mercoledì 20 settembre 2017

La quantità di cibo edibile usata per produrre un kg di carne

Questo è un argomento che ho trattato più e più volte, ma grazie alla segnalazione di Giulia Corsini sono venuto a conoscenza di nuovi dati più approfonditi (dovrei correggere il libro uno di questi giorni): la quantità di cibo edibile usata per produrre un kg di carne:

Tutt'altro che uno spreco


Come ho già ben sottolineato, più e più volte, agli animali da allevamento non vengono somministrate assolutamente tonnellate di cereali e legumi per produrre qualche misero chilo di carne.

Secondo alcuni disfattisti infatti servirebbero oltre venti chili di cibo per produrre un chilo di carne bovina, e in questo processo si stanno affamando le popolazioni povere mondiali.
Ora, tralasciando i discorsi triti e ritriti sull'argomento, veniamo ai fatti: quanti kg di cibo edibile finisce negli stomaci degli animali da allevamento?



In realtà molti meno di quanto pensano gli ambientalisti/vegani. E qualcosa in più di quanto avessi ipotizzato io, almeno per alcuni casi (poi mi spiego meglio).

Per produrre 1 kg di carne disossata bovina servono 2,8 kg di alimento edibile.
Ma questo vale solo per una piccola fetta di animali, perché quasi l'80% dei bovini si alimenta per quasi il 90% della loro dieta di erba, che noi non possiamo digerire.
Insomma la stima vale per appena il 17% degli allevamenti mondiali, gli altri sono più efficienti, come scritto prima per quasi il 90% consumano erba o scarti a noi non commestibili, quindi

Se guardiamo dal punto di vista delle proteine invece per produrre 1 kg di proteine animali si consumano 600 grammi di proteine vegetali.

Insomma, nel mio libro sono stato forse un po' troppo ingenuo (stime fatte basandomi sull'alimentazione dei bovini da carne qua in Sardegna, non pensando ai peggiori casi di allevamenti presenti nel mondo) ma ci sono andato piuttosto vicino comunque, in ogni caso una fonte autorevole aiuta sempre a rafforzare i propri argomenti.

E continuo a sostenere che gli "ingenui" vogliono risolvere la fame nel mondo intasando gli intestini dei poveri con paglia e fieno (linguaggio un po' spinto dei bei tempi andati)

In ogni caso ripeto le conclusioni fatte nel mio libro (se volete dargli un'occhiata): l'allevamento è nato in un periodo storico in cui avere del cibo commestibile sotto i denti era un'impresa giornaliera e di certo non c'erano risorse in abbondanza da buttare via nei buchi neri che sono stati descritti dagli "ambientalisti", per questo motivo credere che si buttino via tonnellate di cibo per "un capriccio" è quantomeno ridicolo.

La conclusione del paper è quella di sensibilizzare questo 17% di allevamenti "spreconi" a comportarsi come tutti gli altri, visto che la crescita demografica e l'arricchimento di alcuni paesi prima in via di sviluppo avranno un pesantissimo impatto su terreni coltivabili e sostenibilità.
Fonte

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