sabato 13 gennaio 2018

Prima mano bionica impiantata in Italia

Nel nostro paese è stata impiantata la prima mano bionica, la persona che l'ha ricevuta si chiama Almerina Mascarello. La notizia non è importante solo per la donna che ha beneficiato della normalità riottenuta, ma per il progresso scientifico che si sta facendo nel settore.

Mano bionica con il tatto

Una mano bionica controllata dalla mente è stata sognata per decenni, soprattutto da chi ha perso un arto intero o una mano, ma anche una gamba (anche se per per quelle le protesi sono più "semplici"), qualcosa che prima si poteva sognare attraverso i film, specialmente di fantascienza.
Ora è realtà, e una mano bionica è stata impiantata in Italia poco tempo fa.
E' ancora piuttosto "rudimentale": per funzionare correttamente chi la usa, in questo caso Almerina, deve indossare uno zaino che contiene il computer che elabora gli input




Ma la scomodità del computer oltre ad aver ridato una mano funzionante ha anche restituito il tatto.

Incredibilmente queste mani artificiali sono in grado di dare un senso di tatto, tanto che la donna riesce, a occhi bendati, a riconoscere forma e consistenza degli oggetti che afferra con la mano bionica.

C'è anche un filmato:



E non è nemmeno l'unico esempio di mano con il tatto, un arto intero è stato progettato oltre un anno fa:


Tutto questo è rassicurante e anche la prova concreta che chi va in giro a denigrare la ricerca è un coglione patentato, ragliante e con la muffa nel cranio.
Se il solo fatto di avere arti controllabili come se fossero i propri e addirittura dotati di un rudimentale senso del tatto basti pensare che nel 2012 la mano "bionica" più evoluta era controllata tramite due (due di numero) sensori attivati attraverso i muscoli dell'avambraccio ed era in grado di aprirsi e chiudersi, puntare l'indice o afferrare qualcosa. Molto macchinosa.


In cinque anni si sono fatti progressi incredibili. Chissà fra cinque anni come saranno questi arti bionici. E non solo arti, si stanno studiando organi artificiali (un cuore artificiale a dire il vero già esiste, anche se è una soluzione provvisoria) e perfino occhi artificiali.

Tutto grazie ai ricercatori, non di certo grazie a quella masnada di imbecilli deficienti complottardi o animalardi che raccontano, protestano, boicottano, minacciano e danneggiano ricerca e ricercatori.
Ricordiamocene la prossima volta che questi individui attaccano un ricercatore: il ricercatore sta lavorando per curare malattie o arti amputati, i coglioni cercano solo di sfogare le loro frustrazioni del cazzo puntando un bersaglio facile vista l'ignoranza galoppante.

Uno sta creando, l'altro sta distruggendo.
Chi è da sostenere e chi da fermare?
La risposta è semplice e scontata.

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