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L'Africa firma lo ZLECAf, accordo di libero scambio fra paesi africani

Il continente africano ha appena firmato quasi in toto lo ZLECAf, un accordo di libero scambio di merci interno, cioè un dato paese africano può esportare ed importare a e da altri paesi africani senza alcun dazio o tassa o altri impedimenti di regole astruse.

Un mercato unico come quello europeo

Nella pratica questo accordo punta a creare un mercato come quello dell'Unione Europea: un mercato libero che favorisce gli scambi commerciali nel continente, così da rendere il continente un singolo enorme mercato con un miliardo e quattrocento milioni di potenziali clienti.

Finora infatti l'Africa ha avuto scambi solo con Europa e Cina, principalmente, e gli scambi con paesi del suo stesso cliente si sono fermati a circa il 15%. Abbattendo i dazi stanno puntando (e riuscendo) ad aumentare gli scambi fra "vicini".

Ma è una sfida

Non è facile mettere su un'impresa del genere in Africa, perché molti di quei paesi sono politicamente instabili, mancano le infrastrutture per collegare a dovere i paesi fra di loro e una burocrazia doganale difficile da sbrogliare.

Con la mancanza di strade, ferrovie, porti e aeroporti degni di nota gli scambi fra paesi possono essere agevolate dalla mancanza di dazi, ma sono fisicamente impossibili a meno di caricare la roba a dorso di mulo.
Inoltre l'instabilità politica, e le varie guerre, stanno rallentando l'iniziativa.

Nonostante questo l'iniziativa ha già aumentato gli investimenti provenienti dall'estero, anche grazie al modello di pagamento panafricano chiamato PAPPS che permette di avere un reale scambio commerciale senza dover convertire le varie valute locali risparmiandone i costi.

Potrebbe ridurre la povertà estrema

Se il progetto decollasse (ad oggi, 2026, ci sono state delle piccole migliorie come detto sopra ma sono ancora lontani dall'obiettivo) potrebbe ridurre la povertà estrema del continente, si stima che circa 30 milioni di persone potrebbero uscirne.

Che su quasi mezzo milione di persone sotto quella soglia non è nemmeno un grandissimo risultato a dire il vero...

Il lato positivo è che se i paesi africani diventano più ricchi significa che ci saranno sempre meno disperati a rimpolpare le fila dello schiavismo moderno, e non è affatto male visto che da queste parti sono ormai 20 anni che non si fa che demolire i salari medi e i diritti dei lavoratori forti di un numero crescente di disperati che, anche per colpa di molte crisi, si sono accontentati di lavorare per cifre sempre più inferiori.

Fonti e approfondimenti:
Euronews