lunedì 17 settembre 2018

Non esiste sessismo nel tennis come urlato da Serena Williams

L'ormai famosissima partita d'emme fatta recentemente da Serena Williams continua a far parlare di sé, dopo che l'atleta ha giocato da schifo e in preda all'ira si è comportata come un alcolizzato irlandese in una rissa da bar. Durante il suo sclero ha urlato che l'hanno penalizzata perché donna, in quanto agli uomini non vengono puniti quei comportamenti.

A parte il fatto che la sfuriata di Williams suonava fin da subito come una grandissima cazzata qualcuno si è preso la briga di andare a controllare i dati riguardo i falli contestati agli uomini e alle donne dal 1998 al 2018 durante i Grand Slam Tournament, e il risultato è sorprendente:

Racket abuse è quando gli atleti rompono la racchetta, non si parla di affari illeciti della mala nostrana e non. Gli uomini collezionano 646 falli mentre le donne 99. Comprensibile visto che il testosterone rende leggermente più incazzosi, no?
Audible obscenity, oscenità audibili perché è un po' difficile punire qualcosa che non si sente, 344 contro 140. Anche in questo caso più multe agli uomini...
Ma saltiamo al coaching, primo fallo contestato alla Williams che ha generato la cascata di rabbia e urla dell'atleta: 87 contro 152.


Allora, punto primo non è vero che agli uomini non vengono contestati i falli, sia che si parli in generale sia che si parli di coaching. Punto secondo se vengono multate di più le donne rispetto gli uomini può significare diverse cose, tipo che i loro allenatori sono più portati a farlo per istinto di protezione o che semplicemente vengono beccati più spesso a farlo.



Fra l'altro il numero totale dei falli contestati agli uomini è quasi il triplo rispetto a quello contestato alle donne. Si potrebbe benissimo urlare al feffifmoh!11! come fatto dalla Williams, ma c'è da tenere conto che gli uomini giocano molto più e sono più numerosi delle donne in quei tornei, quindi anche se le proporzioni rimangono comunque a svantaggio degli uomini questo è uno dei fattori.
Uno svantaggio piuttosto corposo che lascia poco spazio a dubbi.

Serena Williams può urlare quanto vuole per nascondere il fatto che ha giocato di merda o l'abilità sovverchiante dell'avversaria che l'ha stracciata e ci si è pulita il culo con lei e la cui premiazione è stata rovinata dalle urla belluine di una testa calda che diventa antipatica a tutti dopo due minuti che la conoscono.

Fonte

Che poi ripeto, come da introduzione: si intuiva che si trattava di una minchiata urlata da Serena per nascondere la propria inettitudine e colpa, ma avendo per mano i dati non solo diventa ufficiale, ma anche inopinabile.
Il mio pensiero va alle nostre amiche delle pagine misandriche che si sono stracciate le vesti per la poverah Serena Williams e il feffifmoh uno undici centoundici che c'è nel tennis. Non fateglielo notare che vi bannano in tempo record.

3 commenti:

  1. "ma c'è da tenere conto che gli uomini giocano molto più e sono più numerosi delle donne in quei tornei"

    Che giochino di più è vero (negli slam gli uomini giocano a 3 set su 5, le donne a 2 su 3), ma che siano più numerosi no: i tabelloni maschile e femminile, sia in singolo che in doppio, sono identici, hanno lo stesso numero di iscritti).

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    1. Dall'articolo:
      There are also simply more men at Grand Slam tournaments because, in the qualifying event, there are 128 spots in singles for men at the Australian Open, the French Open and Wimbledon, and only 96 for women.
      Non è così?

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    2. Non so in passato ma oggi sicuramente no, il numero di uomini e donne che partecipano ai tornei del grande Slam è lo stesso ovvero 128.

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