lunedì 17 luglio 2017

L'Inghilterra non sa gestire la Brexit e sarà un disastro

Un disastro totale, anzi una calamità come titola il Financial Times (adesso arrivano i laureati di minchiologia all'università Youtube a dire che quelli del FT non capiscono un cazzo di finanza ed economia, ne sono certo). Questo per diversi motivi variegati e tutti uno più stupido dell'altro.
Una maratona di idiozia il cui prezzo sarà altissimo.

Incapaci di gestire la Brexit


La brexit di per sé è una porcata immonda che in ogni caso porta più svantaggi che vantaggi, si vede già da ora che nemmeno sono usciti che l'inflazione è aumentata del 33% mentre gli stipendi sono rimasti pressoché invariati (anzi hanno registrato un -2%). E ancora non è iniziata la brexit!

Ora si sta "trattando", stanno lavorando a degli accordi per l'uscita. O meglio, dovrebbero farlo...

Eh si perché se già la brexit è una porcata di suo, adesso gli inglesi hanno la spada di Damocle sulla capoccia della hard brexit, cioè come rendere peggiore un affare già sconveniente di suo.
Perché la May ha iniziato la procedura di uscita con in mente una sola cosa: nessun compromesso.


Ma sono proprio i compromessi l'unico mezzo che hanno (avevano) gli inglesi per rendere la brexit il meno distruttiva possibile, cosa ce a quanto pare si rifiutano di fare. O non riescono proprio a fare...
La May infatti ha bruciato i tempi, e ha iniziato la procedura di uscita senza avere uno straccio di piano. Non hanno la minima idea di cosa stanno facendo.

A rendere peggiore la situazione sono state le recenti elezioni, consigliate maliziosamente da Juncker in quello che sembra uno scacco matto incredibile, che hanno indebolito tantissimo la posizione di May, che ha perso la maggioranza in parlamento, oltre alla faccia.

Inoltre il suo partito è molto diviso sulla questione Brexit, tanto che è in dubbio che riescano a far passare alcuni dei loro compromessi con la UE. Effettivamente recentemente si è letta la notizia che la UE non accetterà nulla che penalizzi i cittadini europei in Inghilterra, rigettando la proposta del Regno Unito.

Così impegnati a litigare fra di loro e a pensare alle prossime elezioni, nessuno sta preparando un buon piano di compromessi per trattare l'uscita dalla UE, situazione che si fa pesante perché fra meno di due anni scade il termine, come ben si sa, e oltre a prepararlo bisogna anche proporlo, discuterlo, contrattarlo ed eventualmente modificarlo. Senza contare che le aziende hanno bisogno di tempo per sapere cosa sta succedendo e adeguarsi di conseguenza. Anche prendere con le braghe calate le aziende (che rimangono, perché molte si sposteranno in paesi UE) non può che danneggiarle, e di conseguenza danneggiare l'economia.

L'uscita del Regno Unito inoltre richiede un sostanzioso pagamento, tanto che boris johnson l'ha definita esorbitante descrivibile solo con "si attaccano al tram e fischiano in curva" (letteralmente, ha detto go wistle for it), insomma stanno facendo un muro contro muro che potrebbe portare a nessun accordo. Che è peggio di averne uno buono, e forse anche peggio di uno cattivo.

Gli inglesi non hanno quindi preparato il terreno per la brexit, e potrebbero non farlo o farlo male.
Perché non si rendono nemmeno conto della reale posizione del loro paese in questo casino.
Il giornale fa l'esempio del mercato europeo: se danneggiano l'accesso al mercato europeo convinti di farci un dispetto, loro sicuramente accuserebbero il colpo peggiore, perché il mercato europeo messo insieme è più di cinque volte il loro mercato da solo (e probabilmente il loro mercato si ridurrà ancora, a favore nostro, dopo questo casino).

A tutto questo si aggiungono altri problemi, come l'aviazione e lo scambio di merci, che dovranno gestirsi da soli e senza aiuti di nessuno, infatti dovranno smistare un numero molto più alto di dichiarazioni doganali dopo la brexit, e avranno sicuramente difficoltà a gestirle tutte.

Tutta questa incertezza, della brexit con accordo o "hard brexit" senza accordi, finirà con l'influenzare i mercati, e già la sterlina è in caduta libera che è una "meraviglia" e ha causato un'inflazione mostruosa, che potrebbe peggiorare ulteriormente.

Bel quadretto... degli incompetenti che litigano fra di loro, un'opinione pubblica ancora troppo divisa sulla brexit, un accordo "divorzile" che sembra non arriverà e che probabilmente peggiorerà tantissimo le cose.
Eh si, se la brexit si poteva gestire al meglio per limitare i danni adesso sembra che si siano giocati anche quella opportunità.

Alla faccia del "escono dalla UE e diventano superpotenza economica mondialeh!!11!".
E come no, dillo a chi paga la spesa un terzo in più di prima solo perché qualche stronzo ha berciato che ci sarebbero stati miliardi di miliardi in più nelle casse dello stato...


Financial Times


6 commenti:

  1. Ma ha perso di valore, rispetto a quali valute?

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  2. Se l'Inghilterra non la sa gestire, che la affidino a Scozia, Galles e Irlanda del Nord ;)

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  3. E questi avevano pure la loro moneta.
    Se noi lasciamo l'euro (Non dico l'unione europea, ma l'euro) finiremo allo stesso modo se non peggio, almeno secondo me.

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    1. A noi andrebbe molto peggio, non solo perché prenderemo una valuta che non vuole nessuno, schiacciata fra dollaro ed euro che sono giganti, ma anche per la natura della nostra economia: debolissima e "mafiosa".

      Per "mafiosa" intendo che fanno di tutto pur di mantenere l'orticello di quattro coglioni facendo perdere milioni alle aziende estere, esempio Uber, contrastata per mantenere il privilegio di quei coglioni evasori fiscali

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