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Perché il boicottaggio dell’olio di palma è stato un errore colossale

L'olio di palma è forse l'alimento, se così possiamo definirlo, che ha subito più campagne di disinformazione di sempre, forse più della carne stessa. Hanno martellato tanto che molti produttori lo hanno eliminato dai loro prodotti, ma tutte le storie che raccontavano sull'olio erano vere?
Analizziamo i fatti:

La "scoperta" che coltivare toglie territori alla natura e agli animali

Una delle argomentazioni contro l'olio di palma è che la sua coltivazione ruba territori alla natura, scatenando deforestazioni e impoverimento degli habitat degli animali.
Così molti hanno chiesto di boicottarlo, come se gli altri oli si ottenessero facendo spremuta di nuvole o bastasse recitare abracadabra per farlo comparire.

Come se gli altri oli non necessitassero coltivazione


La cosa che rende ancora più stupido questo boicottaggio, specialmente per ragioni "green", è il fatto che se non si usa quello per forza si useranno altri prodotti. E' naturale, se c'è un ammanco questo va sostituito.

Ora l'olio di palma viene impiegato massicciamente perché a temperatura ambiente è solido, costa poco coltivarlo e trasportarlo, ma soprattutto è quello che RENDE DI PIU'!

A parità di terreno impiegato nella sua coltivazione si ottiene più prodotto, quindi ha degli immensi vantaggi sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista ambientale.
Ma questo "piccolo" ragionamento non è bastato a fermare il boicottaggio, almeno in occidente in cui a quanto pare ci piace tanto darci la zappa sui piedi, e ora si utilizzano più terreni per coltivare l'olio usato per sostituire quello di palma.

Ma detto così non rende bene l'idea del disastro che è stato questo boicottaggio, quindi quantifichiamolo: le palme da olio producono cinque volte (il 500% insomma) di più rispetto ad una piantagione di arachidi, sette volte (700%) rispetto una di girasoli.

Se prima si usava un ettaro di terreno per coltivare le palme, per coltivare i girasoli ne servono SETTE.
Dove è l'ecologia? Dove abbiamo "salvato" le foreste? Dove abbiamo sbagliato?

La soluzione al problema: coltivazioni sostenibili

Come succede con la soia e la foresta amazzonica anche il boicottaggio e la propaganda contro l'olio di palma è impregnata di idee utopistiche di fanciullesca "ingenutità": se smettiamo di usare l'olio di palma smettono di deforestare!

Certo, per sostituirlo con cosa? Se quella gente è senza scrupoli continuerà a deforestare, se non capisce che sta facendo danni specialmente. Inutile spostare il problema, l'unica soluzione è coltivare in modo sostenibile, senza abusare dei terreni perché "tanto poi disboschiamo tutto e ne abbiamo altri". E infatti Ferrero ha affermato di approvvigionarsi da coltivatori responsabili.

Perché non si fa così allora: si boicottano gli irresponsabili che depauperano e poi deforestano per poi ripetere lasciandosi dietro lande desolate oppure semplicemente smettiamo di usare un prodotto senza cambiare niente ma mettendo la coscienza a posto, in qualche maniera?

Poi vediamo anche il terrorismo mediatico sui danni dell'olio per le persone:

Ma fa male alla salute!

Come per tante cose l'importante è non esagerare e abusare di questo olio, consumandone piccola quantità.

Del resto il contenuto di grassi idrogenati è piuttosto altino, ma non più del burro e a differenza di questo non ha colesterolo! Come pussiamo affermare che l'olio di palma è devastante per la salute quando il burro ha qualche grammo di grassi saturi in più, 52 per etto contro i 49 dell'olio di palma.
Ma soprattutto, perché usiamo ancora il burro pur con le dovute raccomandazioni ma molti hanno eliminato l'olio di palma dai propri prodotti?

La margarina poi era piena di grassi trans, in quantità che in alcune produzioni si avvicinava a quella dell'olio di palma: 40 grammi contro 49. Anche in questo caso nessuna campagna martellante, non hanno passato decenni a fare disinformazione.

Alcuni dei detrattori principali di quest'olio sono stati molti gruppi di vegani animalisti, come vediamo anche dall'immagine che ho allegato in questo articolo. Ma loro usano come alternativa l'olio di cocco, che contiene molti più grassi saturi: 82 grammi ogni etto, contro i 49 grammi dell'olio di palma.

Se l'obbiettivo fosse stato veramente curare la salute delle persone, i principali consigli sarebbero stati di non consumare assolutamente olio di cocco e margarina (almeno quella che si produceva all'epoca della disinformazione dell'olio di palma, piena di grassi trans), non contro l'olio di palma, di cui era sufficiente consumarne piccole quantità.

Un boicottaggio dannoso e redditizio

Come immaginabile, visto che l'olio di palma produce cinque volte più prodotto rispetto altre coltivazioni, il problema della deforestazione e povertà nei paesi produttori si è solamente aggravato.
Tutto questo perché fra chi spingeva per il boicottaggio erano alcune associazioni che, seppur spinte (forse) da buone intenzioni, erano finanziate e probabilmente disinformate da produttori di altri oli che avevano enormi interessi economici ad affondare la concorrenza.

