Ma vediamo come certi personaggi descrivono il dumping commerciale, ricamandoci sopra praticamente tutto un corredo matrimoniale d'altri tempi di complotti e teorie fantasiose.
Il dumping commerciale è una pratica illegale
Il dumping commerciale è in pratica una "strategia" che consiste nel fare prezzi diversi in base al cliente, generalmente nelle esportazioni. Capita che alcune aziende godano di vantaggi e incentivi fiscali per cui riescono a produrre ad un costo irrisorio, o si vogliano semplicemente liberare di eccedenze di prodotto, "scaricandole" in un mercato estero (come quello europeo ad esempio) a prezzi ridicoli.Si tratta di una forma di concorrenza sleale, a cui l'Unione Europea cerca di mettere un argine tramite diversi strumenti e una legislazione anti dumping, regolamento 2016/1036, che consente l’imposizione di dazi e misure contro pratiche sleali da paesi terzi.
Prima di tutto per fare il dumping non è assolutamente necessario aprire centri commerciali, basta esportare beni a prezzi fin troppo bassi e trovi sicuro chi li compra.
Quinto: le multinazionali DEVONO pagare le tasse sul territorio in cui operano, il dumping fiscale infatti lo riesce a stiracchiare l'Irlanda con le aziende che operano sul WEB, come Amazon e Google, grazie ad una legislazione fumosa a riguardo (grazie UE per non sistemare questo casino) ma questa è un'altra faccenda ancora.
Inoltre il dubbio è che un'azienda possa andare avanti senza utili dichiarati, specialmente una multinazionale quotata in borsa, visto che se non ricordo male rischia di andare in fallimento, in ogni caso non è nemmeno il dettaglio più importante.
I pagamenti dilazionati a 120 giorni le pagano in molti, anzi alcuni dilazionano anche di più, la questione "non hanno utili che tanto prendono i soldi dagli interessi bancari" mi fa sorridere parecchio.
Queste persone non sanno, ma parlano.
Ora però vediamo il testo di un gruppo che si dichiara "a favore della moneta locale" a riguardo:
Disinformazione sul dumping commerciale
"I PERICOLI DEL DUMPING COMMERCIALE"Ammesso che abbiano capito di cosa parlano!
"Comprare una merce a 10 per poi rivenderla ad 8 cioè ad un prezzo inferiore é una pratica illegale chiamata DUMPING."Invece no, questi non hanno capito nulla, come immaginavo. Quella di comprare una merce e venderla sottocosto lo fanno tutti quelli che se lo possono permettere e in commercio questa pratica ha uno scopo ed un nome ben definito: articolo civetta.
L'articolo civetta è usato in commercio da decenni, forse secoli, è quello che attira i clienti al negozio.
Hai mai letto il volantino di un negozio e visto l'oggetto che volevi ad un prezzo assurdamente basso con perfino il 50% di sconto?
Ecco, quello è un articolo civetta: ti attira in negozio con la speranza, anzi è quasi una certezza, che oltre quello comprerai altro.
Facciamo un esempio: negozio di informatica vende un computer ad un prezzo stracciatissimo! Corri a comprarlo, visto che desideri provare finalmente il nuovo Doom. Lo compri e ti rendi conto di non avere una scrivania in cui posizionarlo. Poco male, il negozio vende anche mobili per computer!
Compri anche quella. Poi ti ricordi che nella tua zona manca la corrente e ci sono frequenti sbalzi che potrebbero farlo guastare, così compri anche un UPS (gruppo di continuità, una batteria detta semplicemente).
Gira e rigira hai comprato tutto nello stesso posto: il computer per loro è stata una perdita, ma hanno guadagnato sufficientemente dalla vendita del mobile da ufficio, il gruppo di continuità, Doom e un gamepad nuovo.
E' una tattica conosciutissima nel settore, la conoscono tutti.
Il dumping prevede di vendere sottocosto, cioè a prezzi che nessuno potrebbe mai fare.
Il dumping prevede di vendere sottocosto, cioè a prezzi che nessuno potrebbe mai fare.
Le multinazionali evadono il fisco?
Andiamo avanti:
"Le grosse multinazionali, forti del potere economico che hanno alle spalle, scelgono un mercato, aprono grossi centri commerciali, non acquistano prodotti locali ma importano tutto da altri stati esteri, effettuano il salto, il dumping delle merci, pagano le tasse all'estero, infatti gli scontrini emessi portano la dicitura SCONTRINO NON FISCALE, oppure pagano un tot fisso al governo, quindi riescono a tendere a dei prezzi nettamente inferiori rispetto alla media impresa locale."Ammazza che suppostone di cretinate! Questi hanno mischiato centri commerciali, dumping, dumping fiscale e multinazionali in un minestrone senza precedenti!
