giovedì 20 settembre 2018

Finita la crisi? Potrebbe iniziarne un'altra.

Dopo la crisi bancaria del 2008, dopo il calo del 2013 passato in sordina ma il cui effetto sul PIL è stato pari a quello della crisi su citata (me ne sono accorto appieno) finalmente vediamo la luce alla fine del tunnel. Più o meno, visto che non siamo tornati a livelli pre crisi (e anche di questo ce ne siamo accorti), ma non facciamo in tempo a tirare il fiato che si presenta l'ombra di una prossima crisi...

Ann Pettinfor è un'economista con i controfiocchi (per non dire altro) e ha previsto la prossima crisi, che secondo lei sta già iniziando ed esploderà entro due anni.
La donna aveva previsto con due anni di anticipo la famosa crisi finanziaria globale del 2008 quindi le sue opinioni in materia sono giustamente viste come estremamente valide.

A rappresentare il pericolo sono nuovamente gli Stati Uniti. Le grandi aziende si sono indebitate notevolmente approfittando del quantitative easing e dei bassissimi tassi di interesse messi in atto dal governo. Il problema si presenterà quando questo finirà e i tassi di interesse verranno aumentati, rendendo il debito di quelle grosse aziende, probabilmente multinazionali, impossibile da sostenere, decretandone il fallimento.

Come abbiamo già visto nel 2008 quando una grossa società (o banca) con molti debiti fallisce finisce che i suoi creditori se la pigliano in der... tasca! Queste aziende che perdono molti crediti finiscono con l'entrare in crisi loro stesse, finendo col fallire. Si innesca così un effetto domino, come con la crisi bancaria, che finisce con il devastare l'economia mondiale.



Secondo l'economista l'enorme debito contratto da grosse aziende e compagnie è una polveriera che rischia seriamente di esplodere, e la scintilla potrebbe essere appunto l'aumento dei tassi di interesse insieme alla fine del quantitative easing (in pratica meno denaro in circolazione), che pare non tarderà ad essere abbandonato. Alcune crisi sono già esplose, secondo lei, in Argentina e Turchia a seguito dell'innalzamento dei tassi di interesse da parte degli States, manovre che hanno rafforzato il dollaro.

Secondo Ann se queste aziende dovessero incontrare dei problemi economici non riuscirebbero a sostenere il grosso debito che hanno contratto, specialmente se i tassi di interesse salgono.
Come ben sappiamo in economia non ci sono certezze, e se alcune di queste aziende dovessero trovarsi in crisi potrebbero fare esplodere la crisi.

C'è solo da sperare che in caso accada (è una possibilità) le aziende a soffrire non siano molte, contenendo i danni. Cosa che non accadrà nel Regno Unito...

Il Regno Unito soffrirà molto più del resto del mondo a causa dell'indebolimento causato dalla Brexit (sembra ci stiano ripensando e vogliano fare un altro referendum) quindi se e quando scoppierà e quanto lieve o grave sarà, da loro sarà peggiore che da chiunque altro sicuro al 100%.
Ma magari annullano la brexit e si/ci salvano il culo...

In ogni caso non resta da sperare che le conseguenze per noi siano limitate e che si riesca a correre ai ripari per tempo, o meglio che questa crisi venga scansata del tutto.
Una crisi economica negli Stati Uniti gestita bene potrebbe non avere enormi impatti nel resto del mondo, io ho questa speranza anche se la crisi finanziaria del 2008 è partita negli States e si è diffusa in tutto il mondo. In quel caso però si parlava di banche, che sono società ben più strategiche rispetto le altre, insomma se non falliscono delle banche ma "solo" grosse aziende magari non sarà nera come nel 2008 (anche se lo prospettano) visto che i risparmi di famiglie e imprese non verranno toccati?
Lo spero, anche perché inizio a rompermi i coglioni di crisi finanziarie qui e crisi finanziarie là.

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