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Le nuove taglie di Nabela Noor sono solo marketing

Una donna, bengalese naturalizzata negli States, ha aperto una azienda tessile che rivende abiti vari di sua creazione, e fin qui nulla di strano. La donna, al secolo Nabella Noor, dice di aver rivoluzionato gli standard delle taglie perché, a suo dire, "non accetto le taglie odierne".
Mao Tse Tung ha detto che la rivoluzione è un atto di violenza, e aveva ragione perché questo è un bagno di sangue del buonsenso.

L'abito non fa il monaco ma dà comunque un indizio

Cominciamo a descrivere la donzella, non tanto perché alla fine mi importa di come uno sta messo ma per capire in anticipo dove vuole andare a parare (credo sia piuttosto soddisfacente capire le cose osservando i dettagli prima di sentirlo raccontato):
La signorina si presenta più larga che alta, doppio mento ma soprattutto, gran primato, doppio collo.
Non mi invento nulla, ha proprio il doppio collo:


Qualcuno potrebbe pensare che tutto questo è "body scemi", ma si tratterebbe di una critica sterile perché c'è un motivo molto valido se vado a vedere una cosa simile.

Lungi da me sostenere che non bisogna credere ad una persona a priori, però se un lupo tiene una conferenza sulla necessità di tenere le pecore fuori dal recinto e soprattutto senza cani da guardia FORSE bisogna domandarsi sull'intento di codesto lupo, o no?

Insomma, quello che voglio dire è che ho capito dove vuole andare a parare "rivoluzionando" lo standard delle taglie dei vestiti. Fa parte di quella schiera di gente che preferisce lottare con tutte le loro forze per evitare di perdere 20 kg e avere un'aspettativa di vita superiore a quella del paleolitico.

Abbigliamento Nabella Noor

Le nuove taglie

Ma entriamo nella questione: queste benedette taglie, cosa avrà "rivoluzionato" nel sistema delle taglie?
Un beneamato NIENTE, ha semplicemente cambiato nome alle taglie rendendole da lineari, esponenziali e semplici da capire al totale caos senza senso:

La taglia XS diventa "Appassionata"
La taglia S diventa "Coraggiosa"
La taglia M diventa "D'ispirazione"
La taglia L diventa "Senza paura" (senza vergogna più che altro)
La taglia Extra Large diventa "Radiosa"
La taglia XXL diventa "Potente"
La taglia XXXL diventa "Amato/a"
La taglia XXXXL diventa "indipendente", che dico io, oltre ad essere una ridicola illusione è anche lontanissima dalla realtà: pesando 250 kg non si può essere indipendenti, il dottor Nowzaradan ce lo ha insegnato che manco riescono ad alzarsi dal letto, figuriamoci arrivare a pulirsi lo spacco del culo dopo aver defecato.

"Siamo molto di più che una taglia, un'etichetta"

Puoi dirlo forte! Su questo sono d'accordissimo! Del resto non si può mica negare!
Battute a parte, che cacchio significa? Non lo so, ma questa gente ingorda cerca di essere rassicurata in ogni parte tranne che fare 15 minuti di attività fisica moderata e mangiare meno porcate.

"Dobbiamo capire che lo standard di bellezza non è uno solo"
No, infatti non si stucca la faccia per aderire a quello standard di bellezza. In ogni singola fotografia che ha pubblicato online sui suoi social. Affatto.

"Non cambierò il mio standard di bellezza per conformarmi a quello che dice la società"
Non è questione di società, di bellezza o altro: se sei grosso sei "large", punto.
Più grosso sei più extra large sei. Fra l'altro non ho mai sentito nessuno andare da qualcuno e chiedergli la taglia. Ma proprio mai.

Ma di fatto la rivoluzione dove sta?

Gira e rigira si tratta solo di marketing, di aria fritta, fumo negli occhi per attirare clientela. Di fanno non ha fatto niente di concreto, tranne appunto aver reso incomprensibile e poco accessibile capire che che taglia ti serve.

I discorsi sulla bellezza sono i soliti deliri di chi sa di non esserlo ma vuole far cambiare idea al mondo intero. Una missione molto difficile visto anche che non hanno molto tempo da vivere. E non è una battuta la quasi totalità dei "fat influencer" è schiantata, giovane.
Insomma, Nabella Noor ha tirato fuori proprio Nabella Kagata