Il famoso mar lombardo e le trivelle fantasma: quando la politica inventa la geografia

Ultimo aggiornamento: Luglio 2025
Nel 2016, durante la campagna referendaria sulle trivellazioni in mare, Gianluca Corrado — candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Milano — pubblicò un post epocale: una foto di una piattaforma nel mare, accompagnata da un appello a votare “Sì” per fermare le trivellazioni, perché “molto diffuse anche sul territorio della Lombardia”.
Screenshot preso in prestito dalla pagina "Trolling Politika":

Screenshot del post facebook di Gianluca Corrado che parla delle trivelle nel mare della Lombardia (regione che non si affaccia sul mare)

Quando la geografia diventa un’opinione

"Il 17 Aprile votiamo si
Lo sapete che le attività di trivellazione e stoccaggio di gas sono molto diffuse anche sul territorio della Lombardia?
Diversi studi hanno dimostrato che queste operazioni sono molto rischiose per la popolazione e per il sottosuolo.

Per questo al referendum del 17 Aprile votiamo si!"

Il referendum del 17 aprile 2016 — noto come referendum trivellazioni 2016 — riguardava esclusivamente le trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa, e non aveva nulla a che vedere con il territorio lombardo. Eppure, nel tentativo di rendere il tema “vicino al cittadino”, si arrivò a confondere il mare con la pianura padana.

Sì, hai letto bene: la Lombardia, regione notoriamente priva di coste, veniva collegata alle trivellazioni marine. Certo che gli è andata male: in una penisola in cui 15 regioni su 20 affacciano sul mare, avrebbe potuto avere la fortuna di “beccare” per sbaglio almeno una di esse. E invece no — nonostante le percentuali di successo, ha comunque rimediato una figuraccia mastodontica.

Il post fece il giro dei social, tra ironie e sghignazzate. “Non sapevamo che in Lombardia ci fosse il mare…” fu una delle risposte più condivise. Un esempio perfetto di come la comunicazione referendaria sbagliata possa trasformarsi in una gaffe virale.

Corrado fu costretto a correggere il tiro, aggiungendo un post scriptum:

“Il riferimento alle attività di trivellazione e stoccaggio, così come alla Lombardia, sono riferimenti ad una visione più ampia, nella quale di certo non esistono trivellazioni marine.”

Ma il danno era fatto. Il messaggio era chiaro: la propaganda ambientale del Movimento 5 Stelle aveva superato i confini — anche quelli regionali.

Conclusione

La campagna referendaria fu segnata da slogan emotivi, immagini suggestive e argomentazioni spesso strumentali. E questo episodio resta uno dei più emblematici: una fotografia del mare usata per parlare della Lombardia, diventata una delle gaffe geografiche più memorabili della politica italiana recente.

Se le trivellazioni fossero davvero così devastanti, perché inventarsi prove? Perché spacciare una regione senza coste come minacciata dalle trivelle marine? Parafrasando LeFou: “Se ti inventi le prove, significa che non ne hai. E se non ne hai, stai sostenendo il falso.”

Un esempio emblematico di come non comunicare in politica: anche se la loro “battaglia” fosse stata valida — cosa che nel 99% dei casi in cui l’opposizione parla non è — dopo quella uscita (e altre), la credibilità ne è uscita irrimediabilmente compromessa.

Fonte delle affermazioni di Corrado:

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Fabrizio Leone
Blogger da oltre 15 anni, faccio del mio meglio per diffondere fatti e non fallacie logiche o punti di vista polarizzati e distorti. In Sociologia i media sono definiti "il quarto potere" e a ben donde: le notizie plasmano l'opinione pubblica e molti abusano di questa dinamica.