martedì 28 marzo 2017

Il linguaggio medico è sessista e va cambiato


Ricorderete sicuramente lo scorso post, quello secondo cui l'uomo che è un buon amante è uno squallido sessista machista che ruba il godimento femminile. Ebbene, una (Sari è un nome femminile) delle due "ricercatrici" artefici di cotanta minchiata ne ha sparate altre, come questa: il linguaggio medico è sessista e rafforza stereotipi negativi contro la donna...

Scienza femminista di laboratorio

Lo ha definito così: "In this feminist science laboratory case study" che più o meno sarebbe un caso di studio da laboratorio di scienza femminista, o qualcosa del genere. Sinceramente anche se il mio inglese è buono ho difficoltà a tradurre 'sta roba, deve essere uno strano linguaggio accademico oppure una supercazzora.

Propendo per la supercazzora.

In ogni caso la ricercatrice Sari, che fra gli altri ha un bel diploma in "gender studies" e cazzo questo spiega il delirio a cui stai per assistere, afferma:

"La nomenclatura scientifica-medica è sessista e contribuisce all'ignoranza, limitando la "conoscenza popolare" (knowledge-culture dice lei, non sono riuscito a comprendere bene) e l'immaginario scientifico riguardo i fluidi vaginali, che ha delle implicazioni riguardo il corpo femminile e la salute."

Sembra già una presa per il culo, ma il bello deve ancora venire:


"I termini abietti che descrivono i fluidi vaginali, muco e perdite (in inglese mucous e discharge, un paio di esempi) precludono la loro esistenza nell'immaginario scientifico se non come segni passivi di malattia."

Ebbene si, secondo lei i medici, dottori e ricercatori non sanno di cosa si parla, e a sentire questi "nomi abietti" e probabilmente sessisti si crea nella loro mente un'immagine poco edificante per la loro dignità. E qui parlo del titolo del "articolo":
"Non chiamiamo il seme "penile mucous", muco del pene."
Forse perché si tratta di tutt'altro? Mi vorrà dire che smegma è un termine bellissimo che regala gloria patriarcale a quello scarto?
Sinceramente pensavo di aver esagerato con la mia opinione sui gender studies, ma vedo che forse ci sono andato anche fin troppo leggero...

"Propongo di usare un termine abietto di genere, usato per i fluidi vaginali, posizionato vicino al nome di altri fluidi legati ad altre mucose dimostri come anche quando il genere non è incluso nel nome, la "conoscienza popolare" di genere influenza comunque la scienza"

In pratica vorrebbe usare discharge e mucous per i prodotti delle mucose maschili, dimostrando che questi termini influenzano la scienza. O qualcosa del genere.
Un vero e proprio delirio, non riesco a definirlo altrimenti.
Ma è questo quello che i "gender studies" fanno: addestrano alla malattia mentale, addestrano la gente a trovare discriminazioni sessiste, ovviamente sempre e comunque ai danni delle donne, in tutti gli ambiti della società. Questa li ha trovati nella scienza medica, o meglio nei termini.

Invece di discharge dovrebbero usare snowflake, così i medici misogini diventano magicamente rispettosi.
Ma vaffanculo va

Lo "studio", visto da nemmeno 400 persone...

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