sabato 27 maggio 2017

La pubblicità dei reggiseni è violenza

Stavolta vediamo disagio nostrano, perché ok mettere in guardia sull'ondata di demenza made in USA dicendo "la stanno esportando", ma vedere tale merda già da noi e con certi numeri fa tutto un altro effetto. Stavolta a creare trigger e rabbia è la pubblicità dei reggiseni, definita come violenza contro le donne.

Le belle donne sono violenza contro le donne

Se volessimo descrivere il feminazismo con una parola quella che calza meglio è invidia.
Madonna se invidiano le belle donne... altrimenti non si spiega la cosa, che mi appresto a descrivere:

Intimissimi ha messo in giro dei cartelli pubblicitari di una linea dei suoi reggiseni, fin qui tutto normale, poi dei geni nel mantovano hanno appiccicato una figurina, "casualmente" sul punto che evidentemente doleva di più. A dire il vero mi era stato mostrato in privato sulla pagina già qualche tempo fa, ma non ci avevo dato troppo peso, pensavo fosse lo sclero di qualche feminazi allo stato brado...

E invece no! Quelli di "non una di meno" hanno pubblicamente dimostrato di esserci loro ufficialmente dietro la manovra! Cazzo una organizzazione che è seguita da decine di migliaia di persone, rendiamoci conto. Ma vediamo che hanno scritto a riguardo:

"INTIMA? SI, MA SOLO COME VOGLIO IO!"
Perché una pubblicità costituisce obbligo di legge e morale, certo.

"Non ci scandalizza la nudità, non ci scandalizzano le tette grosse e nemmeno quelle piccole, ma ci scandalizza l’uso stereotipato del corpo della donna."
Uso stereotipato? Ma che cazzo dicono?

"In Italia, molto più che in altri paesi d’Europa, tanti prodotti di consumo vengono pubblicizzati usando il corpo o parti del corpo della donna."
Sinceramente con sto cazzo di "molto più che in altri paesi" hanno rotto tutti le palle. Primo è da dimostrare, anche visto che secondo il feminazismo tutta Europa è sessistaaaaaaaah, secondo non significa un cazzo di niente. Poi cosa cristo dovrebbero metterci in una pubblicità di reggiseni, un asino ragliante impennato con un'erezione che nemmeno Rocco?

"I media ci propongono costantemente un modello di donna eteronormato che non è rappresentativo delle diversità di ognuna di noi: pelli lisce e depilate, corpi magri e tonici, ragazze giovani ed ammiccanti."
Eteronormodotato lo metto a fianco di "neoliberismo patriarcale interiorizzato", poi mi devono spiegare che cazzo di concetto è quello di rappresentare ogni corpo. Da dove cazzo viene fuori questa storia? Che per caso ci sono modelli con la pancia? O con il corpo a pera? O con il culo gigante? No, mettono bei ragazzi, così come belle ragazze. Perché anche l'occhio vuole la sua parte, cosa che però dà fastidio a chi ha enormi problemi esistenziali e psicologici e non accetta la propria fisicità.

Se non ti piace vai in palestra e mangia meno, invece di rompere i coglioni al resto del mondo.
Inoltre vorrei mostrare il modello maschile proposto dai media, anche se l'ho già detto più e più volte:

YO NN SONNO KOSI OMG AMMAZZATE TUTTI!!11!!1 SESSISMOOOOOH!!1
Come? Non lo dice nessuno? Ah vero, gli uomini non sono oggettificati dalla oggettificazione perché non oggettificati dall'oggettificazione (cit, non scherzo).

"Nelle ultime settimane, in molte città d’Italia come a Mantova, è apparsa in maniera martellante la nuova campagna pubblicitaria di #Intimissimi. Lo sguardo cade inevitabilmente sul seno della modella, il messaggio è chiaro: solo un corpo di donna perfetto vende e ha senso di esistere."
Guarda come condiscono la cosa, in maniera martellante! Sono dei fottuti cartelloni, non ti piacciono non li guardare, ma io veramente 'sta gente che pende da media e pubblicità per campare lamentandosene non la capisco, è come se uno si mettesse in faccia una maschera antigas con merda diarroica di cane malato nei filtri senza mai toglierla ma lamentandosi in continuazione della puzza... TOGLILA, CAZZO!
Poi dicono una cosa giusta: solo il corpo di una donna perfetto vende. Questo è vero, piace quello che è bello, il bello vende, il bello attira l'attenzione, ci avessero messo le donne dell'harem dello shiha, quelle con i baffi che sembrano l'idraulico di zio Antonio, non avrebbero venduto un'emerito cazzo.
Però poi ovviamente dovevano aggiungere una cazzata, perché il tessuto della realtà stesso poteva collassare se non avessero sminchiato una frase giusta: e ha senso di esistere.

