Nel 2024, lo storico marchio britannico Jaguar ha intrapreso una serie di scelte che definire disastrose è quasi un eufemismo. Con un rebranding radicale incomprensibile e senza senso, una campagna pubblicitaria che ha fatto storcere il naso a molti e l’abbandono totale dei motori termici in favore dell’elettrico, il brand ha perso la bussola. Il risultato? Un crollo verticale delle vendite e una crisi d’identità che ha allontanato la clientela storica.
Rebranding fallimentare e auto “elettrodomestici rosa”
La nuova immagine di Jaguar, fatta di spot rivolti ad un pubblico che probabilmente nemmeno esiste, con personaggi da circo hipster improponibili, ha generato reazioni feroci fra il pubblico. Tra i critici più noti c'è Jeremy Clarkson (Top Gear, The Grand Tour) ha definito i nuovi modelli come “elettrodomestici rosa”, sottolineando il distacco totale dalla tradizione sportiva ed elegante del marchio. Direi che c'è andato anche troppo leggero.
Oltretutto la casa automobilistica ha abbandonato lo storico logo del giaguaro rampante preferendo una roba stilizzata e anonima alla sua vecchia identità. Gli spot prima descritti vorrebbero essere una "comunicazione inclusiva e lifestyle-oriented", che probabilmente solo loro e qualche invasato delle università americane sanno cosa significa.
Un posizionamento estetico che ha disorientato il pubblico, che è scoppiato a ridere, e alienato la sua vecchia clientela fedele, che comprava le macchine per ostentare potenza, non per sembrare un fricchettone americano con laurea in "glass ceiling" che piange quando vede il tramonto (cit non per tutti).
I numeri del disastro: Jaguar crolla in Europa
I dati di vendita, o meglio di NON vendita, parlano chiaro. Secondo l’ACEA, nell'Aprile 2024 Jaguar aveva venduto 1.961 vetture in Europa. Nel mese di Aprile 2025, le vendite sono scese a 49 unità, con un calo del 97,5%.
Benché il mercato dell'auto in generale sia in fortissimo calo, con una contrazione perfino del 30% del volume di vendita, Jaguar con le sue scelte scellerate ha proprio vinto.
Il mongolino d'oro però.
E lo posso dire con estema certezza, visto che anche nel medio periodo la situazione è drammatica: Nel periodi di Gennaio–Aprile 2024 hanno registrato 10.778 vetture vendute mentre nel periodo Gennaio–Aprile 2025 le macchine vendute erano solo 2.520 unità. Calo complessivo del 76%!
Si insomma, se le altre case automobilistiche annaspano questi hanno già toccato il fondo dell'oceano.
Transizione elettrica e suicidio commerciale
Oltre a questo "piano geniale" di rivolgersi ad una clientela che non esiste Jaguar ha interrotto la produzione di modelli a combustione interna e ne ha sospeso le vendite nel Regno Unito, lasciando i concessionari senza inventario.
Può sembrare una mossa commerciale non troppo errata, visto che l'elettrico non decolla perché in pochi possono permettersi auto da 50 mila euro ma Jaguar è un marchio di lusso.
E invece no! Perché appunto chi comprava Jaguar voleva il rombo del motore, la potenza, non un macinino elettrico che con quello ci giocano quando sono al golf club.
L’unico modello che ha mostrato segni di vita è stato il Jaguar I-Pace, SUV elettrico che ha totalizzato 1.642 immatricolazioni nei primi quattro mesi del 2025, oltre il 65% delle vendite totali del brand. Da solo.
Guardi le immagini della macchina e capisci perché: benché sia un SUV e non so perché tutti i SUV sembrano essere uguali, è una macchina bella da vedere, a differenza degli abomini di merda rosa che hanno tirato fuori successivamente.
Anche se gli altri modelli (F-Pace, E-Pace, F-Type) hanno registrato performance disastrose, incapaci di intercettare il pubblico, nonostante anche esse non siano poi tanto male esteticamente. Evidentemente hanno lacune in altri ambiti che al momento non mi spreco nemmeno ad approfondire visto che non è proprio quello il fulcro del discorso.
Può ancora rialzarsi?
Forse sì, in teoria per lo meno. In pratica l'egemonia woke ha corrotto i suoi piani alti e questi sono i risultati. Non capirò mai il rifiuto della bellezza da parte dei woke, che sembrano anellare lo schifo, il grottesco. Fateci caso: tutto quello che hanno toccato è diventato merda.
Jaguar è solo un esempio, un altro è Victoria's secret che ha perso oltre il 90% del fatturato per aver voluto usare modelle obese nelle proprie campagne pubblicitarie. Un altro suicidio annunciato, un altro esempio di woke che disdegnano il bello a favore del grottesco.
Guerra al bello anche nel design
Il nuovo corso stilistico di Jaguar è, a mio avviso, un tradimento visivo della sua stessa eredità. Sebbene i loro SUV siano per lo più decenti da vedere rimangono comunque delle enormi scatolette semi anonime, ben lontane dall'unicità ed eleganza delle vecchie Jaguar.
A cui si aggiunge la serie Type 00: quelle carrozzerie rosa e blu con un design orripilante che è la dichiarazione di guerra al bello da parte dei woke. Sembra che abbiano preso una scatoletta di sardine e ci abbiano attaccato quattro ruote, con l'aggiunta dell'abitacolo.
Personalmente considero Pininfarina l’ultimo vero maestro del design automobilistico: le sue linee sanno raccontare storie, hanno un'anima. Cosa che nell'era dell'avidità e guadagno a tutti i costi con una spruzzata di woke si è perso per sempre.
Vedere Jaguar ridursi a questo è come osservare Leonardo fare balletti su TikTok dopo aver dipinto la Gioconda, o Michelangelo vendere soldatini di plastica dopo aver scolpito il David.
📚 Fonti e approfondimenti
Per chi desidera approfondire il crollo di Jaguar e le reazioni al suo rebranding:
- Everyeye: Jeremy Clarkson: “Fa bene Jaguar a passare agli elettrodomestici rosa”: commento ironico e pungente del celebre conduttore britannico sul nuovo corso stilistico e commerciale di Jaguar.
- Il Giornale: Jaguar, la svolta woke fa crollare le vendite: analisi del rebranding e dei dati di vendita, con riferimento alla strategia “Reimagine”.


