domenica 28 gennaio 2018

Pizzaiolo arrestato per violenza sessuale senza prove: assolto

Questa storia è grave, gravissima, ma ha fortunatamente un lieto fine. Nel 2013 un pizzaiolo si è visto arrestare dai carabinieri e sbattuto in galera per stupro, e non sapeva nemmeno cosa potesse aver fatto. Quarantasette giorni di arresti, fra galera e domiciliari, e non è nemmeno pelato (chi la capisce è bravo), senza uno straccio di prova, solo perché lei lo ha denunciato.

Arrestato per violenza sessuale senza prove


Una mattina due ragazzi lavoravano nelle cucine di una pizzeria, lui pizzaiolo lei cameriera. Quando lui è vicino ridono e scherzano, poi lei si gira e gli dice "soffri il solletico?" e inizia a farglielo sui fianchi.
Lui ride, le fa il solletico, iniziano a giocare. Poi dopo un po' la trattiene. Ci sta provando. Sostiene che era da tempo che sembrava che la ragazza provasse attrazione verso di lui e ha preso quel solletico come conferma di tale attrazione.
La trattiene per qualche istante, prova a baciarla ma lei si scosta, lui continua a sorridere e anche lei non sembra affatto terrorizzata. Continua a sorridere, si divincola senza premura e senza fretta e fa per allontanarsi, di certo non correndo. Lui le afferra il polso e la trattiene nuovamente, riprova a baciarla e a quanto pare appoggia le labbra sul suo collo, lei si rifiuta di starci, ma continua a ridere. Poi gli dice "devo andare" e lui la lascia andare.

E' tutto registrato in un video che non posso embeddare ma solo linkare
Nonostante il sorriso forse alla ragazza non è piaciuto l'approccio, forse un po' maldestro, dell'amico e collega. Il padre della ragazza nota che è un po' strana, gli racconta la storia e lui le suggerisce di denunciarlo.
Lo denuncia, per violenza sessuale per quel bacio sul collo. La sera stessa i carabinieri fanno visita al pizzaiolo e lo arrestano in "semi flagranza di reato" basandosi unicamente sulle dichiarazioni della giovane.
Cinque giorni in carcere e quarantadue ai domiciliari.
Il filmato? Lo avevano visionato il tribunale del riesame, ma sostenevano che la violenza "poteva essersi consumata altrove". Quindi si è andati a processo.

Lei sostiene sia stato lui ad iniziare a toccarla e che lei aveva ricambiato, poi dice di essersi trovata bloccata.
In realtà come si vede dal filmato ha iniziato lei, ridendo e scherzando, e quando gli ha detto di lasciarla andare lui l'ha fatto. Dal suo comportamento sembrava stesse giocando, se non parla chiaro dicendo "lasciami stare" quello non capisce, non si vede nessuno stress, nessuna tensione e nessuno stato d'animo alterato dal suo comportamento. Non lo capiamo noi non lo ha capito lui.


Fortunatamente al processo è stato scagionato, da tre giudici donne.
Il fatto non costituisce reato.

Ora ovviamente la domanda che sorge spontanea è questa: è normale in uno stato di diritto risultare colpevoli alla sola accusa di una persona senza che ci siano prove?
E' una domanda retorica: non lo è. Questo ragazzo ha perso il lavoro e si è fatto quasi due mesi di arresti per un reato che non ha commesso, solo perché ha frainteso le intenzioni di una collega e questa aveva il muso un po' lungo, solo perché lei ha detto "violenza sessuale" senza uno straccio di prova, senza che il fatto fosse anche solo lontanamente una violenza (si vede chiaramente che non la sta forzando, non la sta trattenendo con la forza e non la sta terrorizzando).
Fortunatamente non tutti si sono bevuti il cervello, ma quanto è costato questo processo? Sia in termini di spesa pubblica, di dirottamento dei tribunali da questioni serie e ovviamente i danni che ha subito un giovane maldestro.

Se si continua sulla strada della caccia alle streghe, anzi ai "maski bastardi", finisce molto male.
L'idea di poter finire in galera senza motivo, senza nemmeno bisogno di mezzo straccio di prova sinceramente mi terrorizza. Ma hey, si parla di violenza sessuale, se parli contro queste cose sei un nazimaschilista (cit)
Quando si chiedono le prove si cerca appunto di evitare casi simili di malagiustizia, ma questo certi personaggi più idioti di quanto sono ignoranti non lo vogliono proprio capire.

2 commenti:

  1. Spero che poi lei sia stata denunciata per diffamazione o almeno falsa testimonianza.
    Il problema è che ora lui si porterà dietro l'etichetta del molestatore: all'opione pubblica interessa l'accusa, non la sentenza.

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  2. Purtroppo, il caso di Alfredo Mascheroni, divenuto emblematico, dimostra che basta ancora meno di un semplice corteggiamento andato male per beccarsi le accuse più assurde. Ormai basta stare sulle palle a un webete ed è finita.
    Tanto di cappello, comunque, al collegio giudicante di questo pizzaiolo - anche se, come ha detto Mauro, sarà impossibile per lui ristabilire la sua reputazione; quell'altra furbastra dovrebbe trovarsi ad aprire un grosso mutuo per pagargli il fatto che lui non troverà mai più un lavoro nella sua vita grazie a una falsa accusa.

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