Ora, possiamo fare tanti giri filosofici sulla bellezza interiore della gente, sul fatto che non tutti hanno gli stessi gusti, ma io voglio dire una cosa: siamo animali e il nostro corpo è un chiaro segnale verso tutti i potenziali partner sessuali, se un corpo non attrae ma fa schifo al cazzo NON HA SENSO DI ESISTERE, infatti l'individuo brutto non si riprodurrà, a meno che non compensi con altre capacità tipiche della società umana, e il brutto non continuerà.
Dove sta il problema? Il problema nasce in dementi che continuano a voler alimentare disturbi alimentari e depressione di individui che non si accettano, non fanno un cazzo per migliorare o guarire ma vogliono sentirsi dire che sono delle grandissime fighe e che scoperanno fino allo sfinimento. Ecco il problema.

"NonUnaDiMeno Mantova ha scelto di sanzionare #Intimissimi con la scritta “Anche questa è violenza”, per rivendicare la pluralità dei nostri corpi e delle nostre fisicità. Ribadiamo che la violenza non è solo fisica ma pervade tutti gli ambiti della società in cui viviamo."
Ha scelto di sanzionare! Adesso emettono sanzioni come può lo stato o chi preposto da lui! Nessun delirio di onnipotenza eh, roba che mago otelma fai largo che c'è chi se la tira molto di più.
Stendiamo un velo pietoso sul voler depauperare il concetto di violenza con cazzate, che qua ci si incazza e si insulta peggio di Insinna e poi la gente rompe pure i coglioni.
Gente che non legge la favola del bambino che urlava al lupo perché sessista...

"IL CORPO PERFETTO E’ IL TUO!"
Poi non chiavano nemmeno andando alla svendita di gigolò sifilitici moribondi che paghi cinque euro e una goleador...
Che si lo so, è una caduta di stile buttarla su questo piano, ma sinceramente non vedo perché prendersela tanto con le donne belle se non è l'invidia a muoverle. Tutte queste storie che i media deprimono le donne sono gonfiatissime, perché i media possono avere un effetto ma è marginale, molto marginale, quindi lamentarsi in continuazione che le ragazze stanno male per colpa dei media è una cazzata, visto che influisce molto di più l'ambiente dove stanno.

Senza contare che se io ho i miei gusti personali, di certo vedere un cartellone pubblicitario non me li cambia. E' il cartellone che si adatta ai gusti più diffusi (che se chiedete a me, nella maggior parte delle volte non mi piacciono molto, giusto per informazioni che non interessano a nessuno), non i gusti che si adattano ai cartelloni. Vendono prodotti, mica gusti sulle donne. Porca puttana.

C'è da dire che l'iniziativa è apparsa ridicola praticamente a tutti, credo che forse c'è ancora speranza nell'umanità. Forse...


3 commenti:

  1. Pensieri sparsi a caso:
    - che se la prendano per l'oggettivazione del corpo femminile ci può anche stare, ma hanno mancato il bersaglio di qualche chilometro: se fai una pubblicità di reggiseni cosa vuoi mettere in mostra? Il 740 per la denuncia dei redditi? Avrebbe più senso salire sulle barricate per uno spot dell'acqua minerale con una tizia seminuda che nuota in piscina...
    - sul ruolo dei media nell'indirizzare i gusti delle masse io non sarei così ottimista, altrimenti la pubblicità tout court non avrebbe senso di esistere.

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    1. La publicittà si adatta al pubblico, non il contrario.

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  2. Per andare a lavoro passo in una via dove ci sono vari cartelloni pubblicitari. Un sito di shopping online ha fatto una campagna pubblicitaria dove fa vari giochi di parole che non sto qui a spiegare. In uno di questi, però, c'è la foto di una bella ragazza in costume da bagno e viene etichettata come "beauty". Qualcuno ha scritto a penna sul cartellone "questa è merda sessista".

    Peccato che DIECI METRI PIU' IN LA' ci fosse la STESSA pubblicità con un bell'uomo seminudo etichettato come "hot stuff". Lamentele su quel cartellone? Nessuna.

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