lunedì 10 settembre 2018

Serena Williams infrange le regole, perde il match e urla al sessismo

Durante la finale del US Open contro Naomi Osaka Serena Williams è stata penalizzata tre volte dall'arbitro di sedia perdendo l'incontro. La questione qui è semplicemente ridicola perché l'atleta ha mentito, ha dato in escandescenze e si è comportata molto male per poi frignare al "sessismo" dopo la partita. Ma vediamo cosa è successo e perché la Williams non ha ragione in nessun caso:

Durante la partita l'arbitro di sedia Carlos Ramos le ha attribuito una violazione per "coaching" che nel Grand Slam è proibito (in altri contesti è permesso), che consiste nell'allenatore che da consigli e strategia all'atleta durante la partita, coaching appunto.
Un po' come il tizio con l'auricolare durante chi vuol essere milionario insomma, anche se alla lontana.

La Williams non c'è stata e ha perso le staffe con l'arbitro di sedia dicendo "Preferirei perdere che barare, non ho mai barato in vita mia."
Spoiler alert: l'allenatore ha ammesso nel dopo partita di aver dato consigli alla Williams:


L'atleta, come detto prima, non ci sta e inizia la polemica con l'arbitro, chiedendogli delle scuse per averla in pratica definita un baro (lo so che è donna ma non credo si debba definire "una bara") ma l'arbitro non demorde.

Inizia la partita e dopo aver vinto un break perde il turno di servizio concedendo un controbreak all'avversaria, lei finisce di perdere le staffe e spacca la racchetta, e qui le viene dato un altra penalità.
Si, rompere la racchetta è un'infrazione.



Continua la partita, le due penalizzazioni l'hanno messa in svantaggio (io non ci capisco sega del tennis quindi a fine testo rimando ad un articolo che la spiega meglio) al cambio di campo continua a polemizzare con l'arbitro chiedendogli le scuse per il "coaching" che non era avvenuto (in realtà è successo, come già detto) alla fine offende l'arbitro di sedia dandogli del bugiardo, del ladro.
Questo non ha accettato l'offesa e ha fatto partire la terza penalizzazione per "verbal abuse" cosa che le ha fatto perdere definitivamente la partita.

A quel punto Williams chiama l'arbitro superiore, arrivano due persone che parlano con Williams e con Ramos. Ramos riferisce della calunnia, Williams piange (letteralmente) che agli uomini non danno penalità per cose ben peggiori. Gli arbitri non possono fare altro che assecondare la decisione di Ramos, impeccabile dal punto di vista delle regole, decretando la sconfitta di Williams.

Ora, l'allenatore ha ammesso di aver fatto coaching quindi Williams non solo ha mentito ma si è impuntata senza nemmeno avere ragione, fosse rimasta zitta accettando la decisione GIUSTA dell'arbitro avrebbe fatto sicuramente bene, invece ha dato in escandescenze prima spaccando la racchetta e poi calunniando l'arbitro di sedia.




In tutto questo il sessismo dove sta? Non è forse lei che si è comportata malissimo?
Non è nemmeno nuova a questo tipo di sfuriate, tempo fa perse un match per aver urlato "ti ammazzo" ad una guardalinee (o che cosa fosse la sua funziona seduta lì, non conosco il tennis) cosa che ovviamente ha negato:



Però oggi ha un'arma in più: la carta del patriarcato, dell'oppressione e del "mi puniscono perché sono donna" uno uno uno undici.
Non so degli insulti agli arbitri, ma so per certo che quando gli uomini spaccano le racchette le penalità le prendono eccome. Poi probabilmente la penalizzazione Williams l'ha presa per la calunnia più che per aver insultato, ma ho visto filmati dove atleti uomini vengono penalizzati per aver insultato l'arbitro, quindi di nuovo faccio la domanda: dove sta il sessismo?

Insomma, ci troviamo di fronte ad una persona che non volendosi prendere le sue responsabilità e le conseguenze delle sue azioni ha prima mentito, insultato e dato in escandescenza e poi urlato al "sessismo", e trova anche diversi deficienti che le danno ragione inventandosi doppi standard che non esistono (anche gli uomini se esagerano a protestare con l'arbitro si pigliano la penalità).

Addirittura l'allenatore sostiene che penalizzarla per coaching è ipocrita perché "lo fanno tutti", come a dire "ao in galera non ci vado perché tutti evadono le tasse", sarà che penalizzano chi beccano a farlo o no? Sostiene pure che "spaccare una racchetta non è la fine del mondo" e che gli atleti dovrebbero liberi di esprimere i loro sentimenti!
Peccato che un atleta che perdendo si incazza come un gorilla sia completamente antisportivo, ma proprio l'antitesi della sportività, almeno credo sia per quello che è penalizzato tale comportamento.
Ma fra l'altro se si fosse limitata a quello non sarebbe successo poi tanto, invece ha dato in escandescenze per tutto il tempo, come puoi non penalizzare un comportamento simile?

Siamo di fronte a numerosissimi abusi del femminismo (vedasi metoo capeggiato da ipocrite totali, piccolo esempio) questo è l'ennesimo e credo che finirà con il perdere completamente di credibilità, a danno di quelle donne che femministe lo sono sul serio e non mentono o si inventano cazzate.

Link a eurosport

5 commenti:

  1. per me è l'abuso di testosterone che la fa sragionare non penso che una donna normale possa avere quel livello di muscolatura normalmente, e non parlatemi delle body builder.

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    1. Sinceramente non lo so, i neri mediamente sono più forti però effettivamente è ben piazzata pure calcolando un eventuale massa maggiore rispetto la media

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    2. Cavolo ok che è una atleta che si allena 8-10 ore al giorno ma la sorella pesa 20 kg in meno pur avendo avuto risultati simili...
      Sembra tanto il caso di caster semenya che nell'atletica staccava tutti poi si scoprì che aveva dei problemi al sistema endocrino tale da avere dosi di testoreno altissime.

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  2. Manco un bambino di 10 anni

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    1. Ma no dai, trovi anche 11enni che sbattono i piedini a terra!

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