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Hulk Hogan: il gigante che ha reso grande il wrestling

E alla fine anche lui ci ha lasciati. Hulk Hogan, l’uomo che ha trasformato il wrestling da baraccone per appassionati hardcore a fenomeno pop di massa, è morto a 71 anni per arresto cardiaco. Un colpo al cuore, in tutti i sensi, per chi è cresciuto con le sue urla, le magliette strappate e quel baffo biondo che sembrava scolpito nel marmo.

Non era solo muscoli: era teatro, marketing, mito

Prima di lui il wrestling era roba da nicchia. Dopo di lui, era Hulkamania. Con il suo “Whatcha gonna do, brother?” ha creato un personaggio storico, conosciuto da tre intere generazioni. Ha vinto 12 titoli mondiali, ha fondato la famigerata NWO (New World Order) e ha portato la WWE e la WCW a livelli di popolarità mondiali.

Anche se oggi il wrestling si è un po' spento, complice un "addolcimento" troppo marcato, durante la sua epoca era veramente imperdibile.
Paragonare uno dei suoi spettacoli con uno odierno è semplicemente deprimente, ma non è questo il luogo per parlarne.

Hulk Hogan

Dal ring al grande schermo: Thunderlips e oltre

Un personaggio simile ovviamente non poteva rimanere relegato al mero wrestling, anche se era diventato fenomeno mondiale di massa. Nel 1982 entra nel mito anche al cinema: Thunderlips in Rocky III.

Film in cui si è letteralmente scatenato: La scena del combattimento tra Rocky e Thunderlips doveva essere una “esibizione benefica”. Ma Hogan la prese sul serio, fin troppo!
Stallone racconta che tre stuntman finirono all’ospedale durante le riprese, travolti dalla furia dell’Hulkster. Alcuni parlano letteralmente di gente che volava via.

In una mossa, Hogan saltò così forte che la sua tibia colpì la clavicola di Stallone, che rimase a terra per 10 minuti temendo di avere l’osso fuoriuscito.
Stallone ha dichiarato: “Mai niente mi aveva colpito così duramente. E da allora, più niente lo ha mai fatto.”

E dire che il personaggio del copione era già sufficientemente sopra le righe:
Thunderlips entra in scena con quattro bionde in costume rosso e una mantella da imperatore romano. L’annunciatore lo presenta come “The Ultimate Male”, e lui risponde con una delle battute più iconiche: “The Ultimate Male versus... the Ultimate Meatball!”

Cadute di stile e ritorni

Hulk, o Hollywood per un periodo, non è stato un santo. Commenti razzisti, scandali, video privati resi pubblici, cause vinte e perse.

Per via di queste e altre vicissitudini è stato rimosso dalla Hall of Fame nel 2015, anche se poi è stato reintegrato nel 2020.

Se devo essere sincero reintegrarlo è stato un bene, anzi rimuoverlo è proprio stato un errore.
Il privato non dovrebbe incidere sui meriti. Il fatto che avesse fatto commenti razzisti non toglie che sia stato un grande e geniale innovatore.

Mica ha assassinato qualcuno!

Fonti e Approfondimenti

Per chi desidera approfondire la carriera, l’impatto e le controversie legate alla figura di Hulk Hogan, ecco una selezione di fonti: