Il patriarcato dopo la transizione

Mi è capitato fra le mani un articolo de The Washington Post che racconta la storia di tre donne che hanno fatto la transizione a uomini e hanno deciso di raccontare le differenze fra la vita di una donna e quella di un uomo negli Stati Uniti, la patria del "privilegio maschile" e dei SJW. Avranno dimostrato il patriarcato o il privilegio maschile?

C'è una sublime bellezza di fondo in tutto questo, e lo stiamo per vedere sin da subito:

Iniziamo con la storia di Trystan Cotten, professore di GENDER STUDIES.
"Per me è stata un'esperienza molto umiliante, essendo una persona che è ancora femminista e crede nella parità di genere per tutti quanti, abbiamo molto da fare per arrivare al punto che le donne si possano sentire sicure e abbiano uguali opportunità. Detto questo però sono arrivato a capire che dopo dieci anni in questo corpo non è esattamente rose e fiori nemmeno per gli uomini.
E arrivi a scoprire che anche gli uomini hanno dei fardelli che devono trascinarsi dietro."


Scopre così che la vita come uomo afroamericano non è più semplice rispetto quella di una donna afroamericana. Racconta di come una notte un tizio abbia schiantato la macchina contro la casa del vicino (e visto che costruiscono con trucciolato immagino siano entrati pure dentro) e ha chiamato la polizia. Quando è arrivato un agente a controllare gli è andato incontro per parlarci e quello immediatamente gli ha puntato la pistola contro e lo ha fatto sdraiare a terra (si guardava alle spalle perché non credeva ce l'avesse con lui) e lo ha perquisito, dice che "si muoveva in modo strano".

Eh si perché se sei uomo la gente non è più tanto gentile con te, lo ha capito quando in due anni è stato fermato dalla polizia più che nei 20 anni passati a guidare come donna, e non la passa tanto liscia: da donna era capitato di chiaccherare di sport con l'agente che l'aveva fermata per eccesso di velocità e non le aveva nemmeno fatto la multa, da uomo gli chiedono freddamente se aveva armi o se era "on probation", e le multe le piglia tutte.

Ha anche notato che quando era donna e qualcuno la molestava subito tutti si attivavano per difenderla con addirittura la scorta per andare e venire dall'università.
Quando da uomo una sua studentessa ha iniziato a stalkerarlo e ha avuto paura che lei finisse di impazzire accusandolo di molestie sessuali o stupro ha deciso di denunciare all'università: gli hanno riso in faccia.

Il racconto continua con dei cambi in abitudine, come non correre per prendere il tram che sta partendo o lo avrebbero fermato perché creduto uno scippatore o rapinatore. In questo caso c'entra il fatto che in america sono parecchio incasinati con un tasso di criminalità degli afro particolarmente alta che genera del pregiudizio verso di loro (si, sono convinto che il razzismo c'entri in modo limitato in tutto questo), e di come gli abbiano mandato un elicottero della polizia perché creduto un terrorista con una bomba mentre faceva jogging con una cintura di pesi.



Passiamo al secondo, sedicente "radical femminist": Zander Keig.
"Prima della transizione, da radical feminist dichiarata, mi esprimevo spesso, forte e con sicurezza.
Ero incoraggiata a farlo, ero anche premiata.
Quando parlo adesso mi viene lanciato direttamente o indirettamente il messaggio che sto facendo "mansplaining", "prendendomi troppo spazio" o "Facendo valere il mio privilegio di maschio bianco eterosessuale". Non importa che io sia un messicano di prima generazione, transessuale e sposato con la stessa donna con cui stavo prima della transizione".

Brutta cosa scontrarsi con le minchiate che denunciamo venendo addittati come maschilisti o turbomaschilisti un tanto al chilo (cit).

Purtroppo devo iniziare a tagliare corto e riporto questo:
"Quello che continua a colpirmi è la sensibile diminuzione della gentilezza e cordialità che mi viene rivolta nei luoghi pubblici. Adesso è come se fossi per conto mio: a nessuno al di fuori della famiglia e agli amici stretti importa del mio benessere".
Beh, benvenuto nel club, quello dei privilegiati che hanno tutto facile nella vita e che ricevono soldi (cit) perché sono maski...

Purtroppo taglio corto, sia per non scrivere un papiro sia per motivi di tempo, ma poco male se masticate l'inglese perché ovviamente riporto la fonte.
In ogni caso per concludere è sempre facile sbraitare senza conoscere una situazione, senza mettersi i panni (in questo caso letteralmente) del prossimo. Queste persone ci hanno sbattuto il muso, ma immagino che nonostante questo orde di fanatiche e fanatici continueranno a sbraitare del privilegio maschile e stronzate simili.

Fonte

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