giovedì 6 settembre 2018

Quel iPhone nel quadro del 1800

Aaaaaah, i viaggi nel tempo! Gli OOPARTS (che per carità alcuni sono interessanti più che minchiate, ma sono pochi). Gli smartefone nei quadri del 1800. Gli uno undici che sprecano i centoundici. A girare parecchio recentemente è la storia di un iPhone nel quadro di un certo Waldmuller dipinto nel 1860.

Nella tela è dipinta una ragazza che passeggia in campagna e tiene stretto nelle mani qualcosa che molti hanno detto essere un iPhone. Non uno smartphone qualsiasi eh, proprio iPhone, quella matassa di merda, obsolescenza programmata e fail ingegneristici che nemmeno chi ha fatto questa scala mobile:

Ossessione per la Apple (si legge Appol porcaccia l'eva, non Eppol, non se lo ficca in testa nessuno) c'è stato perfino il genio che ha fotoshoppato l'immagine del quadro per aggiungere la luce emessa dal display. Doppio genio non c'è che dire, primo perché creare falsi simili è da imbelli di partenza, secondo perché quel display doveva essere il raggio della morte delle astronavi di Indipendence Day per fare tutta quella luce in una giornata soleggiata in campagna.

Mi viene il dubbio che sta gente oltre ad essere ignorante non sia mai uscita di casa...
Cioè al sole non vedi sega del display e questi credono che invece faccia così tanta luce da illuminare la faccia da 40 cm di distanza.
In ogni caso so che è superfluo sottolinearlo però ci tengo a dire la mia con la mia solita calma:
QUELLO E' UN FOTTUTISSIMO LIBRO TASCABILE che siano dannati i coglioni che sparano coglionate simili con la speranza che siano pochi.
I libri tascabili esistono da secoli, che poi a leggere qui e lì alcuni articoli pare pure che a credere che quello sia uno smartphone ci stanno pure dei vecchi.




Ora io credevo che ad essere ignoranti come caproni berberi riguardo alle "vecchie tecnologie" fossero i giovanissimi, che ok i libri non sono in disuso da secoli a parte certe zone degradate da cervelli in pappa ma almeno è più plausibile di un vecchio.
Voglio dire, i ragazzini sono nati con lo smartphone in mano e per quanto breve praticamente sono esistiti per tutta la loro vita, è un punto di vista diverso rispetto quello di uno che tutta la vita la passata leggendo e gli smartphone li ha visti solo da poco.
E invece pare che anche un vecchio abbia spacciato il libro del quadro come uno smartphone, che qui i casi sono due: o è nato tordo o si è rincoglionito oltre la comprensione umana e divina pure, roba che un malato di alzheimer terminale con un passato da pesante tossico di qualche sostanza sintetica russa ragiona meglio.

In ogni caso ripeto che spero siano pochi quelli che hanno creduto a sta minchiata, sennò veramente al prossimo giro mi candido per la presidenza del consiglio per cercare di depenalizzare le cinghiate sugli idioti.
Gente che ne parla



Nessun commento:

Posta un commento