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L'Italia non è uscita dalla crisi

Dal 2008, anno successivo alla grande crisi finanziaria, i governi ci hanno ripetuto più volte che l’Italia stava uscendo dalla crisi. Sono quasi vent'anni che stiamo uscendo dalla crisi, ma i dati economici mostrano una realtà ben diversa: la crescita è lenta, il debito pubblico continua ad aumentare e la povertà colpisce anche chi ha un lavoro complice anche una tassazione che definire iniqua è un complimento.

Non abbiamo ancora recuperato

Secondo le ultime previsioni della Commissione Europea, il PIL italiano crescerà solo dello 0,7% nel 2025 e dello 0,9% nel 2026. Questo dato è ben più basso delle aspettative e dimostra che l’economia italiana fatica a riprendersi.

Del resto non abbiamo ancora recuperato: nel 2007, prima della crisi, il PIL italiano era di 2,4 biliardi di dollari (2400 miliardi per chi non mastica il termine), mentre nel 2025 è stimato a 1,85 biliardi. La differenza è enorme: siamo ancora sotto di un incredibile 23% del PIL.

Altro che fuori dalla crisi: ancora non ci siamo risollevati da quella del 2008 e successive!
La causa di tutto questo è da ricercare in diversi fattori:


Disoccupazione e Lavoro Precario

La disoccupazione in Italia è si in calo, passando dal 6,5% nel 2024 al 5,9% nel 2025, ma questo dato non racconta tutta la verità.

Molti dei nuovi posti di lavoro sono sono piagati da stipendi bassi e condizioni instabili. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 62,2%, ma la produttività è in calo dello 0,9%. Questo significa che, nonostante più persone lavorino, il valore economico prodotto è inferiore.

Inoltre, un lavoratore su otto è a rischio povertà. Questo dimostra che avere un lavoro non è più sufficiente per garantire una vita dignitosa, specialmente dopo i rincari derivati dalle speculazioni post guerre:

Aumento del Costo della Vita e Tassazione

Negli ultimi anni, il costo della vita è aumentato in maniera abominevole: le bollette elettriche sono più che raddoppiate rispetto al 2007. L’IVA è aumentata al 22% e così anche praticamente ogni altro balzello esistente e immaginabile che raggiunge il 65% del fatturato per molte piccole attività.

A contribuire a questo sfacelo, oltre il fatto che i soliti noti e i loro compagni di merende parassitizzano le casse dello stato, ci sono le multinazionali e altri grandi aziende che operano nella CE pagando uno sputo di tasse a Dublino, lasciando vuoti di cassa immensi che dobbiamo ripagare noi

Tutto questo ha ovviamente avuto un effetto devastante sui consumi, sugli investimenti e perfino sulla composizione del tessuto economico italiano.

Debito Pubblico in Crescita

Oltre il danno la beffa, si suol dire, perché nonostante l’aumento delle tasse e i tagli alla spesa pubblica, insomma lavoriamo come muli per lo stato e non abbiamo nemmeno i servizi pubblici di base (il medico di base sta diventando un lontano ricordo), il debito pubblico italiano continua a salire. Nel 2025, il rapporto debito/PIL sarà del 136,7%, per poi raggiungere il 138,2% nel 2026.

Con 3158 miliardi di debito in continua crescita potranno tassarci al 99% che finché non cambia qualcosa qui non se ne esce affatto.

Serve un Cambio di Rotta

L’Italia sta attraversando una crisi sistemica critica, che molti si ostinano a non voler vedere.
Fare impresa sta diventando impossibile fra costi di energia e tassazione alle stelle. Per le famiglie è difficile anche solo fare la spesa con stipendi bloccati al 1990 ma con prezzi del supermercato raddoppiati e bollette direi più che quadruplicate ormai è difficile anche solo comprare il necessario per vivere, figuriamoci togliersi qualche sfizio.

Per uscire davvero dalla crisi, servono politiche economiche più incisive, che incentivino la produttività, riducano la pressione fiscale e favoriscano investimenti sostenibili.
Serve praticamente rifare tutto da capo: politiche energetiche migliori, far pagare le tasse a chi non le paga (spoiler alert: non si tratta del panettiere ma di grosse banche e multinazionali che evadono/eludono centinaia di milioni l'anno) e abbassarle per gli altri.

La domanda però è questa: i politici negli ultimi anni non hanno mai fatto nulla per i cittadini ma tutto per i ricconi. L'agevolazione dell'immigrazione clandestina di massa puntava ad una ulteriore riduzione dei salari medi del resto, e ancora questi flussi non si decidono a stroncarli segno che a loro va bene così.

Abbiamo speranza a rivolgerci alla stessa gente che ci ha messo alla fame?

Fonti e approfondimenti