Rebibbia: detenuta getta i figli dalle scale

Una donna, detenuta a Rebibbia,  è stata bellamente lasciata da sola insieme ai figli nel nido carcerario, uno di due anni e l'altro di sette mesi. Questa, con amorevole calore materno, ha preso e ha scaraventato giù dalle scale i due pargoli, ammazzando il neonato e riducendo in fin di vita quello di due anni. Ora la domanda che ci stiamo ponendo tutti è questa: perché l'hanno lasciata sola e senza controlli con i bambini?

La donna era finita al gabbio per spaccio e detenzione di sostanze, diciamo che non è il classico emblema della persona onesta di per sé, come se non bastasse aveva confessato al suo avvocato di essere caduta in depressione e di non sopportare la vita carceraria.


Ora, a parte il non sopportare la vita carceraria a cui doveva ben pensare prima di delinquere, è importante il fatto psicologico.
Perché non hanno tenuto sotto osservazione stretta la donna, già di per sé una criminale e per di più in depressione?

Temo che abbiano fatto un ragionamento grullo... del tipo: Cosa potrà mai fare una donna con pochi scrupoli (perché per spacciare ce ne vogliono veramente pochi) che non vuole stare in galera e dice di soffrire di depressione?

Ma nulla! E' donna no? La violenza è solo maschile, cit non una di meno e uno stuolo di femminarde da far paura all'esercito russo.
Non credo di esagerare, la propaganda di quella frangia malata del femminismo ha inculcato nella società e nella giustizia il concetto che la donna sia santa e che tutti i mali del mondo sono causati dagli uomini. Tanti casi lo confermano, come l'affido dei figli ad una madre con patologie mentali gravissime o il condono di veri e propri tentati omicidi "perché ha bei voti agli esami".



Per questo la donna è stata lasciata sola con i figli. Che male potrà mai fare ai bambini? Sono suoi figli! Una così brava ragazza che in carcere non doveva nemmeno esserci (continuo a non esagerare, qualcuna ha proposto che le donne non vengano mai condannate qualsiasi reato commettano) che dice di soffrire di depressione cosa potrà mai fare di male?

Ecco che cazzo ha fatto di male... ci siamo dimenticati degli infanticidi causati dalla depressione post partum? Oppure c'è un modo di accusare gli uomini anche di quello?

Insomma, ancora una volta i pregiudizi hanno fatto danni, mi domando quanto tempo ancora serva perché tutti si accorgano dell'immensa quantità di cazzate ci hanno convinto quelle che dagli anni 70 ad oggi hanno urlato fra un "l'aria condizionata è feffifstah!11!!" e un "tutti gli uomini sono stupratorih!!11!!" uno uno uno undici e centoundici pure.

Ovviamente in questo caso le mie sono solo speculazioni, e benché sia piuttosto sicuro che la sicurezza fosse bassa perché il soggetto donna visti i precedenti mi tengo la riserva di correggermi in caso le indagini diano diverso esito.

In ogni caso dati più approfonditi li ho scritti in questo ebook, insieme a molte informazioni interessanti

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2 commenti:

  1. Purtroppo, e questo caso ne è un'ulteriore riprova, ci sono non solo pregiudizi estremamente gravi ma anche e soprattutto l'ideologia femminista che li ha alimentati a dismisura: è quasi diventata prassi lasciare completa libertà di gestione dei figli ad una donna, le sue condizioni effettive, mentali e non, diventano una cosa di terzo piano (persino dopo i loro crimini trovano molta gente ad appoggiarle). Ma, alla fine, è più criminale la donna che ha barbaramente ammazzato i suoi figli oppure i giudici che li hanno messi in mano ad una chiara disturbata mentale? (Sia chiaro, non intendo sminuire di una virgola la gravità del reato commesso dalla donna)

    P.S. Una delle cape di 'Non una di meno' ha ammazzato una minorenne per gelosia, ovviamente negando che il suo fosse femminicidio. Ottima coerenza, non c'è che dire

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  2. Purtroppo sono sempre esistite pazze che ammazzano i loro figli - si pensi a un caso di cancan mediatico di un po' di anni fa, il caso della franzoni (minuscola d'obbligo). In questo specifico caso il giudice ha toppato di brutto, perché non s'è reso conto che una che già è finita in galera per reati in completo dispregio alla vita umana (spaccio di DROGA, cazzo: era una venditrice di morte) NON AVREBBE DOVUTO nemmeno mantenere la patria potestà sui bambini, né a maggior ragione avere la possibilità di vederli tutti i giorni. Il giudice è stato vittima inconsapevole della propaganda delle nazifem o ha valutato (male) altri parametri? È qui che ho un dubbio.

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