Oggi, alla luce dei risultati disastrosi sia per l'ambiente ed economia dei produttori che per il sapore dei prodotti, molti hanno cambiato rotta puntando per una coltivazione sostenibile piuttosto che il boicottaggio.

Infatti negli ultimi anni la richiesta dell'olio di palma sta crescendo, ma rimane il monito:
Se qualcuno con molti soldi decide cosa dobbiamo pensare e cosa deve accadere, farà in modo di plasmare idee e avvenimenti.

Commenti

  1. https://www.facebook.com/sonia.ceccherelli/posts/10204392420636539?comment_id=10204396317613961&reply_comment_id=10204396319774015&offset=0&total_comments=4&notif_t=feed_comment Gli appelli al boicottaggio sono tra le cose che mi mandano più in bestia in assoluto, calcolando il numero delle persone che ne vengono colpite, a cominciare dai gradini più bassi, operai e contadini, ma chi usa questa "strategia" se ne sbatte delle persone, pensa solo ad aumentare la propria popolarità, a discapito di chi, gl'importa una cippa. Le ritrattazioni e le smentite poi, mi fanno incazzare ancora di più, vista l'utilità che possiedono: al popolo della rete resta nel cervello solo la notizia sensazionale, di tutte le smentite del mondo ne fanno un fascio da complottisti Bigfarma; vedi la storia dei vaccini, frega sega se ormai è risaputo che è partito tutto da una menzogna del signor Wakefield, agli antivaccinisti glielo puoi urlare con quanto fiato hai in gola, ormai nel cervello hanno avuto l'imprinting e non glielo levi nemmeno col flessibile. Ci vorrebbero leggi apposite per punire i falsi allarmismi ...

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    1. Loro hanno risolto anche il problema dei posti di lavoro persi, ovviamente a livello teorico e di propaganda, mica nella realtà:
      Sono tutti sfruttati come schiavi e se gli togli il lavoro vivranno felici e contenti.
      Pensano che in tutto il mondo sia come per loro: tanto pagano mammà e papà e loro giocano a fare il baratto e l'orticello in balcone illudendosi basti a non fare un cazzo di lavoro.

      Nella realtà le cose sono ben diverse, come hanno dimostrato i bambini che cucivano i palloni (o le scarpe?) della Nike: hanno fatto un casino della madonna, gli hanno tolto il lavoro e indovina? Morti di fame.
      Potevano fare casino per migliorare il salario e diminuire le ore di lavoro così che potessero anche studiare? No.

      Il benessere ha rincoglionito la gente

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  2. "hanno capito che le coltivazioni portano via terreno alla natura e agli animali."
    Sei ottimista: secondo me hanno capito (see vabbe') che le coltivazioni usate dalla kasta delle multinazionali kattive fanno morire i pucciosi, mentre gli stessi sono fieri di schiattare per le coltivazioni bio-vegan-ecosostienimista'minchia...

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    1. Sai che quegli imbecilli sono convinti che biologico sia più sostenibile del tradizionale?
      Ma convinti forte eh, roba che le coltivazioni rendono un terzo del normale e si deve coltivare 3 volte di più, ma per loro è ecologico perché usano rame e zolfo invece di pesticidi e fertilizzanti sintetizzati.

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  3. Da osservare che negli USA la FDA ha stabilito che entro tre anni dovrà cessare l'uso dei grassi idrogenati artificiali (praticamente della margarina) perché dannosi per la salute. Quindi è probabile un aumento dell'uso dell'olio di palma, senz'altro meno dannoso.

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  4. No, ma parliamone, se usiamo un olio che rende 7 volte di meno, sicuramente si inquina 7 volte di più, voglio vedere dove intendono coltivare queste cose i vegardi, forse in casa loro? bah....io su una pagina fb ho fatto queste domande a un tizio che sosteneva di aver visto certe cose con i suoi occhi...gli ho chiesto di proporre lui una soluzione, sai qual è stata la sua risposta? Lo puoi immaginare,,,,,insulti a non finire e infine blocco :D io ancora devo sentire da uno di loro qual è la soluzione al problema olio di palma/oli vegetali (in genere).

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  5. "boicottaggio vegano contro l'olio di palma"


    Ma siamo sicuri che il boicottaggio dell'olio di palma abbia origini vegane?

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    1. Non so le origini, ma che i vegani (anzi vegardi) lo stiano boicottando è un dato di fatto

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  6. Un articolo molto molto....professionale direi. Basta scrivere qualche parolaccia per spostare l'attenzione da un articolo infarcito di cavolate. Il modo "violento" con cui scrivi rivela una mancanza di contenuti evidente. Bravo!!

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    1. E invece a me pare che tu stai spostando l'attenzione dagli argomenti da me citati alle semplici parolacce.
      Alla faccia della mancanza di contenuti

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