Maestra strappa microfono a bimbo autistico, bufala infame

Qualcuno ha messo alla pubblica gogna una povera disgraziata che altro non ha fatto che essere un po' brusca. Minacce di pestaggi, odio e livore scatenati da un taglio ad arte e la strumentalizzazione della condizione del bimbo.
Leggo, ma non so quanti altri, pubblicano un breve video che mostra dei bambini durante una recita, e quando l'ultimo in fila si avvicina al microfono si vede la maestra alzarsi e frettolosamente togliere il microfono dal piedistallo lasciando il bambino in lacrime.
Il titolo che hanno buttato lì apposta per scatenare la reazione emotiva: "Il bambino è autistico, la maestra gli strappa il microfono alla recita", facendo intendere ai distratti che il gesto fosse stato fatto unicamente perché il bimbo è autistico.

Il video, della durata di 30 secondi, in effetti mostra un gesto brusco, ma possono 30 secondi essere rappresentativi di cosa è successo in quella recita? Ovviamente no, e infatti le cose sono andate molto diversamente.

Al bimbo non è stato impedito di partecipare alla recita, come vogliono far credere i social justice warrior alla ricerca del bersaglio facile per quella grandiosa sensazione di essere migliori usando l'indignazione come arma.
Perché qui da noi ancora non c'è, ma negli USA, teatro della "tragedia", il politicamente corretto è stato modificato anche per gridare al "ableism" da tutte le parti, che secondo loro sarebbe il razzismo verso i disabili.

Poter montare ad arte questa bufala non deve essergli sembrato vero:



Come possiamo ben vedere il bimbo ha partecipato eccome, stava in mezzo agli altri mentre due bambini si apprestavano a ringraziare il pubblico e salutare. Il bimbo con l'autismo prende e fa di testa sua avvicinandosi al microfono. Nessuno glielo ha strappato di davanti, ha però lasciato che gli altri due bambini parlassero al microfono prima di lui, visto che il suo era un completo "fuori programma", poi la maestra lo ha preso perché dovevano sbaraccare il palco.

Non è altro che una bufala, un'esagerazione di un fatto forse un po' troppo brusco ma che non è un crimine. Immagino che ora questa maestra stia rischiando di perdere il lavoro, e non trovarlo finché il popolino si ricorderà di lei, per questa porcata montata ad arte e con malizia, per creare il "mostro" da sbattere alla gogna mediatica, da spolpare con commenti tipo "so io dove metterei il microfono" e "da riempire di legnate".

Il corpo del reato

La solita occasione dei benpensanti di dimostrarsi magnanimi, buoni, misericordiosi, giusti e civili a spese degli altri, forcaioli di 'sta ceppa.

Leggo (non per nulla ha ispirato lercio...)