di Charlie Kirk
