sabato 28 luglio 2018

Studio dimostra: gli ammalati di cancro che si affidato alla "medicina alternativa" muoiono prima

Le persone che "curano" il loro cancro con metodi che non sono quelli sperimentati ma "alternativi", tipo fiori di Bach o i cardi di Mino Reitano (cit), muoiono più spesso e prima rispetto quelli che usano la normale medicina.
Si lo so, la prima reazione è "MA VA'!?", ma finora potevamo solo dirlo contro qualcuno che diceva "NON HE VEROH!1!" e l'uno undici complottista prendeva il sopravvento...

Invece ora abbiamo dalla nostra uno studio che dimostra nero su bianco, incontrovertibilmente e senza dubbio, che chi si affida alle stronzate cosmiche per curarsi sta facendo fin troppo male.

Ma vediamo i dati che sono ovviamente interessanti:
Se un paziente usa la "medicina complementare" insieme a quella normale non si crea nessun danno, ovviamente essendo acqua fresca o stronzate non creano danno così come non creano effetti positivi, tranne forse un blando effetto placebo che male non fa.
Il problema, e questo lo dico e dicono tutti da sempre, è quando la normale medicina viene soppiantata dall'acqua fresca. Allora si che son cazzi.
Questo non cura un benemerito cazzo di nulla
Nel secondo caso la possibilità di morire di quel cancro RADDOPPIA, insomma non curarsi e prendere pastigliette di zucchero a 1000 euro al kg aumenta il pericolo di morire del 100%, CENTOPERCENTO.

Ma torniamo al "chi usa medicine complementari non ha benefici" di prima.
Non bisogna sottovalutare la cosa, perché alcuni medici lasciano che i pazienti seguano quelle pseudo terapie all'acqua di rose (se non di fogna) perché "tanto male non fanno", ma lo studio ha rivelato che i pazienti che seguono le pseudo cure sono molto più propensi ad abbandonare le cure normali per dedicarsi solo al catarro di bue e lo zucchero con paté d'oca in mezzo, andando così incontro a morte certa e prematura.
Il 7% di chi usa i cardi di Mino Reitano rifiuta la chirurgia contro lo 0,01% di chi non crede nel lancio di ossa dei druidi, una percentuale totale che può sembrare bassa ma la differenza con gli altri è abissale.
Più di un terzo degli omeopatari rifiuta la chemio mentre la metà rifiuta la radioterapia.
In questo caso le percentuali sono enormi, devastanti, ma non c'è un paragone con gli altri, probabilmente non si discosta molto dallo 0,01% di prima.



Ho scritto omeopatari giusto per semplificare, ma i tipi di "alternative" prese in esame erano veramente tanti: yoga, meditazione, diete speciali (AHEM vegamerda AHEM), ayurveda, chiropratici, agopuntura e una serie di robe dai nomi assurdi che impiegherei due anni solo a ricordare.

L'articolo conclude che alcune erbe potrebbero addirittura interferire con le normali cure, giusto per mettere in chiaro che ciucciare chissà quali erbe può non essere quella grandiosa idea che gli può sembrare inizialmente.

Insomma, i medici devono fare molta attenzione ai pazienti che si dicono propensi ai cardi di Bach, ma anche capire chi lo è ma non lo dice. Sono pazienti a rischio.
Sempre se quei geni si rivolgano ai dottori invece di laurearsi in minchiologia su Google "mi sento fortunato"...

Fonte



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