Nel 2019 nell'ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria un paziente che lamentava un forte mal di testa accompagnato da febbre, viene ricoverato nel reparto di malattie infettive dopo che una flebo non ha avuto alcun beneficio.
Quando è stato dimesso l'uomo sostiene di aver capito il perché dei "comportamenti discriminatori" visto che sul referto medico era scritto "omosessuale con compagno stabile".
La polemica e l'articolo de La Stampa
Vogliamo capire cosa è un'anamnesi?
Si tratta di una serie di domande poste al paziente e alla sua famiglia per raccogliere informazioni utili alla diagnosi del problema. Si basa principalmente sui sintomi del paziente e cerca di ricostruirne anche i movimenti, non è raro infatti che di fronte a certi sintomi caratteristici parta la domanda tipo: "è stato ai caraibi?" (cos'è, si configura la discriminazione turistica in questo caso?).
Vediamo cosa dice l'articolo de La Stampa, uno fra i tanti che parlarono della questione:
Ma è OVVIO che ha una rilevanza clinica! L'omosessualità spesso espone a una serie di rischi che il resto della popolazione non corre o che corre raramente e con molta meno incidenza.
Anche aver sottolineato "compagno stabile" ha tantissima importanza, in quanto è un comportamento molto meno pericoloso rispetto a fare il farfallone, specialmente per le malattie infettive.
Ma nell'articolo c'è scritto anche che è cuoco e fuma 15 sigarette al giorno, urliamo alla discriminazione dei cuochi o dei tabagisti?
Per cosa era stato ricoverato? Febbre e cefalea, lo hanno ricoverato nel reparto malattie infettive e gli hanno fatto un test per l'HIV, che è risultato negativo fortunatamente per lui (e il compagno).
La discriminazione del vaccino contro l'epatite
L'uomo, nel raccontare la sua versione della "discriminazione" afferma anche che il consiglio del medico di vaccinarsi contro l'epatite era una chiara discriminazione al suo essere omosessuale.
Come l'abbia capito non lo so, so solo che se ha consigliato il vaccino contro l'epatite A non ha discriminato un bel niente: i cuochi sono fra le persone più esposte a prendersi l'epatite A perché maneggiano cibi crudi che la contengono. L'uomo è cuoco, ergo il medico gli ha consigliato il vaccino per quello?
Mi sembra che la questione stia venendo tirata per i capelli sempre di più, sinceramente.
Anche perché, anche se gli avesse consigliato un vaccino perché gay, dove sta la discriminazione? Loro sono più esposti di altri rispetto le altre varianti (non la A).
E' come sostenere che il consiglio di mettere il casco ai ciclisti sia discriminatorio, allucinante.
Risarcimento danni?
I signori continuano citando l'avvocato che "sta valutando" se querelare l'ospedale (perché il medico ha fatto il suo dovere, complimenti) e che secondo l'avvocato "è duddo discriminatorio" e che "l'omosessualità non è considerata malattia dal 1990".
A parte il fatto che se chiedi ad un avvocato come avvitare una lampadina quello ti consiglia di querelare mezzo mondo perché così si fa una bella parcella (una persona si è trovata un dipendente truffaldino e l'avvocato invece di consigliarle di denunciarlo all'ispettorato del lavoro ha paventato cause civili e penali da rimanerci 20 anni a buttare soldi nel cesso), questi leggono un'ANAMNESI e capiscono "è malato di gayaggine".
Ma come si fa? Questo è chiaramente il cercare il pelo nell'uovo e creare problemi dove non ci sono.
Il meglio è questo: "C'è una violazione della privacy".
Guarda che il foglio di dimissioni mica lo devi sventolare in giro o trasmetterlo a reti unificate in tutta Europa, è riservato fra medico e paziente e il medico ha l'obbligo della riservatezza. Ma seriamente ci sono avvocati che sparano boiate simili?
Va bene che lui per prendersi lo stipendio manda in causa qualsiasi cosa, ma qua esageriamo e pure di molto.
"Consigliare il test per l'HIV è stigmatizzazione".
Certo, fa parte di una "categoria" di persone più esposte al virus e consigliargli di fare i test è stigma. Come no, lasciamo ammalare tutti i gay sennò si offendono! Che discorsi...
