Quando la geografia diventa un’opinione
Il referendum del 17 aprile 2016 — noto come referendum trivellazioni 2016 — riguardava esclusivamente le trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa, e non aveva nulla a che vedere con il territorio lombardo. Eppure, nel tentativo di rendere il tema “vicino al cittadino”, si arrivò a confondere il mare con la pianura padana.
Sì, hai letto bene: la Lombardia, regione notoriamente priva di coste, veniva collegata alle trivellazioni marine. Certo che gli è andata male: in una penisola in cui 15 regioni su 20 affacciano sul mare, avrebbe potuto avere la fortuna di “beccare” per sbaglio almeno una di esse. E invece no — nonostante le percentuali di successo, ha comunque rimediato una figuraccia mastodontica.
Il post fece il giro dei social, tra ironie e sghignazzate. “Non sapevamo che in Lombardia ci fosse il mare…” fu una delle risposte più condivise. Un esempio perfetto di come la comunicazione referendaria sbagliata possa trasformarsi in una gaffe virale.
Corrado fu costretto a correggere il tiro, aggiungendo un post scriptum:
“Il riferimento alle attività di trivellazione e stoccaggio, così come alla Lombardia, sono riferimenti ad una visione più ampia, nella quale di certo non esistono trivellazioni marine.”
Ma il danno era fatto. Il messaggio era chiaro: la propaganda ambientale del Movimento 5 Stelle aveva superato i confini — anche quelli regionali.
Conclusione
La campagna referendaria fu segnata da slogan emotivi, immagini suggestive e argomentazioni spesso strumentali. E questo episodio resta uno dei più emblematici: una fotografia del mare usata per parlare della Lombardia, diventata una delle gaffe geografiche più memorabili della politica italiana recente.
Se le trivellazioni fossero davvero così devastanti, perché inventarsi prove? Perché spacciare una regione senza coste come minacciata dalle trivelle marine? Parafrasando LeFou: “Se ti inventi le prove, significa che non ne hai. E se non ne hai, stai sostenendo il falso.”
Un esempio emblematico di come non comunicare in politica: anche se la loro “battaglia” fosse stata valida — cosa che nel 99% dei casi in cui l’opposizione parla non è — dopo quella uscita (e altre), la credibilità ne è uscita irrimediabilmente compromessa.

Io, già da tempo, ho deciso che voterò NO, perché meno dipendiamo dal gas della Russia meglio è.
RispondiEliminaDa me, nelle marche, tutto sto danno ambientale fatto dalle trivelle non lo vedo, perché i maggiori responsabili sono le aziende che scaricano i liquami nei fiumi, e che finiscono poi in mare. Ci sono anche i depuratori che non funzionano come dovrebbero, ma è un discorso troppo lungo e su cui non sono ancora sufficientemente informato.
Il danno ambientale cui fanno riferimento è quello relativo da una parte agli impianti di estrazione (vedi il rapporto di Greenpeace, fatto come al solito manipolando i dati per far emergere la verità che interessa a loro), dall'altra al rischio di subsidenza (qua ci vorrebbe un geologo per parlarne) e di terremoti (in questo caso si fa riferimento al terremoto in Emilia, e la commissione ICHESE ha escluso che fosse dovuto alle trivellazioni).
EliminaPer non parlare degli ingenti danni al turismo: infatti sulla riviera romagnola, dove vi è la maggiore concentrazione di piattaforme e alcuni impianti sono operativi da oltre 40 anni, il turismo è proprio sparito.
Ho l'impressione che questo referendum sia sostenuto dal M5S principalmente per motivi di speculazione politica...
Io non mi sono interessato alla questione perché non vivo in Italia e non pensavo di poter votare. Poi mi è arrivata la scheda elettorale per posta.
RispondiEliminaDa completo ignorante in materia, ho pensato: c'era stata una enorme mobilitazione su facebook per questa roba, con toni del tipo "nessuno sa che si vota". Ho deciso che voterò il contrario di quello che facebook diceva di fare, perché ormai ho una tale fiducia nel popolo che se la massa dice di votare sì, probabilmente è più intelligente votare no.
E ci hai azzeccato
Eliminaio voterò no per 3 motivi
Elimina1) lo slogan è osceno
2) gli ambientalisti con l'x5
3) la politica energetica non deve essere decisa da dei minus habens (politici o ambientalisti cambia poco) ma da gente con i controcoglioni, al momento siamo nella merda abbiamo un sovrappiù di potenza installata da far spavento e l'elettricità costa più di quasi qualsiasi paese normale
Mi piacerebbe vedere qualche previsione di affluenza e magari gli exit poll. Se si rischia di raggiungere il quorum o la vittoria del si, andrò sicuramente (per la differenza che può fare).
EliminaIn caso contrario no, sia per non contribuire all'eventuale raggiungimento del quorum, sia perchè voglio godermi le recriminazioni e le polemiche dei no-triv e dei sostenitori del sì in generale.