Una madre ha abbandonato il movimento no vax dopo che tutti i suoi figli, sette, si sono ammalati di pertosse. Vedere i suoi figli ammalarsi e soffrire le pene dell'inferno, uno dopo l'altro, rimanendo praticamente impotente di fronte tutto questo, mentre nessun altro attorno si è ammalato, le ha fatto capire che qualcuno ha raccontato delle balle belle e buone.
Ma la pertosse li ha colpiti prima che potessero vaccinarli, e tutti i suoi figli si sono ammalati di pertosse, che non è un bel giro in giostra e nemmeno una bella esperienza.
Io spero che questo, insieme alle altre migliaia di casi verificati, faccia rinsavire anche altra gente oltre questa madre.
Quando l'ideologia si scontra con la realtà
Nell'Aprile 2015 una madre di sette ragazzi canadese, di Ottawa per la precisione (e mi sembra giusto sia ottawa dopo sette figli... vabbè lasciamo stare), Tara Hill ha scritto una lettera pubblica rivolta a tutti i no vax raccontando la sua storia.
Scriveva dalla quarantena, termine (e concetto) che nel 2015 si era sentito solo a scuola quando si parlava di commercio e "navi in quarantena" ma che oggi dopo il Covid ha preso tutto un altro peso, raccontando come i suoi sette figli si erano ammalati di pertosse (chiamata anche tosse dei 100 giorni, o whooping cough in inglese).
I tre più piccoli tossivano così forte che arrivavano a vomitare. Sintomo comune, e sono stati fortunati: alcuni si sono ritrovati con le costole rotte vista la violenza della tosse.
Una malattia evitabile con i vaccini
Hill ammette di aver vaccinato parzialmente i primi tre figli e non aver vaccinato affatto gli altri quattro, perché ha incontrato la propaganda mistificatrice dei no vax e, come ammette lei, "non sapeva più a chi credere".
La donna, dopo essere stata terrorizzata dalle mistificazioni complottistiche di quei propagandisti ossessionati e ossessivi dei no vax (capito perché parlo di terrorismo psicologico adesso?), aveva optato per "vaccinazioni con calendario alternativo", che ancora devo capire che significa vaccinare in modo alternativo, probabilmente ha fatto solo parte delle vaccinazioni o peggio ha usato roba tipo omeopatia.
In ogni caso anche quelli parzialmente vaccinati erano messi male, infatti il vaccino contro la pertosse si fa i primi mesi di vita, perché i bambini sotto l'anno finiscono tutti ricoverati in caso di malattia.
La decisione di vaccinare poco repentina
Durante un'epidemia di morbillo nell'area in cui viveva, una delle tante scatenate dalla disinformazione no vax, la donna si è resa conto di temere molto di più la malattia per i suoi figli e nipoti piccolissimi, così ha contattato il pediatra per rimettersi in regola con le vaccinazioni.Ma la pertosse li ha colpiti prima che potessero vaccinarli, e tutti i suoi figli si sono ammalati di pertosse, che non è un bel giro in giostra e nemmeno una bella esperienza.
Vedendo i bambini soffrire come cani, specialmente i più piccoli, la donna ha avuto la prova di quanto aveva già realizzato: cioè che probabilmente i vaccini erano un filino più utili di quanto raccontato da qualche guru improvvisati del complottismo sanitario senza nemmeno la laurea del fustino del detersivo a caso, altrimenti non si sarebbe potuto spiegare il perché era avvenuto l'esatto contrario di quanto pronosticato da loro, con i bambini vaccinati che stavano bene e i suoi ridotti come stracci.
Fidatevi dei medici
Capisco che in passato ci siano stati effetti avversi, capisco che non tutte le case farmaceutiche si siano comportate in modo esemplare, capisco anche che ci possano essere dei dubbi.
Ma fidatevi dei medici, non hanno scelto quella strada a caso: nella maggioranza dei casi ci tengono!
Ricordiamoci che sono i medici che hanno svelato il complotto ordito dalle aziende del tabacco, che per decenni hanno nascosto la correlazione con il cancro. Ricordiamoci anche che questo dimostra che anche i miliardari non possono comprare TUTTI e la verità viene a galla prima o poi.
Io spero che questo, insieme alle altre migliaia di casi verificati, faccia rinsavire anche altra gente oltre questa madre.
La storia di Tara Hills non è un’eccezione: è un monito. I vaccini non sono dogmi, ma strumenti. E ignorarli non è libertà — è una scommessa sulla pelle dei propri figli, di sé stessi e di tutti gli altri attorno a noi.
Fonte, in inglese
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