Prima di tutto per fare il dumping non è assolutamente necessario aprire centri commerciali, basta esportare beni a prezzi fin troppo bassi e trovi sicuro chi li compra.
In secondo luogo mi devono elencare un singolo centro commerciale nel nostro territorio che venda solamente prodotti di importazione proveniente da altri paesi. Io non l'ho mai visto.
Senza contare che la maggior parte delle multinazionali tendono a produrre localmente i prodotti.
Ad esempio la Coca Cola, visto che ci sono stabilimenti di produzione nel nostro territorio e non stanno a trasportare container di roba dagli Stati Uniti fino a noi in Italia, poi la lattina ti esploderebbe in faccia.
Un modello economico simile non avrebbe alcun senso. Specialmente visti i dazi (oggi molto discussi) che esistono (esistevano a dire il vero, Trump ha ottenuto una vittoria facilissima con i nostri "governanti" incapaci)
In terzo luogo gli scontrini "non fiscali" si chiamano così semplicemente perché sono un pezzo di carta per il cliente, ma li fanno pure i supermercati di catene italianissime e in totale regola con il fisco.
Non stanno evadendo, se proprio volevano evadere lo scontrino non te lo facevano punto e basta. Rimando a BUTAC la spiegazione estensiva dello scontrino non fiscale.
Quinto: le multinazionali DEVONO pagare le tasse sul territorio in cui operano, il dumping fiscale infatti lo riesce a stiracchiare l'Irlanda con le aziende che operano sul WEB, come Amazon e Google, grazie ad una legislazione fumosa a riguardo (grazie UE per non sistemare questo casino) ma questa è un'altra faccenda ancora.
Tutte le altre pagano sul territorio, eccome se lo fanno! Cito nuovamente la Coca Cola: se producono in Italia stessa lo fanno per ragioni di logistica e comodità, fosse vero che stanno evadendo il fisco e praticando dumping non lo farebbero.
La tassazione italiana e gli utili
Il testo continua:
"Nel caso dell' italia e quindi anche di Nuoro, come possono competere le medie imprese locali sé sono sottoposte ad una pressione fiscale il cui valore reale arriva a toccare fra tasse ed imposte l' 80% del fatturato? inoltre le grosse catene solitamente hanno uno utile pari a zero, cioè gli utili sono pari alle spese e portando il fatturato a zero non pagano neanche un centesimo di tasse tanto guadagnano dalle percentuali degli interessi che fruttano i soldi depositati nelle banche e non solo, pagando le merci anche a 120 giorni: questi utili in italia sono tassati per un massimo del 10% a differenza della media impresa locale che arriva a pagare oltre il 50%."
Che stanno a dire? A parte le tasse che sono un pelino esagerate (si parla di "solo" il 68% di carico fiscale, che è comunque criminale) questa storia che se gli utili sono pari alle spese non paghi tasse è tirata fuori dritta dritta dal deretano di un eremita del deserto che non si lava da 60 anni!
Le tasse si pagano sugli utili e l'IVA (meno quella da rimborsare ma nelle vendite è impossibile) e poco importa se sei andato in pari o in perdita, altrimenti TUTTI attuerebbero stratagemmi simili per non pagare le tasse in modo legale.
Funziona così: paghi le tasse sugli utili, cioè se compri a 5 e vendi a 10 paghi le tasse su 5, non su 10.
Ma appunto va sottratta anche l'IVA. Quindi da quei 5 vengono tolti il 22% di IVA cioè 1,1€, e il 68% del resto della tassazione, cioè 3,4€. Rimangono 50 centesimi. Con cui pagare il resto delle spese (affitti, bollette, servizi terzi e così via). Insomma non è esattamente una "strategia" quanto più un'autodistruzione.
Ma appunto va sottratta anche l'IVA. Quindi da quei 5 vengono tolti il 22% di IVA cioè 1,1€, e il 68% del resto della tassazione, cioè 3,4€. Rimangono 50 centesimi. Con cui pagare il resto delle spese (affitti, bollette, servizi terzi e così via). Insomma non è esattamente una "strategia" quanto più un'autodistruzione.
Insomma non può esistere, se comprassero a 5 e vendessero a 5 ci sarebbero comunque delle spese e tasse fisse come i contributi previdenziali, IMU e TARI e ovviamente l'IVA. Andrebbero in bancarotta a breve.
Inoltre il dubbio è che un'azienda possa andare avanti senza utili dichiarati, specialmente una multinazionale quotata in borsa, visto che se non ricordo male rischia di andare in fallimento, in ogni caso non è nemmeno il dettaglio più importante.

Gli interessi attivi che ti danno nelle banche sono a dir poco ridicoli: 0,1% se ti va bene, e questa microscopica percentuale è tassata del 26%, non del 10%.
La tassazione più bassa, per quanto riguarda gli investimenti monetari, ce l'hanno le azioni che sono tassate per il 12,5%, e mi domando da dove hanno preso questo fantomatico 10%.
Se poi ipotizziamo che li mettano in alcuni piani di investimento ci sono da considerare due cose: il rischio e il vincolo.
Ci sono piani che danno anche il 4% di interessi, ma sono spesso vincolanti o hanno costi di "attivazione". Se dovessero aver bisogno di liquidità dovrebbero smobilitare una parte di essi perdendoci parecchi soldi.
Non è sostenibile, tenendo anche conto che con un ricarico del 100% sulle merci un'azienda rimane con un cerino in mano, figuriamoci come potrebbe campare con un 4% LORDO.
Queste persone non sanno, ma parlano.
Distruzione delle imprese locali
"Queste multinazionali una volta che hanno fatto tabula rasa delle imprese locali facendole fallire tramite il dumping,diventano padrone del mercato,acquistano il possibile,ed aumentano di colpo i prezzi,così com'é successo in svizzera o Romania."Si effettivamente è una pratica comune quella di fare piazza pulita della concorrenza e poi fare il bello ed il cattivo tempo, specialmente nel web. Ma come detto prima il dumping è illegale, così come il monopolio.
Qui hanno mischiato la pratica di fare prezzi molto bassi, che non sono comunque dumping, per attirare una grandissima clientela e renderla affezionata, per poi aumentare i prezzi.
Un esempio è stato l'avvento di Amazon: ricordo quando ai primi tempi costava un buon 33% in meno rispetto alla media dei negozi fisici della mia zona.
Oggi su Amazon i prezzi sono più alti dei negozi della zona, infatti non ci sto comprando più un beneamato niente bucato!
E' vero che in tutto questo molte realtà, specialmente piccole realtà, vengono schiacciate. Ma non si tratta di dumping commerciale!
La moneta locale?
"LA MONETA LOCALE NON É ALTRO IN PAROLE POVERE CHE UNO SCONTO SPENDIBILE,É COME SÉ I COMMERCIANTI FACESSERO I SALDI TUTTI I GIORNI E LO SCONTO PRATICATO ANZICHÉ PERDERLO LO POSSONO RISPENDERE E I CITTADINI POSSONO USUFRUIRE DEI SALDI PER TUTTO L' ANNO CONTRIBUENDO I CITTADINI STESSI A CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO PER I LORO FIGLI E A TUTELARE LA PROPRIA CITTÀ!!!Ora avete capito cosa sta accadendo anche nella vostra città?"Ma intendono forse il sardex? Circola da un po' e non ho visto nessuna rivoluzione a riguardo.
Non capisco proprio questo ultimo passaggio, è proprio la peggior pubblicità che abbia mai visto delle monete locali!
Un minestrone di concetti
Sinceramente qua hanno fatto un minestrone assurdo mischiando la tassazione dei colossi del web con quella delle multinazionali fisicamente nel paese, la concorrenza sleale, il dumping che è illegale, disinformazione sugli scontrini non fiscali e tutto il resto che abbiamo visto.
Non credo ci sia qualcosa di completamente corretto. Ci sono concetti reali ma descritti male e con conclusioni ancora più errate, ma non mi sbilancio a dire che hanno azzeccato una sola di queste cose.
Cosa accade realmente nel mercato
Sapete cosa accade realmente? Per il web ho già fatto l'esempio di Amazon, ma ci sono anche i colossi della grande distribuzione:
I colossi, forti di avere un investimento iniziale enorme, comprano quantità incredibili di beni. Nel caso dei supermercati principalmente cibo. Comprando volumi così grandi riescono a strappare un prezzo migliore per unità dal grossista, riempiono camion più grandi spalmando su molte più unità i costi di trasporto e consegna.
Stessa cosa per le altre spese: stipendi, tasse fisse, bollette sono tutte suddivise su una quantità enorme di beni, che vengono venduti facilmente perché appunto riescono a praticare un prezzo più basso rispetto un piccolo negoziante.
E' sempre stato così purtroppo, la situazione è stata resa sempre peggiore "grazie" ad una gestione scellerata di tassazione, costi delle bollette e "concessioni" ai supermercati, che oggi vendono quotidiani, libri, film inglobando sempre più tipologie di prodotti e facendo una concorrenza sempre più spietata.
Ma questo, se possiamo permettercelo, possiamo anche contrastarlo andando a comprare nel negozio sotto casa. Fa prezzi più alti perché ha meno clienti, un affitto esorbitante e bollette alle stelle, ma è comodo averlo vicino senza dover percorrere chilometri per raggiungere il supermercato.